di Olive Farmer
Traduzione di Anticorpi.info
Ordo ab Chao: ordine dal caos.
Spero che mi si perdoni per come dipingo questa Grecia, questa Creta dove ho casa e spero di restare; dove ho la mia fattoria di olive, coltivo le mie verdure, insegno la mia lingua e sento sotto i piedi le radici di una delle prime civiltà del mondo, percependo nelle anime della brava gente le vestigia di qualcosa un tempo possibile per il mondo, qualcosa che tornerà ad essere possibile.
La storia di questo luogo è storia di invasioni, resistenza, brutalità contrapposta alla caparbietà di spiriti indomiti. E’ un luogo pregno di una tradizione di condivisione, di comunità, di accoglienza, di vita per lo più senza legge e tuttavia senza illegalità. Non perfetto, ma forse migliore, più felice che altrove; più semplice; certamente più sano.
E’ anche un luogo dove l’invasione silenziosa è passata inosservata, proprio come nel resto del mondo. Una invasione sottile e discreta che è avanzata strisciando lungo i corridoi del potere delle democrazie del mondo, celata dietro una apparente libertà, mentre lentamente e inesorabilmente serrava la sua morsa attraverso la schiavitù del debito, la manipolazione del pensiero, il diritto, la fiscalità, il graduale rafforzamento di qualsiasi restrizione. Questo serpente del male ha celato abilmente il suo segreto grazie al silenzio dei suoi servi, e anno dopo anno ha usurpato ogni istituzione dello Stato, ogni meccanismo sociale, trasformando e rimodellando il destino della umanità.
Questo è il nostro nemico, possa esso vivere a lungo e trovare la bellezza e l’amore e il perdono della umanità, e così la sua redenzione.

Come ovunque, anche questa Grecia è un luogo dove individui immorali, indegni, avidi, hanno serrato le labbra intorno al capezzolo del potere, tradendo i loro connazionali e la possibilità di un mondo meraviglioso per ottenere una manciata di robetta unita al falso rispetto tributato loro dai compagni di perdizione o dagli stupidi ossequiosi.

Questi servitori della cleptocrazia globale sono oggi impegnati nella realizzazione degli ultimi punti allo ordine del giorno dei padroni. Dopo aver impoverito i loro connazionali con la menzogna del debito pubblico, finto denaro creato dal tocco del tasto di un computer nella divisione bancaria della cospirazione globale, adesso cercano di condurre il loro paese alla rivoluzione violenta.
Sono tutti traditori.
La rivoluzione violenta del mondo arabo è stata organizzata mediante elementi ormai estremamente facili da riconoscere, una volta compresa la strategia del nemico.
In primo luogo, creare condizioni che causino una grande ondata di malcontento popolare. Di solito questo malcontento prende la forma di manifestazioni pacifiche. L’umanità non ha mai cercato lo scontro armato; la guerra è il grande piacere dei padroni del mondo mentre giocano il loro grande gioco.
In secondo luogo, infiltrare tra i manifestanti gruppi di provocatori che si scontrano con la polizia, distruggono tutto ciò che possono, posano per i mass media fingendo di essere ‘anarchici’ o estremisti religiosi, lanciano bombe molotov contro poliziotti che puntualmente la scampano, miracolosamente e in ogni caso. Quante volte avete visto riprese di poliziotti trasformati in torce umane dalle molotov, con le telecamere sempre pronte a immortalare ogni istante? Sembra quasi che vi sia un qualche strano accordo tra i poliziotti e le molotov.

In terzo luogo – come era ed è testimoniato da tutto il mondo arabo – incoraggiano la polizia ad usare metodi sempre più brutali in risposta alle proteste, e ad un certo punto cominciano a uccidere i manifestanti. Come abbiamo visto in Egitto, in Tunisia, in Libia, in Bahrain e nello Yemen e Siria, in Thailandia, in Georgia – in troppi luoghi da poterli elencare tutti – la agenda globale segue sempre lo stesso prevedibile schema.

