La sola cosa positiva è che adesso si sono tolti la maschera, c’è voluto del tempo, ma perlomeno ora non si nascondono più dietro ad espressioni in perfetto burocratese che servivano solo ad offuscare le vere intenzioni.

Purtroppo però ora sappiamo anche con certezza che “vogliono andare fino in fondo”, e sono tutti d’accordo. Certo, mi si può obiettare, ma avevi dei dubbi in tal senso? No … però … insomma … uno ci spera sempre, fino alla fine.

Ognuno, in cuor suo, spera sempre che l’uomo, essendo dotato di intelligenza, agisca in maniera razionale,  riconoscendo i propri errori e non perseverando nelle decisioni sbagliate.

Invece pare non sia così.

Ho sempre sostenuto che l’euro non funziona dal momento che una moneta unica non può essere espressione di Stati totalmente diversi, non si superano in tempi brevi le differenze economiche e soprattutto sociali e culturali fra nazioni che hanno una storia millenaria.

Ed il fallimento dell’euro è sotto gli occhi di tutti, perché quindi perseverare alla ricerca di questa integrazione che risulta sempre di più non solo una chimera, ma una vera e propria sciagura?

Purtroppo invece si argomenta in maniera paradossale, visto che non si può disconoscere il fallimento dell’euro … lo si attribuisce al fatto che il processo di integrazione non sia completato.

E’ come se stessimo costruendo una casa ed a metà dell’opera ci accorgessimo che non starà mai in piedi, ma anziché demolire quei muri che abbiamo finora eretto decidessimo di proseguire con i lavori ben sapendo che alla fine il tetto ci crollerà addosso.

Non funziona un’unione monetaria, non funzionerà neppure un’unione politica! Ed invece si prosegue in quella direzione.

Si sta infatti installando una trave portante dei futuri Stati Uniti d’Europa, la più importante dopo la creazione dell’euro, mi riferisco alla istituzione del “Ministero dell’economia unico europeo”, naturalmente solo per gli Stati che hanno aderito alla moneta unica.

Cosa significa questo?

Beh! Che stiamo dando il nostro portafoglio in mano a … uno straniero. Non proprio una cosa da poco. Anzi!

Mi si potrà obiettare “Che c’è di male? Magari questo straniero si dimostra più capace di un italiano!” Certo è possibile, anzi, probabile, ma lo percepiremo sempre in maniera fredda, distaccata, perché sarà fatalmente indaffarato nel contemperare esigenze diverse, in una parola … è uno “lontano” da noi.

Mi sembra banale far notare come l’animo umano ci porti invece ad essere più ben disposti e collaborativi verso coloro a noi più simili, con i quali abbiamo maggiori affinità, in una parola … quelli più  “vicini” a noi.

L’unità è un valore?

Certo, ma il mondo si è evoluto grazie alla diversità!

Giancarlo Marcotti per Finanza In Chiaro

Pubblicato su Finanza in Chiaro.

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