DI PAUL JOSEPH WATSON
Prison Planet
Megachip

Nonostante fosse stato accolto come un Cristo salvatore quando fu eletto, un numero record di americani ha perso la fiducia in Barack Obama, con ormai appena il 17 per cento dell’idea che la sua amministrazione stia conducendo il paese nella giusta direzione, un dato che illustra come la gestione della crisi del debito da parte di Obama abbia praticamente assicurato la sua sconfitta elettorale nel 2012, a meno che il presidente non sfrutti un attacco terroristico sul suolo americano per riguadagnare il sostegno popolare. «Solo il 17% dei probabili votanti statunitensi ora affermano che il paese stia andando nella giusta direzione. Tale riscontro è il più basso misurato da quando Barack Obama è entrato in carica», riferisce Rasmussen.

Obama ha anche battuto il suo massimo storico nel numero di americani che ritengono che il Paese sia sulla strada sbagliata, con il 75 per cento, ossia con tre quarti di tutti gli americani che hanno perso la fiducia nelle politiche della sua amministrazione.

Il battibecco sulla crisi del debito ha chiaramente convertito molti più americani contro Obama. Nel sondaggio della settimana precedente, prima che la storia del debito fosse salita al centro dell’attenzione pubblica, il numero di americani che pensavano che il paese si stesse dirigendo nella giusta direzione era pari al 21 per cento. Il dato è diminuito dell’8 per cento nelle ultime due settimane soltanto.

Ma la disistima degli americani per Obama è andata quasi di pari passo con la loro disapprovazione per il Congresso. Un nuovo record del 46 per cento dei probabili votanti ritiene che i membri del Congresso siano “corrotti”. Solo il 29 per cento pensa che non siano corrotti, e il Congresso ha un patetico indice di gradimento del 6 per cento.

Non sorprende che l’unico gruppo che mantiene una risicata maggioranza di persone fiduciose nel corso attuale della nazione appartengano alla “classe politica”, appunto coloro ai quali la maggioranza degli americani darebbe la colpa per il declino del Paese negli ultimi anni.

Come John Pilger aveva avvisato all’indirizzo della gente di sinistra proprio all’inizio del mandato di Obama, la presidenza di Barack Obama non era altro che una creazione di marketing aziendale progettata per sedare il crescente risentimento in esito all’era Bush. Ci sono voluti due anni e mezzo per la maggior parte dei liberali per rendersi conto di questo fatto. Il sondaggio mostra che il 58 per cento dei democratici ritiene che il paese stia andando nella direzione sbagliata.

La base democratica di Obama si è completamente sbriciolata, con il sostegno che crolla nell’enorme misura di 22 punti per le opere fin qui registrate di Obama.

Tutte le indicazioni mostrano che Obama è avviato a subire una frana elettorale nel 2012, motivo per cui gli strateghi democratici hanno affermato che l’unica cosa che salverà la sua presidenza è un attacco terroristico interno sulla scala di Oklahoma City o dell’11 settembre.

In una sua apparizione al programma di Chris Matthews, Hardball, sul canale MSNBC l’anno scorso, l’ex dirigente clintoniano e democratico Mark Penn ha affermato che Obama aveva bisogno di un attentato nello stesso stile dell’evento di Oklahoma City per riconquistare la sua popolarità.

«Ricorda, il presidente Clinton si è ricollegato attraverso Oklahoma, giusto?», Ha dichiarato Penn. «E il presidente in questo momento sembra insensibile. Non fu che a partire da quel discorso [dopo il bombardamento] che [Clinton] ha veramente fatto clic con il pubblico americano. Obama ha bisogno di un simile momento discriminante.»

L’ex consigliere anziano del presidente Bill Clinton, Robert Shapiro, a fatto eco con una simile retorica quando ha scritto sul «Financial Times» che solo un attentato come Oklahoma City o un evento in stile 11/9 fornirebbe a Obama l’opportunità di dimostrare che lui è un leader forte.

«La linea di fondo è che gli americani non credono nella leadership del presidente Obama», ha detto Shapiro, aggiungendo: «Deve trovare il modo da qui a novembre per dimostrare che lui è un leader che può infondere fiducia e, senza un evento tipo 11 settembre o un attentato tipo Oklahoma City, non riesco a pensare a come potrebbe farlo».

 

Nota di Megachip.

Pochi mesi prima dell’11 settembre 2001, il think tank dei neoconservatori, il Project for a New American Century, elaborò un testo che evocava la trasformazione della difesa statunitense, nel quale troviamo una precisazione cruciale, molto dibattuta alla luce dei successivi eventi degli attentati dell’11/9: «Inoltre, il processo di trasformazione, anche se porterà un cambiamento rivoluzionario, risulterà molto lungo, se non si dovesse verificare un evento catastrofico e catalizzante, come una nuova Pearl Harbor».

È uno schema ricorrente, dunque: le mobilitazioni dell’opinione pubblica intorno al potere a livello federale abbisognano di un trauma che provochi un riflesso d’ordine in favore di quel potere.

Versione originale:

Paul Joseph Watson
Fonte: www.prisonplanet.com
Link: http://www.prisonplanet.com/only-a-domestic-terror-attack-can-rescue-brand-obama.html
28.07.2011

Versione italiana:

Fonte: www.megachip.info
Link: http://www.megachip.info/finestre/zero-11-settembre/6543-solo-un-mega-attentato-puo-salvare-il-marchio-obama.html
29.07.2011

Traduzione per Megachip a cura di PINA MELE

 

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