Di Desenele (Opera propria) [Public domain o CC BY-SA 3.0 (http://creativecommons.org/licenses/by-sa/3.0)], attraverso Wikimedia Commons

 Decisione da sottolineare per la catena di “supermercati discount” Lidl del Regno Unito che, prima nella nazione, ha affermato di voler garantire ai propri dipendenti il pagamento di una tariffa oraria che corrisponda al salario minimo. Ma non quello da 7,20 sterline l’ora fissato dal governo inglese e dal ministro delle finanze George Osborne a partire dall’aprile 2016 (National Living Wage), bensì quello suggerito dallaLiving Wage Foundation a 8,20 sterline l’ora. Lidl ha comunicato che l’adeguamento degli stipendi a questo nuovo regime avverrà a partire dal prossimo ottobre perInghilterra, Scozia e Galles, e – visto l’alto costo della vita nella capitale britannica – a Londra considererà un incremento fino a 9,35 sterline l’ora.
La notizia, riportata da BBC online, arriva dopo anni in cui Lidl Stiftung & Co KG è stata accostata a politiche di bassi salari per i lavoratori e, accusata di sfruttarli, è stata fatta oggetto di campagne di boicottaggio. La sezione britannica della multinazionale tedesca cerca cosi di proporsi con un segno opposto, tanto che la dirigenza ha potuto affermare che i suoi dipendenti saranno i meglio pagati del settore supermercati: il 53% dei dipendenti Lidl del Regno Unito (17 mila) di tutte le fasce d’età beneficeranno del nuovo salario minimo, mentre il provvedimento del governo riguarderà solo i cittadini che abbiano superato i 25 anni di età.
Fonte: http://www.valori.it/internazionale/salario-minimo-la-mossa-di-lidl-uk-9630.html
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