renzi ovetto kinderSecondo l’ex-ambasciatore indiano Melkulangara Bhadrakumar, in relazione al nuovo atteggiamento bellicista di Obama e degli USA nei confronti della Siria, che vede “la sinergia sviluppatasi tra l’amministrazione Obama e il Campidoglio sulla Siria, riflettersi nella visita del presidente francese Francois Hollande a Washington, questa settimana. Ciò che emerge è che Obama vedrebbe Hollande come il solo uomo giusto al momento di prendersi quei rischi in Siria (e Libano) che, per esempio, il primo ministro inglese David Cameron e la cancelliera tedesca Angela Merkel vorrebbero evitare”. Se diamo credito ad un’analisi vigente in questi momenti, secondo cui il neo-defenestrato ‘giovane’ premier Enrico Letta rappresentava gli interessi tedeschi in Italia, e quindi, di riflesso, una posizione prudente sul piano internazionale, soprattutto verso la Siria e l’Iran; allora si potrebbe interpretare l’ascesa a palazzo Chigi dell’ancora più giovane neopremier Matteo Renzi, ritenuto amiccissimo sia degli USA (riflesso anche dal suo ‘fonzismo’ anacronistico e fuori tempo massimo), e sia soprattutto d’Israele, tramite il suo ‘consigliere economico’, l’israelo-statunitense Yoram Gutgeld, come un passo dell’Italia verso l’asse bellicista Washington-Parigi-TelAviv-Ryadh, che brama una resa dei conti in Siria, anche perché la sconfitta militare islamo-atlantista in Siria rappresenterebbe il colpo mortale all’egemonia statunitense, regionale e mondiale. Infatti, l’Arabia Saudita subirebbe un terrificante contraccolpo socio-economico-politico interno con il rientro delle decine di migliaia di terroristi obnubilati che ha spedito in Siria e Iraq, destabilizzandola internamente. E poiché, dal 1973, il valore del dollaro USA si basa sul petrolio estratto in Arabia Saudita, cementando gli interessi strategici regionali tra la superpotenza statunitense e la casta parassitaria compradores saudita, con la destabilizzazione saudita Washington non solo vederebbe crollare la sua egemonia regionale, con l’Arabia Saudita che sparisce nel nulla e  Israele ‘egizianizzarsi’ nascondendosi sotto le sottane di Santa Madre Russia, ma inoltre Washington vedrebbe anche collassare la propria egemonia mondiale, incentrata sul grande inganno dei petrodollari sauditi spacciati per verdoni della Federal Reserve. A quel punto, gli USA senza il pilastro saudita dei petrodollari, inizierebbero a vacillare seriamente, con furiose spinte interne verso un isolazionismo conservatore che farebbe sparire, in un colpo, sia le aspirazioni bellicisto-hollywoodiane dell’industria strategica statunitense, sia le foie egemoniste pseudoculturali del circo massmediatico-hollywoodiano, che ha quale ferro di lancia la stramba melassa ideologica comprendente dirittumanitaristi, neonazisti, gay, matrimoni per tutti, islamisti, democraticisti televisi (come il suddetto fonzismo del Renzy), Soros e altri miliardari ‘filantroposti’ a senso unico, movimentismi casinisti (tipo M5S) e altra simile paccottiglia.

E proprio puntando alla paccottiglia, abbondante nel quadro politico-mediatico dell’Italia post-berlusconiana (sì, siamo nella fase post-berlusconiana, e nessuno se n’è accorto), che Washington potrebbe aver nominato al governo un emerito bimbominkia allucinato dalla narrativa usraeliana. In effetti, tutto ciò sarebbe l’ideale riproposizione dell’operazione che comportò la liquidazione del tardo-democristiano bancocratico Romano Prodi, per sostituirlo con quel vecchio guerriero freddo di Francesco Cossiga, il cui compito era fare dell’Italia la base principale dell’attacco USA/NATO alla Jugoslavia pochi mesi dopo, nel 1999. Il repentino passaggio di poteri tra il sempre-vecchio Letta e il giovane sciampagnino Renzi, è un passo che avvicina Roma all’asse bellicista Obama-Hollande-BandarbinSultan-Liberman e alla sua guerra alla Siria. Liberman è il ministro israeliano che non ha caso ha insultato il lustrascarpe euro-tedesco Martin Schultz, probabilmente e paradossalmente perché poco bellicista; quello scarso bellicismo che lui e la sua maitresse di Berlino indirizzano in Ucraina, come ha ribadito con prosa diplomatica l’orrido gargoyle Victoria Nuland, agente del Pentagono e dei Neocon cristiano-sionisti. Ma qui tutti si sono associati nel molestare gli Orsi eurasiatici su ben due fronti. Ma si ricordi che il doppio fronte non ha mai portato bene agli aggressori dell’Eurasia. Fronti quali sono l’Ucraina e la Siria, avamposti dell’Unione Eurasiatica e dell’Asse della Resistenza, ovvero degli incubi che evidentemente agitano i sogni di Washington e delle relative capitali vassalle d’eurabia…

Alessandro Lattanzio, 14/2/2014

Fonte: http://www.statopotenza.eu/10448/renzi-come-cossiga

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