IRENE PANIGHETTI

Tunisi, 24 agosto 2011, Nena News – Il primo ministro del governo di transizione tunisino Béji Caïd Essebsi ha espresso lunedì la sua soddisfazione per “la vittoria della volontà del popolo libico in marcia per la libertà e la dignità”., sottolineando altresì la “solidità dei legami di fratellanza e solidarietà tra i popoli tunisino e libico”. La Tunisia, che per mesi si è tenuta su una posizione di ufficiale neutralità tra le due parti in conflitto, accogliendo al contempo migliaia di profughi, domenica aveva riconosciuto il Cnt come legittimo rappresentate del popolo libico.  Da parte sua M. Jibril ha dichiarato la sua “profonda gratitudine alla Tunisia, al suo popolo e al suo governo, per il sostegno dato al popolo libico” e ha espresso la volontà del Cnt di rafforzare le relazioni bilaterali tra i due paesi fratelli. Al di là delle dichiarazioni di facciata resta tuttavia l’allerta al confine, in particolare a Ras Jedir, valico che la Tunisia ha chiuso, temendo l’ingresso di nuove ondate di profughi, nonchè il passaggio di personalità vicine a Gheddafi.

In seguito all’annuncio diffusosi domenica della caduta di Tripoli migliaia di libici presenti in Tunisia hanno invaso le strade di molte città, da Sousse a Djerba, da Sfax a Hammamet passando per la capitale, dove una folla ha manifestato sotto l’ambasciata libica.

Infine è stato reso noto oggi un episodio controverso relativamente ad un mancato attentato da parte di un militare libico contro una non precisata ambasciata araba a Tunisi. E’ quanto comunicato dal colonnello Mokhtar Nasr, rappresentante del ministero della difesa, che, in una conferenza stampa ha dichiarato : “l’ufficiale libico Abderrazek Rajhi che avrebbe condurre l’azione ha scelto di svelare volontariamente il complotto”. L’uomo era entrato in Tunisia il 30 luglio assieme alla famiglia, trasportando esplosivo da usare per l’attentato, che “aveva lo scopo di riconquistare la fiducia dell’Occidente e accreditare la tesi che AlQaida è attiva in Maghreb”. Tuttavia il militare libico ha dichiarato di non aver mai avuto intenzione di compiere l’attentato, ma di aver accettato l’incarico solo per avere un’opportunità di scappare dalla Libia e portar via la famiglia. Nena News

Commenta su Facebook