(di Franco Iacch)
15/03/16

I primi aerei russi hanno lasciato la Siria questa mattina dopo l’ordino di ritiro emesso ieri sera da Vladimir Putin. Il Ministero della Difesa russo ha comunicato che il primo gruppo, formato da un numero imprecisato di caccia Su-34 ed un aereo da trasporto, è in volo verso Mosca. Gli aerei faranno diversi scali prima di ritornare in patria.

Il Cremlino non ha comunicato la reale portata dell’operazione di rientro. In realtà, non si conoscono realmente i dati sul contingente russo impegnato negli ultimi cinque mesi in Siria.

Secondo il Pentagono, Mosca avrebbe schierato fino a seimila soldati. La base aerea di Hemeimeem, nella provincia costiera di Latakia, è stato il principale avamposto russo, ospitando fino a cinquanta piattaforme, tra caccia, elicotteri e velivoli logistici.

Fino a mille soldati russi resteranno in Siria con due battaglioni a difesa di Hemeimeem e Tartus. Le due basi non saranno sguarnite, ma continueranno ad essere operative e protette da carri armati T-90. Il Ministero della Difesa precisa che i sistemi a lungo raggio S-400 resteranno operativi sino a data da destinarsi.

Nel discorso alla nazione di ieri sera, Putin ha precisato che non c’è stata alcuna rottura con gli alleati e che la decisione di ritirare le truppe è stata assunta di concerto con il presidente Assad.

Una decisione – ha aggiunto Putin – che riflette il successo sul campo ottenuto dai due eserciti nella lotta al terrorismo.

L’esercito siriano continuerà le operazioni contro lo Stato Islamico e tutte le fazioni designate come terroristiche dalle Nazioni Unite. Il contingente specnaz, infine, continuerà ad essere operativo in Siria.

(foto: MoD Fed. russa)

Fonte: DifesaOnline

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