UN ARTICOLO DI MAHDI DARIUS NAZEMROAYA

Il Consiglio nazionale siriano (CNS) sta cominciando a chiudersi in se stesso mentre Damasco ha dimostrato di esser assai resistente alla tempesta. Sin dall’inizio, il CNS non era una entità popolare o rappresentativa, e ora appare in declino, perfino con il patrocinio estero e il continuo invio di armi dai membri della North Atlantic Treaty Organization (NATO) e del Gulf Cooperation Council (GCC), ai suoi combattenti in Siria.
1 APRILE 2012

Gli scopi degli attacchi del Consiglio nazionale siriano e dell’Esercito libero siriano

Sia il CNS che la sua ala militare, il cosiddetto Esercito libero siriano, sono stati utilizzati per sovvertire la Siria. I loro obiettivi non sono stabilire la democrazia e le riforme democratiche in Siria, ma trasformare la Siria in uno stato cliente degli Stati Uniti. A questo proposito, nell’ultimo anno c’è stato un tentativo coerente e metodico per destabilizzare tutte le aree di confine della Siria.

La destabilizzazione dei confini della Siria è legata a diverse tattiche. Uno degli obiettivi è assicurare un flusso continuo di armi e combattenti dai confini con gli altri paesi. Un altro obiettivo è paralizzare l’economia siriana disattivando le più importanti attività economiche e commerciali nelle aree strategiche, in tandem con le sanzioni degli USA e dell’UE contro la Siria. A questo proposito, la raffineria di petrolio di Deir Ezzor è stata attaccata come lo sono stati gli oleodotti e il porto siriano di Lattakia, indicata dalla possibilità che ospiti una futura base navale iraniana nel Mediterraneo, che andrebbe ad integrare la base navale russa nel porto di Tartus. Un terzo obiettivo è trasformare queste aree destabilizzate in testa di ponte per l’ingresso armato in Siria, quali “aree protette” e “corridoi umanitari”.

Dal 2011, tutti i vicini della Siria sono stati utilizzati per lanciare attacchi contro di essa. Libano, Turchia, Giordania, Israele e Iraq sono stati usati in un modo o nell’altro per l’invio di armi, rifornimenti, denaro e combattenti nella Repubblica araba assediata. Libano e Iraq sono stati soggetti involontari durante l’assedio alla Siria. Turchia, Giordania e Israele, tuttavia, sono stati tutti agenti volontari nell’assedio contro Damasco.

I legami libanesi del Consiglio nazionale siriano

Il collegamento tra l’Alleanza del 14 Marzo e il CNS è molto importante. Secondo il politico cristiano libanese Suleiman Frangieh, i piani per una cosiddetta “zona cuscinetto” lungo il confine siro-libanese erano al lavoro da qualche tempo. Questo riflette le divisioni nel Libano, dove una minoranza guidata da Saeed (Said) Hariri e i suoi alleati dell’Alleanza del 14 marzo, ha stoltamente deviato alcune delle energie della Repubblica libanese.

In Libano, l’Alleanza del 14 Marzo guidata da Hariri sostiene gli insorti e gli elementi dell’opposizione, nei loro sforzi per rovesciare il regime siriano. Inoltre, Hariri ha agito come un lobbista del ramo siriano della Fratellanza Musulmana. Nel 2006, ha avuto colloqui per una strategia comune contro la Siria, con i diplomatici statunitensi nella loro ambasciata a Beirut. La natura delle discussioni era come isolare la Siria e lavorare per sostituire il presidente al-Assad e il suo governo con un nuovo regime composto dai Fratelli musulmani e da un certo numero di disertori del regime, come Abdul Halim Khaddam e Hekmat Shehabi. Nei suoi sforzi lobbistici, Hariri ha comparato la Fratellanza musulmana siriana con il Partito della giustizia e dello sviluppo (AKP) turco del primo ministro Recep Tayyip Erdogan, e ha dato il suo pieno sostegno all’istituzione di un regime, a Damasco, gestito dal ramo siriano della Fratellanza musulmana.

