Rinascita: TUTTI EVASORI Così l’Inquisizione ‘civile e democratica’

Ingroia: poteri più ampi al fisco per reprimere ogni errore senza alcuna presunzione di innocenza… 

Antonio Casolaro 

Se non avessimo visto con i nostri occhi il video che gira in rete e che ritrae Antonio Ingroia alla trasmissione Ballarò, stenteremmo a crederci.
L’ ex pm e leader di “Rivoluzione Civile” espone, davanti ad un pubblico basito, quanto previsto dal suo programma politico per contrastare l’evasione fiscale.
Si parte da un concetto tanto semplice quanto agghiacciante: siamo tutti potenziali evasori fiscali. Sì, avete capito bene.
“Bisogna abbassare le garanzie”, dichiara il leader arancione “perché con le verifiche sul reddito non è in gioco le libertà personale dell’imputato e si può quindi avviare un processo di tipo presuntivo”.
Stando alle sue parole a soccombere sarebbero non solo le suddette libertà ma anche un principio cardine del nostro ordinamento giuridico e della Costituzione stessa e cioè il principio della presunzione di innocenza.
In sostanza, l’agenzia delle entrate e gli enti di riscossione riceveranno poteri più ampi con i quali scrutare attraverso controlli incrociati ogni singolo movimento di danaro dei cittadini, individuare situazioni sospette e colpirle con provvedimenti repressivi. Con un ghigno strano e un sorriso quasi ironico, il pm ci dice in sostanza che si passerà ad un processo sommario di tipo inquisitorio nel quale sarà possibile sottoporre a sequestro i beni dei contribuenti sospetti (e non dei grandi evasori attenzione) e provvedere al pignoramento là dove questi non sia in grado (inversione dell’onere della prova) di dimostrare la liceità dei loro redditi.
Hai mille euro in più sul conto questo mese? Io Stato posso sequestrarti il conto in attesa che tu mi dimostri l’origine di tali proventi; chi non riuscisse in questo intento o anche semplicemente chi, e pensiamo ad esempio agli anziani, non si attivi immediatamente per bloccare la procedura esecutiva verrà espropriato del bene sospetto o addirittura di una unità immobiliare.
Tutto questo, dice il prode uomo di legge, servirà a riempire le casse dello Stato; come se il compito dello stato fosse solo quello di tassare e reprimere o non quello di promuovere lo sviluppo e la realizzazione della persona anche attraverso un versamento fiscale equo e proporzionale.
Bah! La Costituzione, questa sconosciuta, divenuta quasi un messaggio in codice speditoci dagli ufo, a tal punto che quello che dovrebbe essere un uomo di legge, ne ignora totalmente l’esistenza e il contenuto. Del resto il nostro debito pubblico non dipende mica dalla totale perdita della sovranità monetaria e politica e dallo svuotamento dei poteri istituzionali in materia di indirizzo economico dello Stato, ma dalla evasione del piccolo contribuente, dell’operaio e del pensionato. Non lo sapevate? Ve lo dice Ingroia. Uno stato di polizia tributaria nei sogni dei novelli montiani, ecco quello che ci vuole. Controlli asfissianti, movimenti di denaro tracciabili e spionaggio fiscale che vanno di pari passo con la progressiva uscita di scena del contante per far posto alla virtuale moneta elettronica, tracciabile, eterea come l’aria e che piace tanto ad Obama e ai suoi adulatori nostrani (leggi Bersani).
Con una sinistra così non c’è da stupirsi che l’alta finanza si senta tanto ben rappresentata da auspicarne pubblicamente la vittoria elettorale. Nel frattempo da oggi siamo tutti potenziali evasori: parola di Antonio l’arancione.

16 Febbraio 2013 – Rinascita

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