Marzio Castagnedi per Radio Città Aperta

Se in Italia, parlando con varie persone, parenti, amici o conoscenti, pronunciate la parola “Impero”, noterete che 9 persone su 10 vi guarderanno con perplessa curiosità. “Ehi – vi diranno- ma di che impero vai parlando?” Se invece aveste l’occasione di ripetere la stessa cosa in un qualsiasi Paese dell’America Latina, 9 persone su 10 capirebbero immediatamente che state parlando degli Stati Uniti. Senza scomodare Cuba o il Venezuela, anche in Messico, Brasile o Argentina, e nelle altre nazioni, tutti sanno cos’è questo impero: è quello yankee che proprio il continente latino-americano ha sempre considerato il suo cortile di casa e dove per decenni ha fatto il bello e cattivo tempo. Ai piu duri renitenti a capire chiedete allora che cosa è un paese che è padrone di ben 830 basi militari sparse in tutto il mondo se non un “Impero Dominante”.

Da grande paese isolazionista entrato nella II guerra mondiale solo alla fine del 1941, con le due bombe atomiche sganciate sul Giappone il 6 e il 9 agosto del 1945, gli Usa iniziavano un nuovo percorso storico:quello,appunto, dell’Impero. Oltretutto,facendo enorme strage di civili inermi nelle due città di Hiroshima e Nagasaki ( almeno mezzo milione di  morti dai bruciati dei primi secondi dell’esplosione ai deceduti per ferite e radiazioni nucleari delle settimane successive) , i nuovi “padroni del mondo” si mostrarono da subito a tutti molto temibili e pericolosi. (Di quella enorme strage, resta in mostra, ben restaurato in un museo del volo negli Usa,
proprio l'”Enola Gay”, il bombardiere B-29 che lanciò la bomba atomica su Hiroshima: ogni hanno riceve circa 20 milioni di visitatori!) Pochi anni dopo l’Impero dilaga nel mondo. Colpisce ancora in Asia con la guerra in Corea (1950-53) che fa oltre due milioni di morti in Corea del Nord (i caduti americani sono circa 26mila), e pochi anni dopo ecco la spaventosa guerra del Vietnam (1964-1974) che causa al popolo vietnamita 5 milioni e mezzo di vittime (gli americani perdono 60mila soldati). L’avventura militare degli Usa in Vietnam merita una anlisi in piu. Prima gli Usa provocano nel novembre 63 un colpo di stato che depone i fratelli Diem, poi creano l’avvento al potere del generale Van Thieu, e in breve trasformano un appoggio militare con “consiglieri” in una vera escalation bellica che porterà rapidamente una presenza di truppe Usa di oltre mezzo milione di soldati sul territorio vietnamita spezzato in due, Vietnam del Sud e Vietnam del Nord. La guerra durò dieci anni e fu durissima. Gli statunitensi bombardarono a tappeto coi b-52 le città compresa la capitale del nord Hanoi,lanciarono bombe al napalm contro i partigiani Vietcong del sud, irrorarono con milioni di tonnellate di diossina giungla e campagne, commisero una serie di stragi contro i vllaggi contadini. (La piu tristemente famosa quella di Mi Lai dove il tenente Jim Calley, mai punito veramente, guidò il tiro a segno dei marines contro quasi 300 tra vecchi,donne e bambini). Ciononostante esercito e aviazione Usa persero la guerra combattuta sul campo, sconfitti dalle armate del generale Giap e del presidente Ho Chi Minh. Strano che gli stateghi e i generali americani non ricordassero che i vietnamiti guidati da Giap e Ho Chi Minh avavano gia sconfitto prima gli invasori giapponesi e poi i francesi a Dien Bien Fuh nel 1954. (La guerra del Vietnam è stata rievocata piu volte in notissimi film statunitensi come “Apocalypse now”,di Coppola,”Platoon” di Oliver Stone, “Full metal jacket” di Stanley Kubrick). Altri guai avvennero durante quella guerra. Nel 1971 Nixon ordinò l’invasione della Cambogia cacciando il principe Sianuk con un golpe sostituendolo col generale Lon Nol, poi fu bombardato anche il Laos. Poi, dopo la fuga degli ultimi invasori da Saigon, nel 1975 la guerra finì con la vittoria dei vietnamiti.
