MARTA FORTUNATO

Gerusalemme, 16 agosto 2011, Nena News – La colonizzazione israeliana non si ferma. Dopo l’approvazione del piano per la costruzione di 1600 appartamenti a Gerusalemme Est, il ministro israeliano della difesa Ehud Barak ha dato l’autorizzazione finale per la costruzione di 277 nuove case nell’insediamento israeliano di Airel, in Cisgiordania.

Una delle colonie più grandi di tutta a Cisgiordania, nel cuore del futuro Stato palestinese, a più di 20 chilometri dalla Linea Verde e con una popolazione di 18.000 abitanti.

Si tratta del progetto di costruzione più massiccio approvato dal governo israeliano in tutta la storia della colonia. “Negli ultimi sette anni erano stati costruiti solo 50 appartamenti” ha dichiarato il sindaco di Ariel Ron Nachman all’agenzia di stampa Reuters.

Un progetto che Hafit Ofran, membro dell’associazione israeliana Peace Now definisce un ennesimo tentativo da parte del governo israeliano di rispondere alle proteste che da più di un mese stanno investendo Israele contro il carovita . “Il governo di Israele sta sfruttando la crisi delle case in modo cinico per cercare di promuovere la politica di colonizzazione della Cigiordania” ha dichiarato Hafit all’agenzia di stampa palestinese Ma’an News – la maggior parte degli israeliani non vuole vivere nelle colonie, questa azione non aiuta le proteste”.

Una mossa che ha messo in imbarazzo gli Stati Uniti, che stanno tentando di convincere l’Autorità Palestinese a negoziare con Israele senza rivolgersi all’ONU. Il 20 settembre infatti l’AP chiederà all’ONU il riconoscimento dello stato palestinese. I negoziati non potranno mai avvenire nel momento in cui l’opera di colonizzazione ebraica della Cisgiordania continuerà.

Dal 1967 ad oggi il numero dei coloni si è moltiplicato: secondo gli ultimi dati dell’ufficio centrale palestinese di statistica, alla fine del 2010 gli israeliani che vivono nelle colonie della Cisgiordania e di Gerusalemme Est sono più di mezzo milione.

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