Marco Cedolin
E’ umanamente comprensibile il fatto che che larga parte della sinistra stia tentando di nascondere la “calce e il carrello”, unitamente a lunghi anni passati a firmare dodecaloghi collaborando con coloro che fingeva di combattere, dietro il “bianco lenzuolo” costituito da liste civiche che in qualche misura le garantiscano una rinnovata verginità.
Meno comprensibile resta il fatto che questa verginità venga costruita attingendo al nome di un movimento che ha sempre lavorato per “il bene comune”, anche quando costoro ancora sottoscrivevano i patti con Confindustria, il TAV, le basi militari americane , gli inceneritori e le missioni di guerra Usraeliane. Soprattutto dal momento che “Per il Bene Comune” è un movimento politico il cui nome è registrato nelle liste elettorali e per legge non può venire usato da chi lo ritenga appetibile per operazioni di lifting e costruzione di specchietti per le allodole a basso costo e al “bene comune” la sinistra di “lotta e di governo”, negli ultimi anni ha guardato con occhio davvero troppo miope per poter sperare di farne una bandiera…..
Nuove liste. Prima mossa: rubare.
di Ufficio stampa PBC

Ferrara, 5 aprile 2012
‘E scandaloso che ci siano uffici elettorali che oggi hanno ammesso al voto liste palesemente abusive, con nomi appartenenti a uno schieramento politico già presentatosi alle elezioni politiche del 2008. Denominazioni depositate oltretutto presso l’Ufficio nazionale Marchi e Brevetti.’

La Presidente di Per il Bene Comune usa toni molto duri preannunciando consistenti richieste di risarcimento danni a tutte le liste abusive e ricorsi al TAR.

‘Ora che le liste sono state presentate è ancora più evidente il fatto che si tratta di raggruppamenti che fiancheggiano o sono espressione di SEL, Rifondazione, PD o IDV.’ Un enorme danno per un soggetto politico nato distinto e distante da tutti i partiti, di ogni schieramento: ‘E’ gravissimo quanto sta succedendo ad opera di una sinistra squalificata, senza programmi originali e corresponsabile dell’attuale situazione in cui si trovano i cittadini. Noi abbiamo elaborato un progetto nuovo per il paese, dirompente rispetto alla solita minestra riscaldata dei partiti di centro destra sinistra’ aggiunge Monia Benini.

‘Procederemo immediatamente e saremo inflessibili rispetto a chi si presenta all’insegna del furto del nostro nome, inquinando le nostre idee e annullando di fatto il lavoro svolto in quattro anni. Se il buon giorno si vede dal mattino…’ prosegue la Presidente di Per il Bene Comune.

‘ In Abruzzo nel 2009 facemmo rinviare le elezioni di due settimane con il nostro ricorso al TAR. Anche questa volta abbiamo la legge dalla nostra parte e sappiamo di essere tutelati. La cosa però che grida vendetta è che siano le comunità e quindi tutti i cittadini a dover sostenere gli eventuali costi che deriveranno dall’atteggiamento amichevole o quanto meno inadempiente degli uffici elettorali comunali che hanno autorizzato queste palesi violazioni, ma soprattutto dai capi e capetti locali di schieramenti politici che evidentemente non sono neppure stati capaci di inventarsi un nome originale, al momento del dover nascondere la loro vera identità.’

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