Tutto secondo copione. Il Senato ha approvato in prima lettura il disegno di Legge di Riforma del Mercato del Lavoro, che passa ora alla Camera. Il presidente del Consiglio, Mario Monti, che è anche senatore a vita, ha partecipato alla votazione: «È una riforma di profonda struttura, che è stata accompagnata da dibattiti intensi in tutto il Paese». A chi gli chiedeva se il provvedimento arriverà blindato anche alla Camera ha risposto: «A noi interessa il buon esito della riforma: faremo le valutazioni che saranno necessarie, siamo molto incoraggiati dal successo del Senato». Infatti, la maggioranzo Pdl-Pd-Terzo Polo ha mantenuto la sua compattezza. Il testo, diviso in quattro emendamenti per evitare un unico e troppo corposo maxi emendamento, ha superato quattro voti di fiducia prima del voto finale. Hanno votato a favore 231 senatori, contro 33, 9 gli astenuti. La ‘madre’ della riforma, la ministra Elsa Fornero, afferma che con la riforma del mercato del lavoro l’articolo 18 diventa «europeo» e non «cancella le garanzie per i lavoratori». «Direi che sono soddisfatta» aggiunge Fornero per la quale il provvedimento è «un tassello importante di azione a più vasto raggio di riforma che deve interessare molti altri aspetti del vivere e dell’operare nel Paese nel mondo nel lavoro e nelle attività produttive in modo che sia possibile lavorare qui e attraente investire in questo Paese».

La Cgil continua la sua protesta con presidi a Roma e in altre città, ma ancora crede che sia possibile modificare il testo con l’appoggio del Pd alla Camera e non parla di sciopero generale: «Lanciamo un appello alle forze politiche e al Parlamento affinchè si valuti attentamente cosa si sta facendo. È proprio necessario andare avanti con questo disegno di legge?».

La Federazione della Sinistra, che ieri con alcuni ex senatori ha ‘portato’ in aula la voce dei lavoratori (lancio di volantini “Giù le mani dall’articolo 18!”), parla di “pessima legge” e invita le forze politiche e sociali a mobilitarsi per contrastarla. «Per lavoratrici e lavoratori oggi è una brutta giornata». Affermano Manuela Palermi e Roberta Fantozzi, responsabili Lavoro Pdci e Prc. «La pessima legge Fornero passa al Senato votata da un parlamento che ha voltato le spalle ai lavoratori. Chiediamo a tutte le forze di sinistra di mettere in campo la più ampia mobilitazione contro il Ddl Fornero, le politiche inique e recessive del governo, per il futuro dei cosiddetti ‘esodatì. L’Italia di Monti non si fonda più sul lavoro, ma sul suo sfruttamento, sulla disoccupazione e la precarità. Il 14 giugno – giorno in cui dovrebbe terminare l’iter parlamentare – terremo un’assemblea pubblica sotto Montecitorio. Se il Ddl diventasse legge – concludono Palermi e Fantozzi – un minuto dopo la FdS promuoverà un referendum contro gli articoli 8 e 18 e lavorerà perchè si costruisca uno schieramento referendario, il più ampio possibile, di tutti i soggetti e di tutte le forze che si sono battuti contro questa indegna controriforma».

Fonte: http://www.controlacrisi.org/notizia/Lavoro/2012/5/31/23064-riforma-del-lavoro-il-senato-approva-prc-e-pdci-brutta/

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