Haarpo Estulin
La vita trascorreva monotonamente tra rituali dimagia sessuale (che a noialtri ragazzi delle oligarchie piacciono un sacco) e tiramento di fili su più livelli per disparati scopi, quando un giorno mi imbattei per caso in uno strano video su YouTube. Era la scena di un film di qualche anno fa intitolato Fight Club. C’erano questi camerieri che sequestravano un capo della polizia e dopo averlo immobilizzato gli facevano uno strano discorso.‘Quelli a cui dai la caccia sono le persone da cui dipendi, cuciniamo i tuoi pasti, togliamo la tua immondizia, colleghiamo le tue telefonate, guidiamo le tue ambulanze, ti sorvegliamo mentre stai dormendo. Non fare lo stronzo con noi!’

Una scena ben strana, mi dissi.
Ricordo che quella notte ebbi difficoltà a prendere sonno.
Il fatto è che già da un bel pezzo in rete sentivo fare discorsi sulla disobbedienza civile e pacifica, la indipendenza, la solidarietà (bleah … solo a nominarla mi viene lo scastro), il rifiuto della leadership, lo scollegamento da partiti politici e sindacati.Vedevo rispuntare nei blog figure che per nostra comodità  avevamo buttato fuori dai media. Figure che coi loro articoli e videoclip parlavano troppo, e male. Niente incitazioni alla violenza o minacce di conflitto fisico. Tutta roba non sfruttabile a nostro vantaggio.
Vabbè, pensai. Saranno coincidenze.
Comunque fu con queste premesse che demmo inizio alla crisi economica, nel 2008. Era una grande fiction che avevamo in cantiere da decenni, su cui nei nostri salotti aristocratici avevamo incentrato parecchi sogni ad occhi aperti. C’era in ballo l’anno cosmico e la voglia di ravvivare un pò le nostre esistenze. Erano i tipici discorsi da oligarchi rincoglioniti da secoli di droghe pesanti e unioni tra consanguinei. E sebbene nessuno di noi fosse disposto a scommettere un franco svizzero sulla opportunità di scatenare una crisi economica su scala globale proprio di questi tempi, finimmo per imbastirla lo stesso, credo per forza di inerzia, o forse solo perché ci scordammo di dare il contrordine.
Fu un errore.
Sempre più spesso nascevano sul tubo stranicanali oligarco-cospirazionistici. Su uno di essi, intitolato NO TWO e gestito da una attivista che si faceva chiamare Iside (nick dietro cui si celava Beatrix Oranje Nassau, la regina d’Olanda) fu caricato un documentario complottista in cui spiccava uno strano simbolo, che potete vedere riprodotto qui a lato, associato alla ipotesi di una cospirazione ordita ai danni delle elite.
Cosa significava quella piramide con alla base il simbolo del nostro amato dollaro ed all’apice quelle bizzarre figure geometriche intersecate a due cerchi concentrici? E cosa voleva dire ‘NO TWO’. Era tipo ‘Nessun DUE’ in lingua inglese? Due. Il numero 2 non mi diceva nulla. Il 3 mi diceva qualcosa. L’11 mi diceva qualcosa. Il 33 e tutti i multipli di 11 mi dicevano qualcosa. Ma il 2 non mi diceva niente.
Un altro attivista d’elite che si faceva chiamare ScudoRosso postò sul suo noto blogSvegliati Elite un pezzo in cui parlava di un complotto che si perpetuerebbe da oltre un secolo, fin dai tempi in cui le nuove leggi della economia e del progresso avevano obbligato le oligarchie ad assoggettarsi ad un pericoloso gruppo di società non segrete il cui insieme era detto Base Sociale. Secondo quanto scriveva ScudoRosso nel post dal titolo: Sicuro di Avere il Potere? Apri gli Occhi, il TWO è Qui! tutto il potere e il benessere di noi oligarchi dipendeva da queste società non segrete. C’era la Loggia degli Infermieri, da cui dipendeva la nostra salute. E poi la Confraternita dei Gorilla, da cui secondo PapaNero666 – altro noto complottista oligarca – sarebbe dipesa la nostra incolumità fisica. Ce n’erano molte altre, da fare girare la testa. Quella più potente di tutte era identificata però nel famigerato Tirderberg, governato dagli autotrasportatori, infidi personaggi che non mettono la cravatta e spesso nemmeno si radono. Secondo PapaNero666 il logo che circolava in rete rappresentava il Sacro Sigillo della Camionistità, ed il simbolo in cima alla piramide era la cabina di un tir vista di profilo. Tutto iniziava ad assumere un senso.

Senza la loro approvazione – affermavano i più noti controinformatori oligarchici –  noi delle elite rischiavamo di restare inermi dato che il funzionamento di tutti i nostri strumenti e l’obbedienza dei nostri scagnozzi dipendevano dal buon funzionamento del sistema, ed il buon funzionamento del sistema era subordinato alla circolazione delle persone, delle merci e dei carburanti, settore in mano al Tirderberg. In passato eravamo riusciti ad arginare il problema incantandoli con i sindacati, ma a quanto pareva da qualche tempo l’incantesimo si era spezzato. Insomma, pessime notizie.

