Paola Friargiu

Chi conosce il Decreto legislativo 10 marzo 1998-N° 75 relativo all’ istituzione di “Zone franche” e se la Sardegna sfruttasse questo decreto ?

Ma i nostri politici sono al corrente ? O fanno finta di niente ?

Decreto Legislativo 10 marzo 1998, n. 75
“Norme di attuazione dello statuto speciale della regione Sardegna concernenti l’istituzione di zone franche” pubblicato nella Gazzetta Ufficiale n. 81 del 7 aprile 1998

IL PRESIDENTE DELLA REPUBBLICA
Visto l’articolo 87, comma quinto, della Costituzione;
Vista la legge costituzionale 26 febbraio 1948, n. 3, che ha approvato lo statuto speciale della regione autonoma della Sardegna;
Vista la proposta della commissione paritetica prevista dall’articolo 56, primo comma, della legge costituzionale 26 febbraio 1948, n. 3, nonche’ il parere del consiglio regionale della Sardegna;
Vista la deliberazione del Consiglio dei Ministri, adottata nella riunione del 4 marzo 1998;
Sulla proposta del Presidente del Consiglio dei Ministri e del Ministro per la funzione pubblica e gli affari regionali, di concerto con i Ministri del tesoro, del bilancio e della programmazione economica e delle finanze;
E m a n a il seguente decreto legislativo:
Art. 1
1. In attuazione dell’articolo 12 dello Statuto Speciale per la regione Sardegna approvato con legge costituzionale 26 febbraio 1948, n. 3, e successive modificazioni, sono istituite nella regione zone franche, secondo le disposizioni di cui ai regolamenti CEE n. 2913/1992 (Consiglio) e n. 2454/1993 (Commissione), nei porti di Cagliari, Olbia, Oristano, Porto Torres, Portovesme, Arbatax ed in altri porti ed aree industriali ad essi funzionalmente collegate o collegabili.
2. La delimitazione territoriale delle zone franche e la determinazione di ogni altra disposizione necessaria per la loro operativita’ viene effettuata, su proposta della regione, con separati decreti del Presidente del Consiglio dei Ministri.
3. In sede di prima applicazione la delimitazione territoriale del porto di Cagliari e’ quella di cui all’allegato dell’atto aggiuntivo in data 13 febbraio 1997, dell’accordo di programma dell’8 agosto 1995 sottoscritto con il Ministero dei trasporti.

Allego: lettera aperta al popolo sardo, dopo 60 anni di chiacchiere…

– La cancelliera Angela Merkel sul giornale tedesco“Der Spiegel” di due mesi fa ha sostenuto che:…“Se i politici Sardi non dormiranno, la zona franca in Sardegna potrà diventare a breve una realtà “ !
L’ Italia e l’ europa attraversano una grave crisi economica e la Sardegna può uscire dalla crisi prima e meglio degli altri paesi a patto che vengano delimitati immediatamente i confini delle zone franche istituite dal Dlgs 75/1998 nei porti di : Cagliari, Olbia, Oristano, Portotorres, Portovesme e Arbatax da parte delle autorità portuale ai sensidell’ art.8 c .3 lett. N della legge 84\94
– I politici sardi che si sono succeduti alla guida della regione Sarda per 60 anni, non hanno capito o meglio hanno fatto finta di non capire che il regime fiscale dei punti franchi in Sardegna é identico al regime fiscale previsto (attualmente) per il territorio dove insiste il comune di Livigno “il comune più ricco d’ Italia” che nasce come territorio extra doganale ed extra territoriale proprio perché equiparato / assimilato dalla legge 43\73 art. 2 cm 4 ai punti franchi autorizzati dalla normativa comunitaria ai sensi dell’ art. 167 del regolamento N° 2913 del 12. 10.1992 del consiglio, con il quale è stato emanato il codice doganale della comunità Europea.

IL REGIME FISCALE DI FAVORE riguarda:
– I tributi doganali (Dpr 43\75)
– Le accise (Dpr 504\95)
– L’ IVA (Dpr 18\2010)
– Gli altri benefici fiscali previsti dall’art. 8 della legge 3\1948 come da ultimo modificata dall’ art. 1 cm 83478935della legge 296\06
– I benefici previsti dalla normativa comunitaria per gli altri punti franchi e zone franche istituite nella comunità europea.

