venerdì 4 luglio 2014

MOSCA – Il presidente russo Vladimir Putin ha dichiarato che i problemi delle banche francesi negli Stati Uniti derivano da un ricatto americano per obbligare il governo di Parigi a rinunciare a vendere navi da guerra alla Russia.
“Siamo al corrente della pressione che gli americani esercitano sulla Francia affinchè Parigi rinunci a consegnare navi da guerra Mistral alla Russia – ha detto Putin durante un discorso sulla politica estera – Sappiamo che gli Stati Uniti hanno fatto capire alla Francia che se rinuncerà alla consegna vedrà ridotte o cancellate le sanzioni alle sue banche. Di cosa si tratta, se non di un ricatto?”
La consegna delle navi, prevista per l’autunno, di due navi da guerra Mistral suscita tensioni fra Parigi e gli alleati. In giugno il presidente americano Barack Obama aveva espresso preoccupazione sul mantenimento di simili contratti, in un momento in cui la Russia “ha violato la legge internazionale” avendo autorizzato l’annessione della penisola ucraina della Crimea al suo territorio.
All’inizio di giugno Vladimir Putin aveva messo in guardia il governo francese contro un annullamento del contratto, sottolineando che se la Francia avesse deciso di annullarlo il governo russo avrebbe preteso un indennizzo. Inoltre sarebbe stata messa in pericolo la cooperazione militare tra i due paesi.
Da allora la Francia ha assicurato che il contratto verrà rispettato e 400 marinai russi sono stati mandati a Saint-Nazaire, il porto francese dove sono fabbricate le due navi.
Il colosso bancario francese BNP Paribas è stato pesantemente multato (8.9 miliardi di dollari) dalle autorità degli Stati Uniti per aver condotto transazioni in dollari in paesi colpiti dall’embargo economico americano (Cuba, Iran e Sudan). La banca ha accettato di pagare la multa per evitare un procedimento giudiziario.
Oltre a BNP Paribas, altre due grandi banche francesi, Société Générale e Crédit Agricole, rischiano di essere condannate dalla giustizia americana al pagamento di pesanti multe.
Fonte notizia: ticinolive.ch – che ringraziamo.
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