Claudia Benatti
Singole famiglie, unite in cooperativa, possono accedere a terreni a prezzi contenuti e godere di finanziamenti all’housing sociale.

«Troppo ricchi» per entrare nelle graduatorie delle case popolari ma «troppo poveri» per avvicinarsi al mercato immobiliare privato: è la condizione in cui oggi si trovano milioni di famiglie italiane. E proprio a queste famiglie si rivolge l’opportunità dell’autocostruzione assistita, modalità che sta prendendo piede ma i cui margini di diffusione sono ancora molto ampi. L’autocostruzione è una sorta di sistema aperto che consente alle singole famiglie, organizzate in forma cooperativa, di concorrere ai bandi degli enti locali per l’assegnazione di aree a costi contenuti, godendo dei finanziamenti assegnati all’housing sociale. Ciò accade già in molte regioni, fra cui l’Emilia Romagna.

Da una parte dunque il Comune può organizzare e gestire la domanda di housing sociale, grazie alla conoscenza diretta che ha dei bisogni locali. Dall’altra può emergere ed essere valorizzato il ruolo delle piccole imprese e delle associazioni di volontariato che, partecipando all’autocostruzione, possono dare risposte concrete e professionali.

Cosa serve in pratica per l’autocostruzione? Innanzitutto è necessario:
– organizzare un nucleo di famiglie fortemente motivate;
– disporre di lotti di terreno privati o inseriti all’interno di aree PEEP (Piano edilizia economica popolare);
– avere un comune disponibile ad avviare bandi per l’autocostruzione;
– professionalità ed esperienza sia nella progettazione che nella direzione lavori;
– un coordinatore di cantiere;
– piccole e medie imprese e artigiani disponibili a momenti di formazione professionale rivolti ai soci autocostruttori;
– materiali idonei e tecnologicamente testati per risparmio energetico, facilità di posa, manutenzione, sicurezza e durabilità.

L’autocostruttore deve disporre di una minima somma iniziale e la possibilità di accedere a un mutuo. Può poi contare su:
– contributi per l’edilizia sociale di provenienza statale, regionale e comunale;
– contributi da parte di fondazioni bancarie e di Banca Etica;
– contributi in materiali e formazione da parte di imprese della filiera del settore edile;
– cessione in forma gratuita di lotti edificabili da Comuni e privati;
– contributi e lasciti erogati dai privati e da associazioni di volontariato.

L’autocostruzione può dunque rappresentare una risposta ai bisogni abitativi per le famiglie a basso e medio reddito, e un’opportunità per l’utilizzo e l’applicazione di tecnologie e materiali edili a basso impatto ambientale e alto risparmio energetico, riducendo così sia i costi di costruzione (mediamente di oltre il 40%) che di gestione dovuti all’incremento costante dei prezzi energetici.

Tra i consorzi e le cooperative che si occupano di autocostruzione in Italia ci sono:
– Consorzio ABN Perugia, c/o Campus via Fratelli Cairoli 24, 06122 Perugia tel 075 514511 – segreteria@consorzioabn.it
– Consorzio Solidarietà Senigallia via Corinaldese 52, 60019 Senigallia (Ancona) tel 071 7938239 – 338 8987154 energetica@consorziosolidarieta.it
– Alisei Coop, Largo Regina Coeli 8, Napoli tel 081 5571218 – info@aliseicoop.it
– Aria Coop, via Case Nuove 135 A9 San Giovanni in Marignano, 47842 Rimini tel 0541 093111 – 349 1259924 gianpietrobonomi@gmail.com – www.ariacoop.it

Articolo tratto dal mensile Terra Nuova

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