Tonguessy on February 28, 2013 

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Come spiegavo negli articoli precedenti [1, 2] esistono situazioni in cui il volontariato (nella migliore delle ipotesi) colma un vuoto che lo Stato ha prodotto. Molto spesso invece i due enti in questione si sovrappongono, duplicando malfunzionamenti ed intrallazzi tipici delle società baronali, penalizzando nel contempo i più bisognosi.

Se opere meritorie come adozioni a distanza e sostegni contro la fame nel mondo diventano esecrabili quando vengono manipolate per profitto personale, non sono meno odiose le malversazioni dovute a questioni mediche, dove la gravità della situazione richiederebbe un uso ancora maggiore di rigore morale e di attenzione.

Ed invece un giro di soldi imponente unito a sete di potere e voglia di emergere porta a danni incalcolabili verso chi viene usato come specchio per le allodole per attrarre flussi di denaro senza riceverne in cambio che minimi benefici. D’altronde se, come abbiamo visto, la tecnica del marketing è il parametro principale per garantire buoni finanziamenti, non deve stupire che la potenza dell’intervento possa essere esplicitata attraverso imponenti campagne mediatiche.

 

Telethon è forse la maggiore di queste. Impegna risorse nazionali come la RAI per attrarre quei milioni di volonterosi che vogliono finalmente risolvere le questioni mediche più spinose con un versamento tramite SMS. Tale raccolta di fondi è preceduta da un battage assolutamente impressionante, pari solo a quello relativo al rinnovo del canone RAI.

 

La solita combriccola di compagni di merende prende quindi posto nel lauto banchetto che gli esperti di marketing hanno apparecchiato loro: Stato, associazioni di Volontariato (Industria della Carità) e terze parti intese come aziende private a scopo di lucro (in questo specifico caso trattasi di Big Pharma). Chi ci guadagna alla fine sono tutti a parte i cittadini, ai quali nel nome del buonismo e della solidarietà viene chiesto di mettere mano al portafogli.

 

Ad Haiti come in Italia quando lo Stato è incapace di risolvere un problema, viene rispolverata la comoda soluzione dell’Industria della Carità che chiede fondi tramite un’adeguata campagna di sensibilizzazione. Fondi che andranno spartiti tra il mantenimento dell’Industria della Carità stessa e le aziende private che, bontà loro, si sono incaricate di risolvere il problema.

 

Il fatto è che l’articolo 32 della Costituzione Italiana recita :
La Repubblica TUTELA la salute come bene FONDAMENTALE dell’individuo

Non si capisce quindi a che titolo vengano fatti entrare dalla porta principale quelle associazioni che offrono soluzioni per quei cittadini che lo Stato avrebbe l’obbligo di tutelare. Ancora una volta l’Industria della Carità certifica il fallimento dello Stato come ente di tutela dei diritti dei cittadini, e ne prende il posto per consolidare la propria presenza sul Mercato.

 

Telethon è la perfetta rappresentazione di tutto questo: sostituendosi allo Stato (e con la sua immorale complicità) si propone di risolvere quei problemi che i Padri Costituenti si erano impegnati a risolvere nel nome di una tutela collettiva. La salute dell’individuo viene così strappata dall’attenzione statale per essere consegnata alla solita cordata di “esperti”.

Si legge nel sito ufficiale di Telethon:

“Ad oggi si conoscono diverse migliaia di malattie genetiche, per un 50% pediatriche; per la maggior parte di queste non esiste una terapia risolutiva. La rarità di queste patologie fa sì che esse siano trascurate dai principali investimenti pubblici e privati.” [3]

 

Urge adeguata traduzione: allo Stato Italiano non gliene può fregare di meno di tutelare adeguatamente la salute dell’individuo (vedi i continui tagli alla sanità), e Big Pharma non vuole spendere soldi in costose ricerche e sperimentazioni. Con l’aiuto di Telethon tanto lo Stato che Big Pharma mettono a posto tutto: il primo con una serata alla De Filippi (dove tutti piangono e promettono di volersi bene per sempre) fa dimenticare le promesse fatte, mentre il secondo intasca lauti guadagni senza avere investito un centesimo. Telethon infine si piglia tutto il merito. Tarallucci e vino per tutti…..