Il sostegno di Hariri al cambio di regime in Siria, in particolare dal 2006 quando Washington e Tel Aviv previdero la sostituzione del presidente al-Assad attraverso l’intervento militare, con un nuovo regime fantoccio, non dovrebbe essere una sorpresa per nessuno. Infatti, dopo la sconfitta israeliana in Libano, sono in corso di attuazione dei piani per una nuova strategia volta a rovesciare il governo in Siria, compresi il piano per la creazione di posti di frontiera al confine libanese con la Siria. A questo proposito, gli agenti degli Stati Uniti iniziarono a visitare il Libano e a studiarne i confini con la Siria, in preparazione delle operazioni in Siria.

Non solo il Libano è stato involontariamente utilizzato come un corridoio per le armi e come punto di ingresso illegale in Siria, ma è stata una fonte di manodopera per le forze ribelli in Siria. Molti degli alleati del clan settario Hariri sono decisi sostenitori ideologici di Usama bin Ladin e dei membri della stessa setta deviata dei cosiddetti movimenti salafiti, che operano in Siria. Elementi nelle forze di sicurezza libanesi possono avere anche dato una mano nella creazione delle linee di comunicazione e del posto di comando libanesi degli insorti e delle forze speciali straniere che operano all’interno della Siria. Oltre alla vicinanza geografica, questo è uno dei motivi per cui molte delle forze ribelli sconfitte hanno cercato di ritirarsi in Libano.

Nell’agosto 2011, undici guardie carcerarie della più grande prigione del Libano, quella di Roumieh, furono arrestate e interrogate dopo la fuga di cinque detenuti. A causa dei combattimenti nella repubblica sorella di Siria, la tempistica di questa fuga dalla prigione in Libano divenne rapidamente sospetta. Si sospettò che potesse essere collegata agli sforzi di Hariri per inviare combattenti in Siria. Quattro dei prigionieri scappati erano membri di Fatah al-Islam e il quinto era un membro kuwaitiano di al-Qaida, due dei fuggiaschi erano anche giovani siriani. Fatah al-Islam è un gruppo che ha somiglianze sorprendenti, nella sua visione del mondo, con gli insorti in Siria; Hariri e il governo statunitense hanno importato il gruppo deviato in Libano, ospitandolo nei campi profughi palestinesi nei pressi della città libanese di Tripoli, coll’obiettivo di scatenarlo contro Hezbollah cosa che, sebbene documentata dal giornalista statunitense premio Pulitzer Seymour Hersh, è stata rabbiosamente negata dal governo dell’Alleanza del 14 Marzo.

In aggiunta a tutto questo, i ribelli che furono catturati confessarono alle autorità siriane che erano stati sostenuti dal Libano dal deputato libanese Jamal al-Jarrah, membro del Movimento Futuro e dell’Alleanza del 14 Marzo, guidati da Hariri. Al-Jarrah era noto per aver contribuito a reclutare e organizzare la formazione delle milizie del movimento di Hariri, conosciute come le Tigri Sunnite, in preparazione dello scontro contro Hezbollah, Amal, il Movimento Patriottico Libero ed i loro alleati politici. Un anno dopo, il piano di utilizzare Fatah al-Islam si ritorse contro Hariri e i suoi alleati, i frutti del lavoro di Jamal al-Jarrah si materializzarono nel maggio 2008, quando Hezbollah e i suoi alleati combatterono e sconfissero le Tigri e le altre milizie dell’Alleanza del 14 marzo. Anche se Hariri e i suoi compari negano il loro coinvolgimento nella costruzione di tutti questi movimenti armati o il supporto ai gruppi armati deviati, ufficiali di alto grado ed esperti militari dicono che vi hanno preso parte in entrambi i casi. I siriani hanno continuato ad accusare al-Jarrah di armare gli insorti settari e di finanziare i manifestanti attraverso intermediari, nell’aprile 2011, e Ali Abdul Karim Ali, l’ambasciatore siriano in Libano, aveva chiesto che un procedimento legale venisse avviato dal governo libanese per indagare su al-Jarrah.

