Aumentano vertiginosamente le vittime civili nei raid della coalizione a guida Usa, in Siria e Iraq sono già almeno 1500. La denuncia delle Ong presenti sul territorio. 

Da quando, nel 2014, gli Usa hanno deciso di fingere di “contenere” l’Isis, prendendo la guida di una sedicente coalizione in una campagna d’attacchi aerei, le vittime civili sono state una costante, ma, secondo le Ong presenti sul territorio, adesso, e soprattutto in Siria, siamo in presenza di una strage. Chris Woods, di Amnesty International, afferma che da maggio a luglio i morti in quel Paese sono aumentati del 72%. Il massacro più efferato è avvenuto a Ghandur, nei pressi di Manbij, dove gli aerei americani hanno ucciso almeno 100 persone fra donne, vecchi e bambini.

Gli Usa affermano che dal 2015 ad oggi, in Siria i cosiddetti “danni collaterali” hanno fatto 55 vittime; numeri ridicolmente inattendibili non solo per le autorità di Damsco, ma per osservatori come Amnesty International ed AirWars, che parlano di cifre enormemente superiori.

A dispetto di quanto ripetuto dai media, sempre pronti ad accusare l’aviazione siriana o russa, Neil Simmons di Amnesty ha affermato che nei tre peggiori attacchi sui civili condotti in Siria, la responsabilità è degli aerei della sedicente coalizione a guida Usa. E sono proprio i calcoli delle Ong a far salire le uccisioni di civili fra Siria e Iraq ad almeno 1500; numeri che negli ultimi mesi stanno salendo vertiginosamente.

E dire che, per giustificare i ridicoli risultati dei raid contro i Daesh, gli Usa e gli altri Stati che fingono di combatterli hanno sempre sostenuto che la causa dell’inefficacia degli strike è da imputare alle stringenti regole d’ingaggio che, a differenza delle Aviazioni di Mosca e di Damasco, limitano o impediscono gli attacchi quando c’è il benché minimo pericolo per i civili.

Nella realtà, è la ripetizione di quanto avviene da tanti anni in Afghanistan, dove proprio i civili sono sistematiche vittime di raid condotti con ipocrita cinismo e approssimazione, senza il benché minimo scrupolo per le conseguenze sempre negate. In Siria ed Iraq gli Usa ed i loro satelliti ci sono per mostrare le coccarde degli aerei, badando a non disturbare troppo i terroristi che hanno creato e foraggiato, e che anche in futuro potranno tornar utili per i loro scopi. Se hanno finto di combatterli è per giustificare un posto al banchetto per la spartizione dell’area.

Adesso che la situazione sul campo è ad una svolta cruciale (e di certo non per loro merito, anzi), cercano di essere più credibili lanciando bombe per acquisire meriti per il dopo; così colpiscono senza ritegno alcuno per la gente seguendo solo i loro scopi.

Così han fatto da sempre e così continuano a fare, con la spudorata copertura dei media.

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