DI DMITRY ORLOV
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Una domanda particolarmente irritante che mi sono fatto spesso e che ho cominciato a odiare è: “Come investire i miei soldi per poter sopravvivere al collasso finanziario, politico ed economico?” La pronta risposta è: “Non c’è modo. Il denaro non sopravvivrà al collasso, né al tuo, né a quello di nessun altro.” Ma questa risposta non è accettabile, perché accettarla richiederebbe una profonda perdita della fiducia nella moneta, un “Crepuscolo degli Dei” per una civiltà basata sul valore dei soldi. La gente vuole continuare a credere a tutte queste cose: che possono avere la casa di proprietà, che possono fare delle spese per filantropia o per carità, o che il mondo in cui sono cresciuti e in cui hanno vissuto potrebbe anche un giorno collassare, ma che, se loro saranno ben informati e preparati, potranno sopravvivere con tutti i loro ammennicoli tipici della classe media. A proposito, mi è stato detto che si possono fare dei bei soldini nel raccontare loro queste cose.

Quelli che guardano a fondo il problema possono facilmente scovare abbondanza di prove del fatto che il valore di qualsiasi tipo di asset finanziario, non solo la moneta di carta o gli strumenti del debito, sono sostenuti dal nulla; il loro valore deriva dalle merci e dai servizi forniti in un’economia industriale globale in piena attività, che però sta velocemente esaurendo qualsiasi tipo di risorsa che utilizza: non solo energia fossile ad alto EROEI (N. d. T. Energy Returned On Energy Invested è un parametro che indica il rapporto tra l’energia ottenuta da una certa fonte in rapporto a quella utilizzata per renderla disponibile), ma anche metalli, terre rare, fosfati, acqua per l’irrigazione e terra. Quando l’attività industriale rallenterà, anche la produttività del lavoro calerà precipitosamente. Molte persone si stanno indirizzando verso i metalli preziosi come bene rifugio ultimo, ma senza le infrastrutture industriali un uomo può riuscire a produrre solo 100 Watt di energia – quella di una lampadina – e non riuscirà a fare di meglio, indipendentemente da quanto oro o argento tu lo possa pagare.

Questi risultati sono l’effetto di tendenze di lungo termine, di processi fisici che si muovono a tassi predeterminati e in una direzione unica: non è possibile riavere indietro il petrolio o il carbone già consumati oppure ripristinare le miniere d’oro e di argento. Ma le tendenze politiche e finanziarie di breve termine puntano a una direzione differente: quella di un’economia industriale globale di facciata. Oramai, una stampella è già caduta: il livello dell’attività industriale che oggi può essere mantenuto in essere è già insufficiente per fornire ovunque la piena occupazione e una qualità della vita dignitosa alla maggior parte delle persone; la soluzione consiste nel togliergli il diritto di voto, nel confiscare i loro risparmi, nel cancellare le loro pensioni, per concentrare tutto il valore rimasto nelle mani del minor numero possibile di persone, creando così un ambiente economico e finanziario di facciata nel quale i pochi fortunati e senza scrupoli potranno continuare a vivere negli agi, aspettando che cada anche l’altra stampella per terminare l’opera. Questo avverrà quando l’economia industriale verrà sufficientemente scossa dalle agitazioni sociali e politiche che ne faranno cadere anche la sua versione di facciata.

Si possono anche trovare delle deboli (deboli di pensiero?) contro-reazioni a queste tendenze: molte persone vogliono in qualche modo trovare una scappatoia da questo sistema, anche se sono ancora incollati ai propri soldi. Tutto ciò potrebbe essere una contraddizione in termini – “fuggire dal sistema monetario mentre si è ancorati alla moneta” – ma questo approccio sembra essere stato smarrito da molte persone. La maggioranza delle contro-reazioni sono focalizzate sulla fuga precipitosa verso i metalli preziosi (oro e argento); questo flusso di pensieri sfocia all’inizio in una brillante mossa economica: i metalli preziosi sono stati e continuano a essere un investimento straordinario e un buon sistema per evitare di essere saccheggiati dalla stampa senza controllo di moneta da parte del Tesoro degli USA. Ma, alla fine, tutto ciò si trasforma in una personale delusione ontologica, basata sulla considerazione che l’oro e l’argento sono la moneta ‘vera’, all’opposto della moneta fatta di carta, che è ‘falsa’. Signore e signori, non importa se ciò è lampante oppure no: tutto è vero o falso a seconda di come lo consideriate. Alcune persone vanno dirette al punto e decidono di prendere la legge nelle proprie mani e, sventolando una copia sbrindellata della costituzione USA, hanno deciso di coniare personalmente la propria ‘moneta del regno’, non capendo però che il regno non è il loro. Se il regno è finanziariamente stabile, cambierà semplicemente le regole per rendere questa mossa senza profitto; se il regno è finanziariamente traballante e sull’orlo del collasso, creerà il panico, gridando “Terrorismo!” alla più leggera provocazione e il risultato sarà una lunga incarcerazione per gli ontologicamente delusi.