I volti presentabili dell’opposizione siriana: Da Khaddam a Ghalyun

I disertori dal regime che Hariri suggerì ai funzionari degli Stati Uniti di prendere in considerazione per il nuovo regime siriano, sono in realtà dei corrotti che fin dalla loro defezione sono diventati poco più che dei delegati di Washington e dei suoi alleati. Ad esempio, Abdul Halim Khaddam, ex vice-presidente siriano, è stato responsabile di molte di quelle atrocità commesse in Libano, durante la presenza militare della Siria, che l’Alleanza del 14 Marzo ricorda costantemente. Khaddam era anche direttamente collegato al traffico di stupefacenti in Libano, dalla valle della Bekaa.
Khaddam sarebbe fuggito dalla Siria nel 2005 e successivamente creò il Fronte di Salvezza Nazionale siriano, nel 2006. Nonostante le critiche dell’Alleanza del 14 Marzo ai funzionari siriani, ironicamente si dice che Khaddam sia stato vicino alla famiglia Hariri, che oltre alla sua alleanza diretta con l’Arabia Saudita, abbia agito anche come maggior rappresentante della Siria in Libano, fino al 2005. In aggiunta a tutto questo, Khaddam avrebbe incontrato dei membri del governo degli Stati Uniti e stabilito un ufficio per sé e per il suoFronte di Salvezza Nazionale siriano a Washington.

Per quanto riguarda la collaborazione di Khaddam con il governo degli Stati Uniti, qualcosa di importante deve essere notato. Nel gennaio 2006, Khaddam avrebbe annunciato che il governo siriano sarebbe crollato prima della fine del 2006. Questo avvenne prima che Israele attaccasse il Libano durante la guerra dell’estate dello stesso anno. E’ molto probabile che fosse consapevole che Israele stesse progettando di attaccare il Libano, come mezzo per iniziare una guerra con la Siria. Nel 2006, la Siria era il principale obiettivo degli israeliani. In coordinamento con gli Stati Uniti e la NATO, Tel Aviv aveva progettato di ampliare eventualmente l’operazione in una guerra contro la Siria, il che è confermato in Israele proprio dalla Commissione Winograd e da Meywar Wurmser, un associato dell’Ufficio del vice-presidente statunitense Richard Cheney.

Gli Stati Uniti, la NATO e le dittature arabe hanno puntato le loro carte sul CNS a discapito dell’opposizione autentica interna siriana. Nessuno dei membri del CNS gode del sostegno popolare in Siria e la maggior parte di loro sono all’oscuro di quanto accada sul terreno, ma non hanno problemi o sensi di colpa, nella pretesa di parlare a nome di tutto il popolo della Siria. Il CNS è composto essenzialmente da tre frazioni: (1) il ramo siriano dei Fratelli musulmani che controlla e compone la maggior parte del CNS, (2) un piccolo gruppo presumibilmente liberale che serve da volto pubblico del CNS, per nascondere la fratellanza musulmana e (3) un’ala jihadista militante ultra-deviata che vuole ripulire etnicamente la Siria.

Lo studioso Burhan Ghalyun (Ghalioun), il presunto leader del CNS, ha ripetutamente dimostrato di essere un incapace e un doppiogiochista. Nell’ottobre 2011, alla riunione del CNS tenutosi nella città turca di Istanbul, aveva affermato che 10.000 o più siriani erano stati uccisi dall’esercito siriano, cosa che persino gli Stati Uniti e altri nemici della Siria non avevano sostenuto, fino a quel momento. Al contrario, Navy Pillay e le Nazioni Unite ritengono che il bilancio delle vittime fosse di 4000 a dicembre 2011. Originariamente Ghalyun aveva detto che era contrario all’intervento della NATO contro la Siria, poi cambiò la sua posizione chiedendo l’intervento“non-militare” straniero, e infine nel gennaio 2012 ammise che voleva che la NATO intervenisse militarmente in Siria. Cercò di giustificarsi dicendo che chiedeva un intervento militare che coinvolgesse unicamente le unità aeree e navali. La richiesta di partecipazione navale non ha senso in prospettiva all’istituzione di una cosiddetta “zona umanitaria sicura”. Nessuna nave militare siriana era stata coinvolta nei combattimenti; come nel caso della Libia, la proposta di coinvolgimento navale era destinata a far deperire la Siria, con l’interruzione dei rifornimenti.

Ghalyun aveva anche pubblicamente mentito circa l’autentica opposizione siriana. Da quando è asceso a leader del CNS, si è innamorato dei regimi saudita e del Qatar, mentre afferma continuamente di essere un democratico. Ha anche presentato le sue credenziali a Israele attraverso un colloquio con Jay Salomon e Nour Malas, nel dicembre 2011, sui piani di politica estera del CNS.

