La crisi registrata negli ultimi tempi sul piano dell’economia globale può avere conseguenze sulla cosiddetta ripresa europea.

Due sono le cause principali: a) la frenata dell’economia cinese che in questi anni ha sostenuto il prezzo delle materie prime agricole e dei metalli; b) la chiusura dei rubinetti da parte della Fed, che taglia di 10 miliardi di dollari (tapering [1]), portandoli a 65 miliardi complessivi gli stimoli economici dei Paesi emergenti; la Fed ha motivato la scelta di drenare la liquidità con la ripresa dell’economia Usa negli ultimi trimestri e i tassi fermi tra lo 0 e lo 0,25% fino a che il tasso di disoccupazione non scenderà decisamente sotto il 6,5%.

C’è un’altra crisi decisamente perversa che è venuta improvvisamente dalle parti dell’Argentina e rapidamente estesasi in buona parte dei paesi emergenti.

L’Argentina l’anno scorso ha svalutato del 25% sul dollaro e in due giorni è ulteriormente arretrata del 13% scivolando sui livelli di 13 anni fa allorché il paese fu costretto a dichiarare bancarotta. E’ in corso una azione di destabilizzazione contro l’Argentina con attacchi speculativi su ricchezze nazionali come il gas o l’acqua. Per quanto riguarda l’Italia il tracollo dell’Argentina non sarà indolore per la società italiana Tenaris (produzione per l’acciaio nelle costruzioni), per Pirelli, Astaldi, Unicredit e Fiat.

La Lira turca ha toccato il minimo assoluto: da luglio dell’anno scorso la moneta ha perso un terzo del suo valore sul dollaro, anche se per contrastare la caduta della valuta nazionale ha proposto una stretta choc raddoppiando del 10% il costo del denaro. Anche il rublo ha perso l’estate scorsa il 33% del suo valore, a causa del minor valore del prezzo del gas e della crisi del Gazprom. In crisi pure il Real brasiliano (-25%) e la Rupia indiana (-20%) oltre al Bath tailandese e la Rupia indonesiana e per finire alla Hryvnia ucraina e il Rand sudafricano.

La nuova strategia della Fed per quanto riguarda l’Italia, avrà l’aspetto positivo di far incrementare l’export italiano. Ridurre il costo del denaro al livello dei tassi quasi zero e per questa via abbassare il cambio dell’euro sul dollaro potrebbe avere un effetto stimolativo. Su questo aspetto la nota dolente è però tutta italiana; la mancanza di credito, particolarmente in Italia, è causa principale della recessione con tendenzedeflazionistiche.

[1] La parola tapering indica la progressiva riduzione, da parte della Fed, degli stimoli monetari con cui ogni mese la banca centrale Usa immette liquidità nel sistema attraverso l’acquisto di Treasury e bond garantiti dai mutui.

Febbraio ’14

DI DUCHINI GIOVANNI

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