Il sangue come sugo di pomodoro, i morti sepolti dalle macerie come tanti strati di lasagne. Non è piaciuta praticamente a nessuno la nuova vignetta di Charlie Hebdo sul terremoto in Italia, diventata subito fonte di un’ondata di indignazione collettiva che è esplosa sui social contro il mensile francese… di Costanza Ignazzi

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Terremoto all’italiana: penne al pomodoro, penne al gratin, lasagne”. Pensavamo fosse un fake, lo abbiamo sperato, invece no: non è una bufala la vignetta di Charlie Hebdo che si prende gioco delle 294 vittime del sisma che ha colpito il Centro Italia il 24 agosto scorso. A pagina 16 del numero da ieri in edicola, un uomo e una donna ricoperti di sangue e con i vestiti stracciati sono uno accanto all’altra, i volti sono quelli dell’angoscia, a seguire una montagna di cadaveri, di corpi esanimi: un nauseabondo menu tricolore secondo la rappresentazione del settimanale satirico francese. La cui redazione, ricorderete, venne colpita il 7 gennaio 2015 da un attacco terroristico compiuto da Saïd e Chérif Kouachi, dichiaratisi affiliati di Al-Qaeda: i morti furono 17. Quel giorno, e i giorni e le settimane e i mesi dopo, partì la campagna “Siamo tutti Charlie” in difesa della libertà d’opinione e della libertà di stampa. Oggi definirsi tale è davvero impossibile.

Fonte: Giornalettismo

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 La vignetta sul terremoto è pubblicata nell’ultima pagina del numero in edicola, che ha in copertina una vignetta sul ‘burkini’. Nella stessa ultima pagina, il tema della sciagura in Italia viene affrontato in un colonnino con una serie di battute: “Circa 300 morti in un terremoto in Italia. Ancora non si sa se il sisma abbia gridato ‘Allah akbar’ prima di tremare”.

L’indignazione del sindaco Pirozzi.  “Ma come si fa a fare una vignetta sui morti! Sono sicuro che questa satira sgradevole e imbarazzante non risponde al vero sentimento dei francesi”, è stata la reazione del sindaco di Amatrice, Sergio Pirozzi. “Ben venga l’ironia, ma sulle disgrazie e sui morti non si fa satira – ha aggiunto – e sapremo mostrare come il popolo italiano sia un grande popolo, lo è stato nell’emergenza e lo sarà nella ricostruzione”.

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