I membri del CNS hanno continuamente fatto appello alla violenza e all’intervento della NATO. Haitham al-Maleh, un dirigente del CNS noto come attivista dei diritti umani, aveva dichiarato che il presidente al-Assad e la sua famiglia saranno uccisi proprio come il colonnello Gheddafi in Libia. Altri esponenti dell’opposizione, come Mamun al-Homsi, l’ex parlamentare siriano che ha trascorso cinque anni in prigione, aveva pronunciato dichiarazioni profondamente odiose e settarie verso gli alawiti.

Questi cosiddetti ‘difensori dei diritti umani’ e ‘democratici’hanno sedicentemente negoziato da soli l’invio di armi con soggetti come la Turchia, il Consiglio nazionale di transizione della Libia, gli Stati Uniti e il GCC. Seguendo una linea maccartista, hanno messo a tacere ogni opposizione interna chiamando chiunque gli si opponesse “shabiha”. Shabiha in arabo significa “scagnozzo” o “bullo”, e nel contesto politico siriano significa agente del regime.

Il CNS ha anche fatto marcia indietro su un accordo firmato con l’opposizione effettiva interna siriana, il Comitato di Coordinamento Nazionale della Siria (SNCC), che aveva apertamente rifiutato l’intervento militare straniero in Siria, definendolo un tradimento. L’accordo CNS-SNCC durò solo un giorno. Burhan Ghalyun ha pubblicamente mentito per salvare la faccia a questo proposito. Ha falsamente sostenuto che l’accordo CNS-SNCC era solo un progetto e che l’esecutivo del CNS doveva guardare oltre l’accordo. Intervista di Haytham al-Manna con al-Akbar, tuttavia, dimostra ciò essere falso. Anche in questo caso, la questione di un intervento militare è stato un grande problema per tale operazione, perché il SNCC aveva detto che non l’avrebbe mai supportato. Dopo l’annullamento dell’accordo, Ghalyun avrebbe ammesso che appoggia un attacco della NATO contro la Siria e il CNS iniziato a calunniare al-Manna.

Il CNS ed i suoi principali dirigenti non sono null’altro che dei disonesti. Hanno negato di sostenere l’intervento militare e di essere coinvolti nelle azioni violente in Siria, ma hanno sempre mentito su ciò. Gli atti di terrorismo condotti dal loroesercito libero siriano, sono diventati tristemente famosi tra gli arabi, e il CNS non può più nascondere le proprie speranze di raggiungere il potere per mezzo di eserciti stranieri. IlWashington Times ha persino citato Samir al-Nashar, un dirigente del CNS, ammettere che la maggior parte della leadership del CNS vuole l’avvio di attacchi militari contro la Siria, in una intervista a Benjamin Birnbaum.

Lo screditato Osservatorio siriano per i diritti umani

Il CNS era coinvolto nella continua diffusione di disinformazione. Coordinava e usava principalmente lo screditato Osservatorio siriano per i diritti umani, basato in Gran Bretagna, come mezzo di propaganda. L’Osservatorio siriano per i diritti umani ha fatto alcune delle più crude affermazioni propagandistiche, come sostenere che Hezbollah stesse attaccando i dissidenti siriani lanciando missili dal Libano. La propaganda comprendeva anche affermazioni che la Guardia Rivoluzionaria Iraniana avesse inviato grandi distaccamenti di cecchini in Siria.

In un vero caso d’ironia, l’Osservatorio siriano per i diritti umani ha anche salutato i repressivi al-Saud come sostenitori della democrazia e della libertà. Il sito originale del gruppo era così tanto pieno di propaganda, che alla fine ha dovuto darne la colpa a un incolto membro dissidente, che per settimane ha pubblicato articoli unilaterali, senza verifica da parte degli altri membri dell’organizzazione. Come il processo che oggi il CNS affronta, alla fine il piccolo battibecco interno all’Osservatorio siriano per i diritti umani ha contribuito a esporlo.

La natura settaria del Consiglio nazionale siriano

La carta settaria nel CNS è pesante. Le minoranze siriane, che insieme formano una grande sezione demografica della popolazione, non sono rappresentati nel CNS e ci sono buone ragioni per questo. Il militante ultra-estremista siriano delConsiglio nazionale è molto bigotto e detesta la popolazione alawita e di tutte le altre branche dei musulmani sciiti. Oltre ad odiare i musulmani sunniti, che sono in disaccordo con loro, detestano anche drusi, cristiani ed ebrei. E’ in questo contesto settario che gli slogan dei loro sostenitori è così:“alawiti sotto terra e cristiani in Libano“. Se questi gruppi deviati arrivano al potere, perseguiterebbero le minoranze e chiunque sia ideologicamente in disaccordo con loro in Siria.

