La valanga euroscettica e nazionalista si ferma a Londra. Sadiq Khan sgomina il conservatore Zac Goldsmith. Ma su di lui grava l’ombra di essere accomodante con l’estremismo islamico

Londra incorona il suo primo sindaco musulmano. Sadiq Khan ha sgominato il conservatore Zac Goldsmith segnando un primato che deve suonare come un monito per tutta l’Europa.

Secondo Sky News avrebbe ottenuto il 44% dei voti, contro il 35% di Goldsmith. Poco è importato ai londoners se in passato ha rappresentato figure controverse come il leader del gruppo “Nation of islam” Louis Farrakhan o se su di lui pesa l’accusa di essere accomodante con l’estremismo islamico. Il 45enne deputato laburista, ex avvocato dei diritti umani figlio di immigrati pachistani, incarna infatta il nuovo volto di una metropoli con 8,6 milioni di abitanti in cui il 44% della popolazione appartiene a minoranze etniche.

La valanga euroscettica e nazionalista si ferma a Londra. Il voto nazionale è importante per capire quanto pesa sul premier conservatore David Cameron la spaccatura interna al partito sul referendum del 23 giugno sulla Brexit e quanto pagherà dazio il nuovo leader della sinistra anti-austerity, Jeremy Corbyn, le polemiche sull’antisemitismo che hanno travolto nel Labour un suo vecchio alleato, l’ex sindaco Ken Livingstone. Ma il premio in palio che conta, per quanto relativamente indicativo sugli equilibri elettorali nazionali, resta Londra: la metropoli cosmopolita che traina l’intero Paese e che di anno in anno diventa sempre più multicolore. Khan ne è l’emblema. Prima si è fermato fra le case popolari di Henry Prince estate, nel quartiere di Wandsworth, dove è cresciuto quinto di otto figli nati da una coppia di immigrati pachistani. Il padre, per anni, ha fatto l’autista degli autobus, mentre la madre faceva la rammendatrice. “Si riparte dal luogo in cui sono cresciuto – ha twittato da lì – per mettere riparo alla crisi degli alloggi creata dai Tory”. Poi, con la consorte Saadiya, si è presentato sorridente nel seggio di Streatham, sempre a sud del Tamigi. Nelle stesse ore, nel sobborgo esclusivo di Barnes, accompagnato dalla seconda moglie, l’ereditiera Alice Rotschild, arrivava il suo rivale conservatore Zac Goldsmith. Il rampollo dorato le ha tentate tutte per cercare di rovesciare: dalla campagna referendaria anti-Ue, al fianco dell’uscente e popolare Boris Johnson, alla deriva estremista che potrebbe prendere una Londra nelle mani del primo sindaco islamico.

Esponente moderato del Labour che con la svolta radicale di Corbyn non si trova nemmeno troppo a suo agio e sul quale un imam di Bradford ha scagliato addirittura nel 2013 unafatwa per il “sì” blasfemo alla legge sulle nozze gay, Khan rivendica la sua storia: “La mia visione è semplice: dare le stesse opportunità a tutti i londoners. Opportunità che in tanti si attendono da lui nelle zone a sud e a est della capitale in cui i musulmani sono il 20-30% e gli inglesi bianchi (non più del 45% di tutta la popolazione urbana attuale) una minoranza quasi residuale. Un esempio è Hackney, che di moschee ne ha ben quattordici.

Fonte: Il Giornale.it

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