Questa terza fase rimesta il sangue del popolo, crea martiri, lascia emergere la brama di vendetta, provoca la violenta reazione popolare contro le mire dei padroni. E dalla conseguente violenta “rivoluzione” ecco giungere il caos da tempo pianificato.
E’ così semplice, così evidente, così monotono nella sua regolarità che ci si aspetta che tutti possano vedere distintamente il disegno, che tutti lo riconoscano, che nessuno si sogni di reagire nel modo in cui i padroni si aspettano che la gente reagisca, e invece la reazione prevista alla fine si verifica.
Finora.
Forse questo luogo, questa Grecia, forse queste persone possono cambiare il corso della storia, possono assumersi la responsabilità di guidare il mondo verso una nuova civiltà. Perché no? L’hanno già fatto, molti secoli fa.
Come specie, l’umanità sta giungendo alla comprensione degli errori commessi in passato. Stiamo diventando consapevoli dei danni che arrechiamo alla nostra madre terra e a noi stessi. Stiamo cominciando a capire chi e che cosa si celi dietro tutto questo male, e stiamo comprendendo nel profondo delle nostre anime che siamo in molti e che il mondo potrebbe essere nostro se solo lo volessimo; un luogo di bellezza, di amore, di sicurezza, di amicizia e armonia.
Non sarà facile, tuttavia il grande premio è ancora alla nostra portata; un futuro bello ci aspetta, la opportunità di creare un luogo da tramandare orgogliosamente ai nostri figli e nipoti.
Quindi, come possiamo combattere questo grande male, questo serpente che ci tratta come giocattoli e ci manipola portandoci alla rovina?
Possiamo lottare con la più grande arma che abbiamo, l’unica da cui è impossibile difendersi, la sola cosa realmente temuta dal serpente, la cosa su cui la umanità può costruire il suo futuro. Questa cosa si chiama amore.
In termini pratici l’umanità dovrebbe iniziare a combattere questa battaglia tra il bene e il male. Il mondo come lo conosciamo è stato decostruito davanti ai nostri occhi e il Nuovo Ordine Mondiale si sta preparando, con noi come strumenti, a seguire la strada per l’Armageddon ormai distintamente visibile. Dovremo compiere un lungo cammino verso l’ultima battaglia vaticinata dagli antichi. Il nostro nemico è organizzato. I suoi piani sono il risultato di una lunga gestazione e viaggiano molto in anticipo rispetto alla nostra comprensione.
L’umanità è in guerra, ma fino a quando le bombe non inizieranno a cadere molti di noi si rifiuteranno di ammetterlo.
Il nemico è alle porte.
Il nemico è ormai noto.
Esso ha preso il controllo delle leve del potere, indisturbatamente, per via della nostra negligenza. E’ il nostro esercito, la nostra legge, la nostra polizia, la nostra burocrazia, i nostri soldi, i nostri media, il nostro sistema educativo, in molti casi le nostre stesse menti ed i nostri pensieri. Il nemico ha ingoiato il cuore e l’anima dei nostri fratelli e sorelle che servono questo grande male.
Dobbiamo riprenderci i nostri cuori e le nostre anime, prima che sia troppo tardi, che diventiamo schiavi perpetui di questo incubo.
In Grecia non si tratta di debiti immaginari, di patetiche manovre politiche, non si tratta della sicurezza del lavoro e della pensione; non si tratta di alcuna di queste cose. Sebbene ognuna di esse appaia essenziale in questo momento, sono solo singole tessere di un mosaico strategico molto più ampio, misure finalizzate allo ottenimento di una reazione popolare violenta, che precipiti la società nel caos.

Se potete, ignorate tali provocazioni.

Concentratevi sul problema.
Solo così potrà inaugurarsi una nuova civiltà mondiale.
Dopotutto, non sarebbe la prima volta.
E se si inizierà ad agire intorno alla sola idea di amore, e se si coinvolgeremo coloro che sono stati risucchiati dal sistema, richiamandoli ad un dovere più grande, a quel punto niente più polizia antisommossa, armi spianate e falsità mediatiche. Tutti costoro ci seguiranno, pronti a trovare insieme il cammino verso il futuro.
E se mi lasci, sarò lì.
Amore a tutti voi,
Olive Farmer
Xenos.

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Articolo pubblicato sul sito Olive Farmer
Link diretto all’articolo:

http://olivefarmercrete.blogspot.com/2011/06/greek-revolution-or-greek-civilisation.html

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