 

Ma non tutti ci cascano, per fortuna. Il professore Jacques Testard, direttore di ricerca presso l’Istituto Nazionale della Sanità e della Ricerca Medica (Inserm) in Francia lancia un pesante j’accuse:

“E’ scandaloso. Telethon raccoglie annualmente tanti euro quanto il bilancio di funzionamento di tutto l’Inserm. La gente pensa di donare soldi per la cura. Ma la terapia genica non è efficace. Se i donatori sapessero che il loro denaro, prima di tutto è utilizzato per finanziare le pubblicazioni scientifiche, ma anche i brevetti di poche imprese, o per eliminare gli embrioni dai geni deficienti, cambierebbero di parere.”[4]

 

Ecco il business: si scrivono un sacco di articoli che servono a fare carriera, e si privatizzano i brevetti. Sul primo punto è la stessa Telethon ad essere esplicita: “Il valore della nostra ricerca [è] misurato attraverso il citation index, il numero medio di citazioni delle nostre pubblicazioni scientifiche”.

Sarebbe interessante capire le percentuali di revolving door del citation index (quanti articoli sono citati dallo stesso gruppo di ricercatori che fanno capo a vario titolo a Telethon).

Sul secondo punto è sempre Telethon a informarci: “Grazie a un accordo siglato nell’ottobre 2010 tra Telethon e la multinazionale farmaceutica GlaxoSmithKline la terapia genica per l’Ada-Scid potrà diventare un farmaco a tutti gli effetti ed essere così fruibile da pazienti di tutto il mondo.”[5]

 

Come volevasi dimostrare. Noi paghiamo dando il nostro contributo e mentre i ricercatori fanno carriera, Big Pharma si riempie le tasche senza avere sborsato un euro di investimento e ricerca. Ma a cosa serve lo Stato allora? Ad avvallare questa spoliazione sociale e nulla più?

 

A costo di sembrare pedante voglio riassumere i passaggi di questa pratica truffaldina ed immorale: ci sono persone affette da malattie che non hanno ancora adeguate cure. Lo Stato, impegnato nella propria Spending Review, invece di finanziare le ricerche in campo medico taglia pesantemente tutte le spese sanitarie. L’Industria della Carità non perde occasione per fare leva sui nostri buoni sentimenti per riempire le proprie casse di donazioni, frutto di oculate politiche di marketing. Lo Stato acconsente a regalare spazi mediatici per tale marketing al fine di rendere particolarmente lucrosa l’operazione. L’Industria della Carità prende quindi accordi con Big Pharma per far brevettare quei prodotti che sono dei palliativi (“la terapia genica non è efficace” dice J.Testard) e che permettono alle due industrie (farmaceutica e mediatica) di avere buone carte da spendere sul mercato la prossima stagione. E le stagioni non finiscono mai…..

 

Ma non solo. Ecco un estratto del libro di J. Testard “La bicicletta, il muro e il cittadino”:

“Da due decenni, ogni anno, due giorni di programmazione della televisione pubblica sono esclusivamente riservati ad un’operazione orchestrata, alla quale contribuiscono tutti gli altri mezzi di comunicazione: Telethon. Col risultato che, delle patologie, certamente drammatiche ma che, per fortuna, interessano relativamente poche persone… mobilitano molto di più la popolazione e raccolgono molti più soldi rispetto ad altrettante terribili malattie, un centinaio o un migliaio di volte più frequenti.”[6]

 

Uno dei motivi per cui lo Stato, invece di usare i nostri soldi per finanziare ricerche sulle malattie li usa per finanziare le banche, si trova all’interno delle banche stesse. Basta dare un’occhiata al sito della BNL per rendersene conto: più donazioni si fanno e più liquidità entra nelle casse della banca.[7]

Nella foto c’è il sorriso di Samuel, ma doveva esserci quello dei vertici della banca, impegnati a gestire “uno dei progetti di fundraising più importanti di Europa”. Qualcosa come 223 milioni di euro.

 

La gestione così tanti soldi non può che farmi venire in mente Dino Pasta di Agire…e non pensiate che Telethon o Agire siano un caso isolato nell’oceano delle ONLUS: la Lega Tumori investiva il 90% delle donazioni in titoli ed immobili ed AIRC, ANLAIDS e soci sembrano essere sulla stessa lunghezza d’onda.[8]

 

 

Viviamo nel migliore dei mondi possibili” Gottfried Wilhelm von Leibniz

 

Fonte: http://www.appelloalpopolo.it/?p=8360

 

[1]http://www.appelloalpopolo.it/?p=8067

[2]http://www.appelloalpopolo.it/?p=8283

[3]http://www.telethon.it/chi-siamo

[4]http://www.informarexresistere.fr/2012/12/11/la-grande-truffa-del-telethon-il-professor-jacques-testard-denuncia-limbroglio/#axzz2LttJeguO

[5]http://www.telethon.it/ricerca-progetti/successi

[6]http://tuttouno.blogspot.it/2008/12/la-grande-truffa-del-telethon-il.html

[7]http://www.bnl.it/wps/portal/scopribnl/Partnership-E-Eventi/Telethon/welcome-Telethon

[8]http://www.mednat.org/donazioni.htm

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