Secondo quanto affermavano altri noti truthseeker, tra cui Camilla Parker Bowles, il Tirderberg stava per coronare un piano covato pazientemente per decenni: rovesciare l’ordine costituito instaurando un regno di pace e grandi aree di servizio con a capo i camionisti, denominato TWO (Tir World Order).

Da tempo la Bowles aveva aperto gli occhi e votato la sua esistenza alle conferenze con cui cercava di aprire gli occhi a platee di oligarchi distratti e annoiati, tutti con la testa ai loro riti di magia sessuale.
Occhio – avvertiva Camilla – perché la strategia del Tirderberg è quella di indurre noi oligarchi a provocare una crisi che poi il Tirderberg stesso sfrutterà a suo vantaggio, mettendo in scena una dimostrazione di forza e di esteriorizzazione della gerarchia su sedici ruote. Era la famigerata Dialettica Scandurriana, il cosiddetto:problema – reazione – soluzione – blocco totale ad oltranza descritto nei testi di controinformazione oligarchica.

Avevo aperto gli occhi. Stava accadendo qualcosa di maledettamente sbagliato. Per quanto tempo avevamo dormito, senza accorgerci che tutto il nostro potere, il nostro denaro, i nostri rituali di magia sessuale, tutte le nostre esistenze oligarchiche erano in pericolo? Ci eravamo svegliati troppo tardi? Come mai soltanto adesso ci consentivano di congiungere i puntini, di comprendere il loro oscuro disegno? Forse perché sapevano di avere la vittoria in pugno? Sapevano che le nostre banconote prive di controvalore, i nostri interessi a strozzo e le nostre agenzie di rating in confronto ai loro IVECO FIAT 180 NCA erano delle caccolicchie? Cosa si poteva fare per fermare quel piano infernale?
Non si poteva fare più niente. Anche una antica profezia Maya (la versione autentica, non quella che abbiamo diffuso per fini di depistaggio) annunciava che nell’anno 2012 si sarebbe manifestata la fine del Vecchio Mondo governato da uomini stolti che praticavano troppa magia sessuale e troppa poca meditazione, e l’avvento di unaNuova Era governata dai saggi Autotrasportatori, che avrebbero instaurato un regno fatto di pace ed esenzione fiscale in cui tutti gli aristocratici, i vertici religiosi, politici, mediatici, finanziari, bancari del Vecchio Mondo sarebbero stati microchippati ed indotti elettromagneticamente a ballare la quadriglia presso le fiere di paese.
Purtroppo la profezia si sta avverando. Proprio in questi primi giorni del 2012 ha avuto luogo un fenomeno agghiacciante: tutta l’Italia immobilizzata da un atto dimostrativo dei Tir. Gli è bastato sganciarsi dai sindacati che li obbligavano a manifestare il dissenso in maniera innocua per il sistema, strutturarsi in forma non gerarchica e non rappresentata e riprendere in mano uno strumento efficace come lo Sciopero, ilvero Sciopero, quello ad Oltranza, che non sente ragioni, non preavvisa, non si scusa per i disagi arrecati, non scende in piazza con vessilli fischietti e canzoni popolari, ma semplicemente cessa di supportare il sistema fino a che il sistema non accontenta le sue istanze. Lo sciopero che fa lo sciopero. Se ne sono riappropriati per fare capire al mondo cosa succede quando si stuzzicano i veri Poteri Forti.E noialtri? Ebbè, in questi casi c’è poco da fare. Qui si parla di migliaia di persone appartenenti alla stessa categoria, mica possiamo presentarci da tutti alle sei del mattino e arrestarli come se fossero dei pericolosi mafiosi, come ultimamente accade a chi si oppone alla costruzione degli ecomostri con cui ci dilettiamo a sfigurare il territorio.

Ci siamo detti: vabbè dai, per il momento siamo ancora noi gli oligarchi. Abbiamo sempre i media. Così abbiamo provato a sminuirli associandoli alla mafia… come se i mafiosi non siano anch’essi individui residenti in Italia, paese in cui un litro di benzina costa quanto un pranzo in un fast food.

Fatto sta che la gente stavolta non ha abboccato.

Che fine hanno fatto i cittadini egoisti di pochi anni fa? Come mai stavolta gli italiani sopportano i disagi ed esprimono totale solidarietà ai camionisti in sciopero? Ve lo dico io, come mai. La globalizzazione va bene; è la materia di cui è fatto il nostro piano di centralizzazione del potere e della economia. Va bene la globalizzazione politica, economica, culturale, sociale. Ma il concetto cambia se lo applichi a una depressione. Ecco dove noialtri oligarchi abbiamo toppato clamorosamente. Quando globalizzi una depressione, quando togli tutto a tutti contemporaneamente, poi non puoi lamentarti se il divide et impera va a farsi fottere, e la gente si mette a far fronte comune.

Sarà un caldo 2012.

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