21 marzo 2011 WASHINGTON (Reuters) – Un cittadino della Carolina del Nord è stato condannato per aver creato e distribuito moneta contraffatta che era molto simile ai dollari veri, così ha riferito un Avvocato dello Stato.

Bernard von NotHaus, 67 anni, ha coniato monete con la scritta ‘Liberty Dollar’ per un valore di 7 milioni di dollari. La sentenza di condanna conclude un’indagine partita nel 2005.

“I tentativi di indebolire la valuta legittima di questo paese sono semplicemente una forma particolare di terrorismo interno” è l’affermazione di Anne Tompkins, Avvocato di Stato del distretto occidentale della Carolina del Nord, che inoltre aggiunge:

“Mentre queste forme di attività anti-governative non implicano violenza, sono comunque molto insidiose e rappresentano un evidente e attuale pericolo alla stabilità economica di questo paese”.

Questa storia pubblicata da Reuters è stata subito rimossa, dopo essere stata ignorata dai media statunitensi (ma non da quelli russi). NotHaus ha davanti a sé venti anni di prigione. Si potrebbe pensare che sono davvero tanti, solamente per aver stampato un qualche gingillo dalla fattezza lucente, ma al suo tempo Stalin ha comminato sentenze simili a milioni di persone per non aver fatto assolutamente niente: quindi, consideriamoci fortunati. Cerchiamo allora di aver chiara in mente una cosa: negli Stati Uniti, in base alla legge, chiunque, “tranne nei casi autorizzati dalla legge, produca, diffonda o passi, o tenti di diffondere o di passare, una qualsiasi moneta d’oro o argento o altro metallo, o lega di metalli, per essere usata come moneta corrente, se essa è somigliante alle monete degli Stati Uniti o di un qualsiasi paese straniero, oppure anche se ha un design originale…” rischia una multa o la carcerazione. Lo stesso avviene in qualsiasi altro paese: il termine “moneta del regno” implica che è il regno a controllare la creazione di tutta la moneta e la sua circolazione. Si potrà sventolare la tua Costituzione ai quattro venti, o usarla per scacciare le mosche, oppure per farci il fuoco: il risultato sarà esattamente lo stesso.

Non si può creare un proprio sistema monetario e non si può cambiare il modo in cui funziona la moneta, sia essendo all’interno del sistema monetario, che al di fuori di esso. La maggior parte delle persone è priva di tutte le facoltà necessarie per recidere i legami col regno della finanza, ma, così come in tante occasioni, avere l’attitudine giusta può essere di grande aiuto. Per concludere, lasciatemi sganciare una bomba direttamente dalla Bibbia (sono personalmente libero da qualsiasi sentimento di tipo religioso; considero la Bibbia solamente come un utile e interessante lavoro di letteratura mondiale, stipata di osservazioni concise e da citare con facilità). Ecco una citazione molto bella dalle Beatitudini: “Beati i poveri in spirito”. Non è mai stata scritta una frase più vera. Molti dei cristiani odierni hanno tentato di distorcerla per farle significare che ciò non implica la necessità di privarsi di alcun bene, e che i “poveri in spirito” sono da considerarsi come una speciale, e strettamente spirituale, forma di povertà. Si tratta, naturalmente, di un nonsenso. Non si deve scavare a fondo per trovare il reale significato: “povero” significa solamente “povero” e “in spirito” significa “di proposito, non come risultato di, ad esempio, ingiustizia, sfortuna, o pigrizia, stupidità o scommessa”. Ah, e ‘beato’ significa ‘non dannato’. In base a ciò, i monaci cristiani prendono il voto di povertà, che è considerata una virtù, con il vizio corrispondente dell’avarizia (“quello che è mio è mio”, oppure “quello che è tuo è mio”). E’ abbastanza difficile fare propri dei dogmi di questo tipo quando si rimane all’interno di una cultura che ha elevato l’avarizia e la rapacità allo stato di virtù. Ma qui c’è da fare una considerazione fondamentale: essere poveri di proposito è molto più agevole che diventarlo in un secondo momento per avere improvvisamente meno di quello a cui eravamo abituati. La povertà volontaria è assolutamente molto più semplice di una povertà involontaria.

E allora, la risposta alla domanda seccante “Come investo i miei soldi per sopravvivere al collasso finanziario, politico e commerciale?” è la seguente: “Non c’è risposta alla tua domanda. Prova a farne un’altra, alla quale potrebbe esserci una risposta.”

Dmitry Orlov
Fonte: http://cluborlov.blogspot.com
Link: http://cluborlov.blogspot.com/2011/04/financial-totalitarianism.html
1.04.2011

Traduzione per www.comedonchisciotte.org a cura di SUPERVICE

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