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Romania: Antonescu attacca Bruxelles, non riceviamo ordini dall'esterno

(ASCA) – Roma, 13 lug – La Romania e il suo capo di Stato ”non ricevono ordini” dall’esterno. E’ la dura replica del presidente ad interim Crin Antonescu, espressa oggi nel corso di una conferenza stampa a Bucarest nei confronti di Bruxelles. ”Voglio essere chiaro una volta per tutte: il presidente della Romania, anche provvisorio, non riceve ordini o disposizioni da chiunque, se non dal Parlamento e dal popolo romeno”, ha dichiarato il segretario del Partito Nazionale Liberale, all’indomani dell’incontro tra il premier romeno Viktor Ponta e il presidente della Commissione Jose’ Manuel Barroso dopo la destituzione di Traian Basescu, votata dalla ”Casa del Popolo” la scorsa settimana.

Il j’accuse e’ rivolto alla lettera con la conferma degli impegni che il primo minsitro Ponta avrebbe preso ieri davanti ai leader dei Ventisette e del Consiglio Ue, attesa da Barroso ”al massimo entro le 18 di lunedi”’. Le misure, secondo qualificate fonti europee, riguarderebbero 11 punti tra cui ”il rispetto dello stato di diritto e l’indipendenza del sistema giudiziario” nel Paese e ”il ripristino della fiducia” in un sistema politico di cui ”preoccupa” il livello di corruzione”.

Ad intensificare le tensioni, inoltre, l’ipotesi ventilata questa mattina da alti funzionari Ue secondo cui l’Unione sarebbe pronta a varare un pacchetto di sanzioni nei confronti delle autorita’ di Bucarest se la crisi politica in atto dovesse intensificarsi. ”Se la situazione dovesse peggiorare”, hanno precisato le fonti, Bruxelles potrebbe perfino ricorrere all’articolo 7 del Trattato di Lisbona che prevede la sospensione di alcuni diritti, tra cui quello di voto in seno al Consiglio europeo.

Le dure parole di Antonescu seguono le ”preoccupazioni” fomulate a piu’ riprese nei giorni scorsi dalla stessa Commissione Ue a proposito della rapidita’ dell’iter che ha portato in una settimana alla destituzione di Basescu e alla sostituzione dei vertici di Camera e Senato. Dal canto suo il premier Ponta era tuttavia intervenuto assicurando che la Romania restera’ ”un paese stabile nel quale viene rispettato in pieno lo stato di diritto”. ”Tengo molto all’immagine di una Romania democratica, in grado di risolvere il dibattito interno con il voto politico e popolare”, aveva ribadito ieri a Bruxelles nell’ambito di un’offensiva diplomatica mirata ad alleviare le preoccupazioni dei partner europei e americani.

Ad infuocare gli animi, infine, l’annuncio dell’invio di una delegazione dell’Assemblea parlamentare del Consiglio d’Europa guidata dal presidente Jean Claude Mignon per il 18 e 19 luglio. Secondo l’agenda, programmata in giornata, Mignon sara’ accompagnato dal parlamentare svizzero Andreas Gross, presidente del gruppo socialista, e da Anne Brasseur, presidente dei liberaldemocratici. (fonte Afp).

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