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di: Luciano Lago

Riepiloghiamo i fatti: il governo Monti, arrivato al vertice dell’esecutivo mediante un “golpe bianco”, appoggiato e diretto dalla finanza internazionale, in un momento di gravissima crisi economica, ha operato per salvaguardare gli interessi delle grandi banche e della finanza, attuando una politica di austerità e di prelievo fiscale che ha avuto il risultato di affossare decine di migliaia di piccole e medie imprese costrette a chiudere o a de localizzare all’estero, stritolando economicamente le famiglie italiane mediante tasse, imposte ed accise, oltre ai tagli di servizi pubblici e sottraendo alle famiglie italiane del ceto medio una buona parte del risparmio detenuto che era la principale risorsa e un vanto del paese. D’altra tutto questo era stato ampiamente previsto.

Questo è stato possibile grazie al vile sostegno fornito dalle forze politiche di centro, di destra e sinistra (i Bersani, i Berlusconi, Casini, Fini ecc.), nonché ai sindacati, che hanno mirato a salvaguardare i propri interessi e le proprie posizioni di privilegio indifferenti all’affossamento dell’economia italiana ed all’arretramento delle condizioni di vita dei cittadini italiani con la complicità dei vescovi e del Vaticano, che hanno manifestato il loro appoggio indiretto al governo Monti, ovvero a coloro che sono dichiaratamente al servizio degli interessi della finanza e delle banche a discapito delle classi disagiate,delle famiglie in difficoltà, dei poveri, proprio quelli che la Chiesa dovrebbe tutelare secondo il messaggio evangelico.

http://www.repubblica.it/politica/2012/12/27/news/osservatore_romano_con_monti_vuole_recuperare_senso_alto_e_nobile-49526773/?ref=HREA-1

Si sono visti poi gli effetti delle politiche di austerità sulle fasce deboli della società italiana con scivolamento in miseria di alcuni milioni di famiglie e si sono visti anche i miliardi elargiti dal governo a sostegno degli istituti bancari (MPS e Morgan Stanley) e dei fondi finanziari di Brussels (MES/EFSM). Una politica davvero “evangelica” quella svolta dal “governo tecnico”.
http://www.repubblica.it/solidarieta/cooperazione/2012/07/17/news/aumentano_i_poveri-39193256/

Vogliamo sperare che non tutti i cittadini italiani siano completamente intontiti e cloroformizzati dalla velenosa e sottile propaganda mistificatoria dei poteri dominanti che controllano i media ed utilizzano le TV per istupidire la parte meno acculturata e critica della popolazione con le “farse” tipo festival di S.Remo condotte da presentatori milionari (Fazio e Litizzetto) profumatamente pagati con soldi pubblici per “distrarre” l’opinione pubblica dai problemi essenziali quali il lavoro che non c’è, l’arretramento delle condizioni di vita e l’annientamento dei diritti operato dai signori del potere politico.
Risulta evidente (e neanche tanto nascosto) l’interesse delle centrali finanziarie di Brussels, Francoforte e Londra ad ottenere in Italia una prosecuzione del governo dei “fiduciari” delle banche per continuare l’opera di spoliazione ed inaugurare una fase di nuove “privatizzazioni” del patrimonio pubblico italiano che consentirà ai potentati finanziari ed alle grandi corporations estere di acquisire a prezzi di saldo aziende importanti come Finmeccanica, ENI, ENEL per ottenerne il controllo e fare profitti (come già avvenuto nel 93 grazie ai Mario Draghi, Amato, Ciampi, D’Alema e Prodi).
Operazione questa di cui si iniziano a vedere le prime avvisaglie con la magistratura che sembra operare per neutralizzare con provvedimenti giudiziari strumentali ad hoc la capacità di penetrazione sui mercati esteri delle aziende italiane. I magistrati italiani, nella loro infinita supponenza, hanno stabilito che non si devono pagare gli intermediari per ottenere le forniture di armi ed attrezzature su paesi come India e Nigeria (sic!!), non è necessario secondo loro, basta presentarsi, negli uffici dei committenti di quei paesi, con la giacchetta ben stirata, la cravatta in tinta ed i cataloghi in carta patinata degli elicotteri,accompagnati magari da un interprete del posto.
Quasi lo stesso che andare a vendere i tortellini ed il parmigiano reggiano all’estero, basta il marchio “made in Italy”.
Le persone con minimo senso critico avevano intuito da tempo che l’Italia aveva ceduto la sua residua sovranità nazionale alle centrali di potere sovranazionale ma forse non si immaginava una azione tanto pianificata di accaparramento delle risorse nazionali da parte della finanza predatoria attraverso i suoi fiduciari.
Nonostante tutto però, qualcosa ci dice che la “ciambella” non uscirà perfetta con il buco, come sperano i signori della finanza, visto che qualcuno inizia a fare le valigie e“fuggire” in Germania, come la ministra Fornero che si dice delusa ed “avvilita” dopo che ha massacrato i diritti all’aspettativa di pensione di tanta gente lasciata in mezzo alla strada e senza tutele. http://it.ibtimes.com/articles/43206/20130215/fornero-lascia-italia-avvilita.htm

Evidentemente la signora ha subdorato l’ambiente ed avrà visto le piazze riempite da Grillo, l’unico che riesce a canalizzare una massiccia protesta anti casta, quelle piazze che non ci fa vedere la TV di regime anche a Torino, la città della Fornero, di Fassino e degli Agnelli, segnali questi che non promettono niente di buono per i fiduciari della finanza. Questo perché quando è troppo e troppo e la gente sarà intontita ma non del tutto anestetizzata.
A nostro parere, alle elezioni bisogna andarci ma sarà importante dare un segnale non votando i partiti di centro, destra e sinistra che sono stati “compagni di merende” di Monti e dei suoi soci, corresponsabili dello sfascio e che adesso fingono di essere opposizione, molto meglio astenersi o dare il voto a formazioni minori che si siano espresse chiaramente contro il dominio della la finanza ed il partito assoluto dell’EURO e dell’”Europa che ce lo chiede”.
Sarà importante far suonare una “campana a morto” nelle orecchie di chi detiene il potere perché nella Storia qualche volta i popoli si sollevano contro il potere e manifestano con forza la loro collera.

Fonte: http://coriintempesta.altervista.org/blog/quali-interessi-dietro-il-partito-di-mario-monti/

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