LA CERTEZZA DEI DIRITTI CHE VOGLIAMO RIVENDICARE E’ RACCHIUSO NEL SEGUENTE RAGIONAMENTO LOGICO GIURIDICO .
– Se il comune di Livigno (il più ricco d’ italia) attualmente beneficia di un regime fiscale di esenzione da determinati tributi (Doganali, accise, IVA) solo perché il suo territorio è stato assimilato ai punti franchi della Sardegna (ai sensi del Dpr 43\73) e per via dello stesso regime giuridico\fiscale di cui beneficia il comune di Livigno, compete ai territori della sardegna dove è presente lo stesso fenomeno: “rischio di spopolamento”a cui si è inteso porre rimedio.
60 anni fa con la legge costituzionale N° 3\1948 che ha previsto l’istituzione di punti franchi, regolamentati e resi operativi con il Dlgs 75\ 1998
L’istituzione dei punti franchi è stata concessa alla Sardegna nel dopoguerra dalla Comunità Internazionale, e successivamente dalla Comunità Europea ai sensi dell’ art.299 parag, 2 del trattato CEE, modificato daltrattato di Amsterdam, dove si prevedeva l’istituzione di zone franche come “DISCRIMINE POSITIVA” in favore delle regioni ultra periferiche a scarsa densità demografica,
– (discrimine positiva) atta a compensare i sovra costi di trasporto nei territori destinatari ritenuti meritevoli di“specifici aiuti utili allo sviluppo economico e alla coesione sociale”.
I territori in cui insistono le zone franche e i punti franchi, sonosono considerati come territori extra nazionali, e pertanto giuridicamente collocati fuori dalla influenza politica e dai tributi imposti dallo stato italiano, territori che i nostri Padri Costituenti intendevano salvaguardare con la “dichiarazione di autonomia” contenuta nella legge costituzionale N°3\1948.

Utilità delle zone franche in Sardegna:

Il decollo delle zone franche in sardegna eviterà l’attuale progressivo impoverimento e spopolamento del territorio della Sardegna, dove è a rischio di estinzione la lingua e la cultura del popolo Sardo, considerata dagli storici la cultura più antica sviluppatasi attorno alle rive del mar mediterraneo.
Oggi più di ieri è necessario far decollare “subito” l’opportunità della zona franca, opportunità che, come precisato dalla cancelliera Angela Markel, diventa l’unico sistema utile a veicolare risorse derivanti da nuovi insediamenti produttivi, sistemi che, avvantaggiandosi di un sistema tributario favorevole, potranno produrre, con l’ allargamento della base produttiva, l’ innalzamento verticale e immediato dei livelli occupazionali.
Le zone franche istituite nei porti di Cagliari, Olbia, Oristano, Portotorres, Portovesme ed Arbatax e le zone funzionalmente collegate, copriranno l’ intero perimetro dell’isola e potranno ospitare tutte le attività di commercializzazione e trasformazione delle merci e dei prodotti sardi e di quelli provenienti da da ogni parte del mondo e destinate a essere esportate senza per questo dover pagare tributi e dazi doganali.
Solo così si realizzerà la vera “RINASCITA” economica e sociale dell’ isola, basata sulle imprese che potranno:
1) commercializzare direttamente e a “burocrazia zero” le merci e i prodotti importati e delocalizzati in sardegna e destinati alla loro esportazione in aree extracomunitarie.
2) Trasformare i prodotti e le merci importate e da esportare in europa, nel    rispetto della normativa comunitaria
3) Importazione senza dazi di impianti macchinari e attrezzature destinati alle attività produttive dei prodotti tipici regionali collegate col settore turistico.
4) Esenzione totale di ogni tipo di tributo delle merci commercializzate da imprese localizzate in Sardegna da immettere al consumo finale locale in funzione di valorizzazione del settore turistico.
5) concessione in deroga alla attuale normativa bancaria di particolari misure di “liberalizzazioni” a favore delle imprese localizzate in sardegna ed operanti nel campo della commercializzazione internazionale di merci e prodotti.

In conformità a quanto previsto in altre zone franche del mondo, la priorità degli insediamenti sarà riservata alleimprese Sarde che avranno gli uffici operativi e di rappresentanza racchiusi nel perimetro della zona franca, e successivamente a tutti gli altri operatori Italiani e stranieri in possesso delle “garanzie” che saranno dettate da appositi “regolamenti produttivi” in zone e punti franchi chiamati oggi “FREE ZONE”.

A noi sardi spetta ora il compito di imporre alla Giunta regionale sarda e al Governo centrale di Roma, la volontà di un Popolo unito e consapevole dei propri diritti !!!

Fonte: http://sovranidade.org/?p=3579

Commenta su Facebook