Scritto da InfoPal Giovedì 14 Luglio 2011 07:25

InfoPal. Shaykh Raed Salah (foto), leader del movimento islamico nei Territori del ’48 (Israele), uomo pacifico che ha fatto della nonviolenza lo strumento della lotta alla feroce occupazione israeliana, si trova ancora in stato di detenzione: si era recato in Gran Bretagna per partecipare a un ciclo di conferenze, e al lancio della campagna “Building Peace and Justice in Jerusalem”, in parlamento, ma è stato arrestato nella sua stanza, in hotel.

Un giudice britannico ha respinto, infatti, la richiesta di rilascio su cauzione. La decisione del giudice è stata accompagnata dalle seguenti motivazioni: “L’imputato rappresenta una minaccia per la sicurezza e per l’ordine pubblico”.

Shaykh Salah è detenuto in Gran Bretagna dallo scorso 28 giugno con l’accusa di antisemitismo, dopo una lunga campagna propagandistica condotta nel paese dalla lobby sionista.
L’accusa, ridicola, è di “antisemitismo”: un palestinese, semita per eccellenza, è dichiarato antisemita in Europa. Per le autorità britanniche, dunque, Salah sarebbe razzista contro se stesso e contro i suoi concittadini a Gerusalemme, perché, com’è noto, i palestinesi, come altri popoli arabi e come gli ebrei sefarditi (non gli ashkenazi nati in Europa) vissuti da sempre nei paesi vicino e mediorientali, sono, appunto, semiti. Parlano, cioè, una lingua riconducibile al vasto gruppo semitico, e appartengono a una “famiglia etnico-linguistica” comune.

E’ evidente che l’accusa è pretestuosa, e che il motivo che ha portato ad architettare l’arresto è politico, e trova ragione nelle attività instancabili di quest’uomo determinato e coraggioso, dal sorriso buono, mite, che ha dedicato la vita alla propria terra e ai propri compatrioti.
Mentre Salah è in prigione, molti criminali israeliani si trovano ancora a piede libero: l’ex ministro israeliano Amir Peretz, è riuscito a partire dalla Gran Bretagna la scorsa settimana in tempo utile per fuggire a un mandato d’arresto per crimini di guerra.

Nel corso di una conferenza svoltasi in Israele, Peretz ha affermato: “E’ necessario che la Gran Bretagna riveda la legislazione nella quale si riconosce alla magistratura il potere di emettere mandati di arresto nei confronti di membri dell’esercito, politici e soldati israeliani, sospettati di aver compiuto crimini di guerra”.

Ripubblichiamo qui di seguito la biografia di Salah, curata dall’agenzia Memo, di Raed Salah.

Shaikh Raed Salah – Profilo
Il Gandhi della Palestina

Memo
Raed Salah è nato nel 1958 nella città palestinese di Umm al-Fahm, dove ha ricevuto la sua prima educazione. Negli anni Settanta è stato uno dei fondatori del movimento islamico in Israele e ha viaggiato molto per la Palestina, giocando un ruolo importante nella preservazione dell’eredità islamica di Gerusalemme. Shaikh Raed ha tenuto numerosi incontri sulla Diaspora palestinese e molte conferenze di solidarietà con il popolo palestinese nelle Nazioni europee.

Shaikh Raed è diventato popolare tra il popolo palestinese, non solo per essere stato minacciato più volte da dirigenti israeliani e agenzie di intelligence, ma rimane una delle figure palestinesi più temerarie nella sua lotta contro l’occupazione, che lo ha portato a essere imprigionato in molte occasioni. Oltre alla sua personalità carismatica, è conosciuto per le sue strette relazioni con i cittadini palestinesi, per il suo modesto stile di vita, per i suoi solidi valori morali, per il suo carattere tranquillo e il suo sorriso gentile, che mai ha abbandonato il suo volto.

