L’Ue ha approvato il libero uso della stevia come dolcificante; anche in Italia potremmo quindi usarla quotidianamente… ma siamo sicuri che non abbia effetti negativi sulla salute? Lettera di Angela.
• Risponde la nostra collaboratrice Giuliana Lomazzi

Gentile Angela,
la stevia viene utilizzata da secoli dai nativi sudamericani come dolcificante ed erba officinale, soprattutto contro il diabete di tipo 2. Benché da noi abbia una diffusione relativamente recente, in molte nazioni è ormai comunemente in vendita (Usa, Canada, Svizzera, Australia, Sudest asiatico ecc.) e in Giappone viene usata fin dagli anni ’70. Furono proprio i giapponesi a individuarne il principio attivo (lo steviosoide, una polvere dal potere dolcificante 300 volte superiore a quello dello zucchero) e a perfezionarne il processo di estrazione.

Le ricerche indicano per questa pianta una tossicità bassissima (più bassa di molti altri alimenti di uso comune), ma anche proprietà ipotensive e ipoglicemiche. La stevia è adatta quindi per i diabetici e pare inoltre capace di regolare l’appetito. Inoltre non alimenta funghi come la candida, perciò possiamo dire che allo stato attuale delle conoscenze non presenta problemi di alcun tipo, e del resto l’esperienza dei popoli che la usano da millenni lo dimostra. L’UE ha tuttavia fissato una dose giornaliera accettabile per adulti e bambini. Questo dovrebbe a mio parere farci riflettere su un aspetto della questione: forse non è il caso di trasformare la dipendenza da zucchero in dipendenza da stevia, per quanto si tratti di un dolcificante privo di effetti collaterali.

Articolo tratto dalla rubrica “Terra Nuova dei Lettori” pubblicato nel numero cartaceo della rivista Terra Nuova Febbraio 2012 disponibile anche come eBook.

Fonte: TERRA NUOVA

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