Ma le “attenzioni” dell’Impero continuavano, in primis nel sub-continente americano. Aprile 1961, la tentata invasione di Cuba con un esercito di 1600 mercenari che fallirono (ma al largo una portaerei americana carica di migliaia di marines attendeva di intervenire direttamente). 1965 i soldati Usa invadono la Repubblica Dominicana e fanno almeno 20mila vittime. 1973 sostegno al golpe di Pinochet in Cile, anni ’80 creazione dell’esercito di mercenari “contras” in Nicaragua, che fa cadere il primo governo del sandinista Daniel Ortega. Dicembre 1989 l’esercito americano invade Città di Panamà e fa oltre 2500 morti lanciando missili in quartieri popolari come ricatto per catturare il presidente Noriega, gia narcotrafficante e agente Cia al soldo di Bush padre.
Invasione di marines anche nella piccola isola caraibica di Grenada, poi gli interventi in Libano, Somalia e negli anni 90 la prima guerra in Irak, poi i bombardamenti per 80 giorni su Belgrado, in Serbia e Kosovo, altre migliaia di morti. Poi, è storia degli anni 2000, l’invasione e la seconda occupazione e guerra in Irak che fa altre centinaia di migliaia di vittime (a Falluja bombardamenti proibiti al forsforo bianci) e quella in Afganistan che dura da oltre 10 anni. Impero sempre piu Impero, invasioni, occupazioni, bombardamenti, guerra,distruzione e morte. Dalla Corea del 1950 a oggi la semplice cronistoria fa registrare all’incirca dieci milioni di vittime delle armate yankee in almeno una quindicina di paesi esteri. Se non è un impero dominante questo…!
La strategia è unica: conquistare Paesi, territori, beni naturali (in primis il petrolio), infrastrutture,città e su questi territori impiantare basi militari di ogni genere. Basti pensare che a seguito dell’intervento in Afganistan gli Usa hanno impiantato, in paesi come kirgizistan, Uzbekistan, due grandi basi aeree di caccia bombardieri che ora si trovano a poco piu di un’ora di volo dal confine cinese… Oggi, giugno 2011, gli americani stanno per aprire una nuova base aerea in territorio polacco :Bielorussia e Russia
sono molto vicine. In una Europa pacificata da anni e anni che senso ha aprire nuove basi militari aeree vicine alla Russia…? Assieme agli armamenti e basi USA si sono molto sviluppate naturalmente anche le basi della Nato (“l’Organizzazione difensiva del Nord Atlantico”, questo il vero nome dell’alleanza…) che secondo il suo statuto originale doveva sciogliersi subito dopo lo scioglimento del “Patto di Varsavia” e che invece agisce e bombarda ormai in mezzo mondo dalla ex Yugoslavia all’Afganistan. Ecco a grandi linee “le imprese dell’Impero”. Ne ricordiamo ancora una, creata negli anni 70 in America latina: la tristemente famosa “Escuela de las Americas”. Una vera e propria scuola di torture nella quale si sono preparati e istruiti migliaia di militari latinoamericani golpisti e specialisti torturatori. Ne sa qualcosa, per esempio, l’attuale presidente dell’Uruguay Josè Mujica. Fece parte dei Tupamaros degli anni 70 e porta sul suo corpo le cicatrici di pallattole e torture subite in quegli anni. Ma oggi della famigerata Scuola delle Americhe rimane solo il triste ricordo. L’America Latina negli ultimi 11 anni ha cambiato quasi tutti i governi a sinstra e centro-sinistra. Anche il Perù da pochi giorni ha in Ollanta Umala il nuovo presidente progressista.
Gli alleati Usa nel continente latino restano solo la Colombia, il Cile e l’Honduras che ha fatto un colpo di stato militare di estrema destra due anni fa. Lo dicono tutti o quasi: i segni del declino americano (e occidentale) si intravedono da qualche tempo abbastanza distintamente. Declino politico, sociale, economico. Resta a sostegno dell’impero l’elemento apparentemente piu forte. Lo strapotere bellico, la supremazia militare in ogni settore della guerra, un arsenale di una potenza e sofisticazone tecnologica mai vista nella storia umana. E una spesa bellica che è uguale o addirittura superiore a quella di tutte le altre nazioni del mondo messe insieme. Ecco, così , grazie ai minacciosi e mortiferi armamenti, ancora picchia e conquista e resiste “l’Impero Dominante”. Da Roma, alla Spagna, all’Inghilterra, i grandi imperi dei secoli della storia hanno poi però sempre conosciuto il giorno della loro caduta.

Commenta su Facebook