I musulmani sciiti, di cui fanno parte alawiti, duodecimani (Jafariti) e ismailiti, formano una minoranza consistente in Siria. Lo stesso vale per i cristiani. I cristiani siriani si dividono principalmente tra le diverse chiese cattoliche orientali e del cristianesimo ortodosso. Insieme con i drusi, queste tre minoranze religiose costituiscono ben più di un terzo della popolazione della Siria. Il totale diventa ancora più grande quando le minoranze etniche come i curdi, che sono prevalentemente musulmani sunniti, vengono aggiunte al quadro.

Gli obiettivi della politica estera del Consiglio nazionale siriana

Gli obiettivi della politica estera del CNS non sono solo confessionali, ma incarnano anche gli interessi di Stati Uniti e Israele. Il Wall Street Journal ha condotto un’intervista con Burhan Ghalyun come leader del CNS che parla chiaramente da sè. Era stato un colloquio molto rivelatore a dir poco. Mentre chiedeva una no-fly zone, Ghalyun chiariva che la Siria avrebbe posto termine alla sua alleanza strategica e ai legami militari con l’Iran, che aveva definito “anormali”. Aveva anche detto che il CNS avrebbe anche ritirato l’appoggio siriano ai movimenti di resistenza come Hezbollah e Hamas.

E’ chiaro chi fossero i destinatari dell’intervista e a chi il messaggio di Ghalyun era destinato: gli Stati Uniti e Israele. Questo diventa particolarmente evidente quando Ghalyun spiega che Hezbollah sarebbe stato costretto a modificare il suo comportamento, una volta che il CNS avesse governato la Siria. Questa affermazione la dice lunga. In primo luogo, andando oltre al suo discorso sulle conseguenze del cambiamento di regime a Damasco per Hezbollah, il CNS avrebbe servito gli interessi di Washington e Tel Aviv. Inoltre, quando gli venne chiesto delle alture del Golan siriano occupate da Israele, Ghalyun aveva detto che il CNS avrebbe negoziato con Israele.

Nel frattempo, diversi ingegneri iraniani che lavoravano a Homs in una centrale iraniana, erano stati rapiti. Un gruppo in precedenza sconosciuto, chiamato “Movimento contro la presa sciita in Siria” aveva affermato, in un comunicato allaAgence France-Presse, che era dietro i rapimenti degli ingegneri iraniani. Aveva detto che l’azione era un avvertimento agli alleati della Siria, Iran e Hezbollah. Il rapimento era davvero il lavoro del braccio armato del CNS, l’Esercito Libero siriano e mirava a pianificare gli avvenimenti in Siria come un conflitto sciita-sunnita.

Mentre critica verbalmente Iran e Russia, il CNS è inquietantemente silenzioso su Israele, cosa molto insolita per dei presunti democratici arabi popolari. Molti dei leader e degli affiliati del CNS hanno anche rifiutato di fare dichiarazioni critiche su Israele, quando si presentavano in riunioni o forum liberamente aperti al pubblico. In gran parte, il sostegno che il CNS riceve da Washington si basa sul fatto che la sua politica estera si rivolge agli interessi geopolitici degli Stati Uniti, che comprende lo sganciamento della Siria dall’Iran e dai suoi altri alleati.

Mahdi Darius Nazemroaya
Strategic Culture Foundation, 31 marzo 2012.


Mahdi Darius Nazemroaya è un Sociologo e Ricercatore Associato del Centro per la Ricerca sulla Globalizzazione (CRG) di Montréal. Si è specializzato sul Medio Oriente e sull’Asia Centrale. E’ stato in Libia per oltre due mesi ed è stato Corrispondente Speciale per Flashpoints. Ha rilasciato articoli sulla Libia in collaborazione con discussioni radio di Cynthia McKinney di Freedom Now, uno show trasmesso alle 17.00 PST, il sabato, su KPKF, Los Angeles, California. Scrive anche per la Strategic Culture Foundation (SCF) a Mosca, Russia.

Tutte le versioni di questo articolo:
– An Overview of the Flagging Syrian National Council
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