Shaikh Raed Salah ha cominciato la vita politica e la carriera pubblica nel 1989, con la candidatura a sindaco di Umm al-Fahm (soggetta a occupazione israeliana dal 1948); ha riportato una vittoria schiacciante, con più del 70% dei voti. Ha vinto le elezioni municipali due volte, nel 1993 e nel 1997, prima di decidere volontariamente, nel 2001, di dimettersi dalla propria carica per dedicarsi maggiormente alla causa palestinese e lottare per la città di Gerusalemme e i suoi abitanti, soggetti alle minacce di Israele.

Ha guidato il “Movimento Islamico in Palestina ’48”, la più popolare forza politica palestinese nei territori palestinesi occupati da Israele nel 1948. Shaikh Raed e il suo movimento hanno rifiutato l’opzione di contestare le elezioni per sedere al parlamento israeliano (Knesset), non credendo nella possibilità di porre fine all’occupazione israeliana per mezzo del parlamento, a causa della preponderanza del potere militare e di forze estremiste e razziste nell’arena politica israeliana.

Shaikh Raed è famoso per le sue costanti e pacifiche proteste contro l’occupazione israeliana e contro le sue continue violazioni. Il suo affidamento a mezzi non violenti gli ha procurato la fama di “Gandhi della Palestina”. Oltre ai programmi sociali e ai progetti umanitari e educativi che ha promosso, nel 1998 Raed Salah ha lanciato l’iniziativa “self-reliant community”, volta a raggiungere lo sviluppo palestinese e l’indipendenza economica dall’occupazione israeliana.

Egli ha ripetutamente richiamato l’attenzione sull’utilizzo, da parte dei successivi governi israeliani, degli accordi di pace con i palestinesi come pretesto per continuare politiche espansionistiche sui territori palestinesi e contro i cittadini palestinesi; ciò include le continue violazioni israeliane sulla città di Gerusalemme e i suoi abitanti, nonché l’imposizione dell’occupazione militare sui territori palestinesi.

Nel 2002, il ministro degli Interni israeliano ha emesso un’ordinanza che impedisce a Shaikh Raed di recarsi all’estero; la Corte Suprema di Giustizia israeliana ha ignorato il suo appello e ha confermato l’ordinanza.

Shaikh Raed è stato tra i primi a lanciare campagne di massa contro le politiche israeliane per il futuro di Gerusalemme, in particolar modo contro l’attacco di luoghi religiosi islamici e cristiani, la distruzione di tombe e la violazione del cimitero storico di Ma`man Allah.

Nel 2009 e nel 2010, le autorità di occupazione israeliane hanno bandito Shaikh Raed da Gerusalemme, dopo che egli ha rivelato una serie di progetti israeliani per l’implementazione della costruzione di edifici intorno alla moschea di Al-Aqsa e la realizzazione di tunnel sotterranei sotto i luoghi sacri islamici e cristiani e le mura storiche della città.

Shaikh Raed ha condotto molte campagne di solidarietà con gli abitanti della città di Gerusalemme, contro le politiche israeliane volte ad allontanare i cittadini palestinesi dalle loro case, a ritirare loro i documenti di identità e negare il loro diritto alla residenza nella Città Santa. Egli ha avuto un ruolo chiave nell’organizzazione di autobus con a bordo cittadini palestinesi provenienti dalle città e dai villaggi arabi occupati nel 1948, pronti a mostrare solidarietà con gli abitanti dell’antica città di Gerusalemme.

Negli ultimi anni, Shaikh Raed si è battuto per il diritto al ritorno dei rifugiati palestinesi che hanno subito la pulizia etnica attuata dalle milizie sioniste nel 1948 su di loro e sui loro discendenti. Durante il 60° anniversario della Nakba (la catastrofe della creazione dello Stato di Israele) egli ha dichiarato “nessuna ritirata dal diritto di ritorno”.

Nel 2000, le truppe israeliane gli hanno sparato alla testa, in ciò che è stato considerato dai presenti come un tentativo di omicidio.

Shaikh Raed Salah ha partecipato alla Freedom Flotilla to Gaza nel maggio 2010, iniziativa durante la quale i soldati israeliani hanno ucciso 9 attivisti. Egli è rimasto ferito durante l’assalto ed è stata diffusa la notizia del suo assassinio.

da InfoPal

 

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