LIBERAMENTE STORY – 
Scritto da Enrico Gavassino
Sbarco alleato14 luglio 1943. Un piccolo aereo color kaki ronza nell’aria della Sicilia soffocata dal caldo e dalla guerra, lanciando un fazzoletto di seta gialla e nera con ricamata una “L” dalla forma arcaica. “Era il 14 luglio del 1943” diranno poi alcuni abitanti di Villalba, il paesino siciliano interessato dalla strana missiva, “e un messaggio cadde dal cielo. Da quel momento abbiamo saputo che gli americani erano nostri amici”.
Gli americani intanto sono a pochi chilometri da lì, giunti quattro giorni prima. Ma cosa significa quel fazzoletto? La “L” ricamata sopra è il biglietto da visita di uno dei più famosi gangster del secolo: Charles “Lucky” Luciano, che in quel momento sta scontando nel carcere americano di Clinton ben 32 condanne per protezione della prostituzione. Il fazzoletto viene ritrovato da un soldato italiano, che lo consegna subito ai carabinieri, rischiando di compromettere l’intera operazione. Il giorno dopo, però, il velivolo torna sul luogo, questa volta centra in pieno il bersaglio: un fazzoletto uguale al precedente viene “recapitato” all’interno della tenuta di un notabile di Villalba. Calogero Vizzini, meglio noto come “Don Calò”, capo assoluto della mafia in Sicilia.
Don Calò invia immediatamente un messaggio ad un altro capomafia, Genco Russo, residente nel paese di Mussomeli, scrivendo che: “i carretti e le vacche arriveranno il 20 luglio”. Chiara allusione ai soldati americani e ai loro mezzi corazzati. Ad onor del vero il messaggio è vergato dal fratello di Don Calò: Giovanni, anche lui “Don”, ma in senso religioso dal momento che è il parroco di Villalba, il grande e potente capomafia infatti non sa scrivere. Ma cosa deve fare la mafia che l’esercito americano non avrebbe potuto fare da solo? Innanzitutto rendere le cose più facili, indicando sentieri e piste segrete o nascoste, fomentare dissensi verso il regime fascista, favorire le diserzioni e i tradimenti da parte di soldati ed ufficiali del regio esercito. Il successo della mafia è folgorante dal momento che ogni siciliano ben sa a quale sorte può andare incontro non seguendo le direttive. A titolo di esempio citiamo proprio le truppe di guardia del paese di Mussomeli: quando il 20 luglio arrivano gli americani ben 35 dei soldati del paese risultano disertori. La guerra in Sicilia si fa rapida ed uno dei primi insediamenti liberati è proprio Villalba, che riceve anche la visita di uno dei più fidati “compari” di Lucky Luciano: Damiano Lumina, che scende dal primo carro armato americano giunto nel piccolo paese. Si può dire che in quei mesi vi sarà un vero e proprio “secondo sbarco in Sicilia”, infatti saranno numerosi i grossi nomi della mafia che, dagli Stati Uniti, torneranno nella terra di origine: Marcello Di Carlo, Antonio Chifalo, Antonio Scullaci, Giovanni Caputo e tanti altri.
Quanto all’uomo che ha reso possibile tutto questo, Lucky Luciano, si dice che abbia rimesso piede per alcuni giorni in Sicilia, ma non esiste conferma di tale notizia. Come ricompensa ottiene una revisione del processo e una condanna a 9 anni e 6 mesi, ossia il tempo già scontato in carcere, cosa che gli permetterà di tornare in Italia e di morirvi il 26 gennaio del 1962.
Commenta su Facebook

Tags: