La proposta del governo scozzese di un disegno di legge sulla trasparenza del lobbying è stata duramente criticata a causa di un sistema di registrazione controverso che regola solo gli incontri faccia a faccia con i politici di Holyrood.
Secondo le bozze, il lobbying via e-mail, telefono, posta e la videoconferenza non ha l’obbligo di essere dichiarato, una scappatoia che secondo la Law Society of Scotland“rischia di portare discredito al sistema”.

Nel mese di maggio, il governo ha pubblicato una consultazione su un registro dei lobbisti. Se le proposte diventeranno legge, i lobbisti professionisti dovranno dichiarare il loro contatto con membri del parlamento scozzese e ministri. Al momento della registrazione, il nome del lobbista e suo datore di lavoro saranno resi pubblici. L’elenco di incontri con parlamentari e ministri, nonché le questioni discusse, dovrebbe essere aggiornato ogni sei mesi. In caso contrario, potrebbero esserci sanzioni penali o un’indagine da parte del Commissario per gli Affari Etici nella pubblica amministrazione.

La proposta mira a mettere in luce un settore nel produttivo mondo del lobbying, settore che cerca di influenzare la politica del governo e i legislatori. Tuttavia, mentre gli attivisti accolgono il principio di un registro, il piano “light” è stato accolto con scetticismo. “Il governo ritiene che l’introduzione di un regime di registrazione che riguardi la comunicazione diretta, faccia a faccia dei lobbisti sia con deputati che con ministri sarebbe un prolungamento proporzionale dei registri ministeriali esistenti, con associato un aumento sostanziale della trasparenza“, secondo un documento ministeriale. In pratica, un proprietario di una multinazionale dovrà registrare gli incontri one-to-one con i ministri del governo scozzese. Tuttavia, se lo stesso individuo fa pressioni con altri mezzi, ad esempio via telefono, email o lettera, tale pubblicazione non è richiesta.

È emerso la settimana scorsa che Algy Cluff, presidente e amministratore delegato di Cluff Natural Resources, ha scritto al governo di recente circa la moratoria sul fracking. Voleva sapere se il divieto riguardasse la gassificazione del carbone sotterraneo nel Firth of Forth, di cui si occupa la sua azienda, in modo da poter informare gli azionisti.
Alex Neil, il ministro per la Pianificazione, ha informato Cluff in pochi giorni che il processo di gassificazione non fosse oggetto dalla moratoria. In base alla bozza del disegno di legge sul lobbying, Cluff sfuggirebbe al sistema di registrazione in quanto il suo contatto con Neil non era face-to-face.

I rapporti con funzionari pubblici e consiglieri speciali – che sono preziosi contatti per i lobbisti – non dovranno essere registrati. La Law Society, che rappresenta tutti gli avvocati che esercitano a nord del confine, ha messo in guardia le scappatoie nel proprio documento presentato alla consultazione: “Non capiamo perché le comunicazioni del lobbying face-to-face debbano essere inserite nel registro, ma gli accordi per telefono no. Noi crediamo che l’imposizione di un tale rigoroso limite sui canali di comunicazione rischi di portare al sistema discredito e potenziale critica. Limitando la registrazione agli incontri personali, vorremmo suggerire che le conferenze audio/video potrebbe fornire un metodo potenziale di elusione per coloro che possono, per un motivo o un altro, non desiderare di essere iscritti nel registro“.

Tamasin Cave, figura di spicco nell’associazione Alliance for Lobbying Transparency, dichiara: “È un errore fondamentale del governo concentrarsi solo sul contatto face-to-face con i lobbisti. I lobbisti sono proprio come il resto di noi – possono altrettanto facilmente alzare il telefono, o mandare una mail a un politico per provare a influenzarlo. Se vogliono avere una chiacchierata tranquilla, probabilmente eviteranno un incontro faccia a faccia, che debba essere comunicato al pubblico“.

Neil Findlay, un parlamentare laburista il cui disegno di legge sul registro dei lobbisti ha spinto il governo a presentare il proprio piano, è stato anche critico: “Tutto ciò che vorrebbe dire è che i lobbisti semplicemente continueranno a svolgere la propria attività tramite FaceTime, videoconferenza, social media, e-mail e altri incontri non-faccia a faccia. Vorrei consigliare il governo scozzese: tornasse al mio progetto di legge“.

Il Ministro per gli Affari parlamentari Joe FitzPatrick ha dichiarato: “Il Parlamento scozzese ha regole severe sul lobbying, e il governo scozzese ritiene che sia il caso di aumentare ulteriormente la trasparenza. Crediamo che registrare il lobbying diretto nei confronti di membri del parlamento scozzese e ministri sarebbe una misura proporzionata e ragionevole“.

Fonte: Herald Scotland

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