Che il clima fosse incandescente lo si sapeva già e lo so sapeva anche Renzi che ha preteso dalle forze dell’ordine la blindatura delle zone dove lui sarebbe passato.

Così l’uomo che solo due anni fa gridava ai quattro venti che la sua “scorta era la gente”, oggi si nascondeva dietro un dispiegamento di forze mai visto prima a Catania. Ma non è bastato.

Ad attenderlo c’erano oltre 1000 persone tra giovani e meno giovani che si sono riuniti e hanno sfilato in corteo con bandiere, scandendo slogan contro il governo, ma soprattutto contro il premier, che però sono stati bloccati dal cordone delle forze dell’ordine piazzato alla fine di via Umberto davanti alla Villa Bellini di Catania, dove Matteo Renzi stava facendo il suo l’intervento di chiusura della Festa nazionale dell’Unità.

C’è una Catania che dice no a Matteo Renzi e al referendum costituzionale. I manifestanti urlavo slogan a favore del No alla riforma costituzionale, contro la buona scuola, il rapporto con l’Europa, la mancanza di lavoro e la scarsa attenzione verso le fasce deboli. Lo slogan più gettonato è stato “Cacciamo Renzi” che campeggiava sullo striscione che apriva il corteo, ma anche “Renzi vai a casa”. L’obiettivo dei manifestanti era di attirare l’attenzione e mettere al centro del dibattito l’opposizione al governo Renzi.

La manifestazione si è mantenuta pacifica fino all’incrocio tra la via Umberto e via Etnea.Qui la polizia aspettava i manifestanti con un doppio cordone in assetto antisommossa. Alla testa del gruppo però c’erano i ragazzi dei centri sociali, alcuni arrivati da Palermo in pullman. Vicino all’angolo con via Savia, alcuni di loro hanno indossato caschi, e passamontagna, andando incontro alla polizia che era già pronta alla carica, non  ascoltando l’invito degli altri manifestanti a fermarsi. Tutto è durato solo pochi minuti, ma molto violenti, con lanci di bottiglie e bombe carta da un lato e manganellate dall’altro.

Lo scontro è terminato con il fermo di due giovani che sono stati denunciati per resistenza. Qualche anziano ha condannato il gesto, ma la maggior parte dei partecipanti ha inveito contro le forze dell’ordine per la troppa determinazione e violenza usata.

Un drappello di partecipanti, in serata si è recato in Questura per esprimere solidarietà ai due fermati. Renzi, dal palco della festa dell’Unità non ha perso occasione per commentare: “Chi fuori da qui con strumenti propri della cultura antagonista ha cercato di rovinarci la festa, non rappresenta una cultura antagonista, ma è nel solco di chi ha storicamente negato alla sinistra una ragione di esistere. Quelli che contestano e spaccano tutto non hanno in testa il futuro dell’Italia”.

I facinorosi sono sempre da condannare, ma dalle immagini di questo video, si vede solo gente stufa di questo governo e del premier, il cui solo scopo era di essere ascoltati.

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