Bambini di 8 anni “interrogati” sulla Tav. I genitori: “Inopportuno”

ROBERTO TRAVAN
TORINO

Ci sono stati scontri violenti durante le manifestazioni: pensi sia giusto? Ti fidi delle Forze dell’Ordine?» E ancora: «Pensi che il Tav sia un buon modo di spendere i soldi pubblici? Ti fidi di quelli che governano il nostro Paese?». Sono alcune delle 22 domande diffuse nelle scorse settimane agli scout Agesci in Val di Susa.

Al questionario – preparato da alcuni capi dell’associazione scoutistica cattolica – hanno risposto oltre 180 bimbi tra gli 8 e 11 anni e 250 ragazzi fino ai 21. Molti genitori hanno protestato giudicando l’iniziativa «inopportuna perché alcune domande erano sfacciatamente No Tav». Lo dice Gianluca Pitzianti, 43 anni «e dieci di scoutismo alle spalle». I suoi figli sono «lupetti» a Sant’Ambrogio. «Un gruppo affiatatissimo, i capi sono tutti ragazzi in gamba, volontari». Ma sul questionario non ha dubbi: «Domande complesse, faziose, certamente non adatte ai nostri bimbetti». E rincara: «Sbagliato affrontare la questione Tav in quei termini. Anzi, andava evitato perché i nostri figli sanno che molti loro capi sono No Tav e questa cosa ha probabilmente influenzato le risposte».

Questionario cassato, insomma. Simone Oliva, 29 anni, è uno dei responsabili dell’Agesci Valsusa. Non è sorpreso delle polemiche scatenate dal questionario. Ed è ovviamente molto dispiaciuto. «Ne abbiamo parlato nel Consiglio che raggruppa i capi dei nostri nove gruppi. Ci siamo resi conto, purtroppo, che alcune domande sono state formulate nel modo sbagliato: non era certo nelle nostre intenzioni». Non rinuncia però all’idea che fosse giusto affrontare il tema della Torino-Lione. «Non abbiamo fatto un sondaggio tra favorevoli e contrari all’Alta velocità ma solo cercato di capire quanto e come questo argomento (al pari di altri) viene vissuto dai nostri ragazzi. Perché viviamo in una valle da anni teatro di scontri e proteste, inutile nasconderlo».

Poi spiega: «Un tentativo di “misurare” la questione per calibrare, se necessario, la nostra proposta educativa». E ammette: «Molti di noi sono contro la Tav ma questo non c’entra nulla con lo scoutismo né con questa iniziativa a cui hanno lavorato anche persone favorevoli o semplicemente indifferenti all’opera». Qualcosa però è andato storto. «Pensavamo che il questionario anonimo ci avrebbe permesso di approfondire in poco tempo la questione. Abbiamo cercato di scrivere le domande nel miglior modo possibile: non ci siamo riusciti ma forse era proprio l’idea del questionario ad essere sbagliata». Le proteste – tutte garbate, va detto – sono serpeggiate un po’ ovunque in Valle. «Ne riparleremo con i genitori e i nostri ragazzi. Lo faremo, come sempre, nel rispetto delle posizioni di ognuno. E difendendo i valori che animano il nostro modo di fare scoutismo: dialogo, umiltà, rispetto».

Fonte: http://www3.lastampa.it/torino/sezioni/cronaca/articolo/lstp/453873/

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