di No Big Banks

Bill-BlackCon uno splendido articolo pubblicato sull’HuffPost William Black dimostra l’assurdità di come i media “seri” trattano in modo reverenziale  i tecnici come Mario Monti, ignorando il fatto che le loro politiche sono un fallimento totale.

http://www.huffingtonpost.com/william-k-black/new-york-times-profile_b_2269009.html

Black, ex-regolatore bancario negli USA, prende come spunto i profili pubblicati dal New York Times di due capi di governo, entrambi economisti, ma con risultati molto diversi: Rafael Correa dell’Ecuador e appunto il professorMario Monti.

Il primo viene definito dal NYT come un “economista di sinistra” che si batte contro il libero mercato, mentre il secondo è un tecnico che fa le riforme coraggiose. Black ci mette poco a dimostrare che il programma ideologico portato avanti da Monti ha fatto bene solo alle grandi banche, mentre l’economia in generale sta crollando sotto le misure di austerità – esito facilmente prevedibile per chi non è annebbiato dal miraggio dei mercati.

profilo di Mario Monti sul New York Times

profilo di Rafael Correa sul New York Times

Troviamo utile l’articolo di Black perché sottolinea un punto caro a NoBigBanks: le varie facce del liberismo finanziario – www.huffingtonpost.com screen capture 2012-12-12-9-39-10austerità, privatizzazioni e deregulation – non rappresentano il nuovo. Tutto questo parlare di “riforme”, l’economia moderna, la necessità di innovare il sistema, sono in realtà una ricetta ormai decotta.

Sono più di vent’anni che si va in questa direzione, a colpi di governi tecnici, decrescita produttiva e trasferimento di sovranità verso i centri di potere finanziario a livello sovranazionale.

Il tentativo di salvare l’economia attraverso i tagli al bilancio non funziona proprio. Anche laddove ci sono tanti sprechi e soldi spesi male la semplice riduzione dell’intervento pubblico non porta ad un miglioramento.
I problemi di inefficienza non possono essere affrontati con l’accetta, e soprattutto senza il lancio simultaneo di un programma di investimenti produttivi che funga da volano anche per l’economia privata.

Chi pensa che le ricette della BCE e del FMI rappresentino le tecniche consolidate per risanare l’economia dovrebbe andare in America Latina, Africa o Asia e chiedere a quei Paesi che si sono visti depauperare da quelle stesse politiche.
Applicarle in Europa, quelle ricette, solo perché vengono richieste a gran voce dal mondo della finanza non cambierà il risultato: si mantiene in vita un sistema speculativo utilizzato per esercitare il potere, mentre la popolazione viene costretta a pagare in continuazione, finché non sparirà la classe media e si andrà verso un’esplosione sociale – un film già visto che sarebbe meglio evitare.

disastroLa via d’uscita passa per il ripristino della dignità del Paese, attraverso misure immediate per riformare la finanza (separazione bancaria, credito agevolato per le famiglie e le attività produttive). La crisi politica che si apre con le imminenti dimissioni di Monti – su cui torneremo nei prossimi giorni – sta già portando ad un’intensificazione ulteriore delle pressioni sul Paese.

Cosa sceglieranno gli italiani? Di sottomettersi ancora una volta alle forze che ingannano la popolazione da decenni? Oppure abbiamo il coraggio di rompere con le politiche fallite del passato, mentre ci rimane ancora qualcosa con cui ripartire?

Riformiamo la finanza, salviamo la gente.

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“Il sistema speculativo della finanza costringe la popolazione a pagare in continuazione, finché non si andrà verso un’esplosione sociale” è anche per te la trama di un film già visto?
Bene, chiedete al vostro politico di fiducia Pillole di Glass-Steagall, anche in dvd!

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