di Oriental Review
Traduzione di Anticorpi.info
Il 17 Agosto le componenti della band punk Pussy Riot sono state condannate a due anni di carcere dal tribunale di Mosca. Ultimamente il destino di queste tre artiste russe si è ritrovato al centro della attenzione mondiale.
Celebrità e istituzioni di ogni parte del mondo – da McCartney al Bundestag tedesco – hanno richiesto il loro rilascio. Dozzine di giovani mascherate hanno manifestato in luoghi pubblici per sostenere le Pussy Riot.
Molto probabilmente gli isterismi intorno alla vicenda continueranno ad essere alimentati per un pò. Nel frattempo nessuno si è dato pena di fare una analisi sobria di questo episodio.

Per coloro i quali abbiano avuto la fortuna di non seguirla fin dall’inizio, andiamo a ripercorrere la cronologia della vicenda. Lo scorso febbraio un gruppo di ragazze e di loro supporter sono entrati nella Cattedrale di Cristo Salvatore, nel cuore di Mosca, si sono avvicinate all’altare e indossando mantelli e passamontagna hanno iniziato ad agitarsi gridando versi osceni e blasfemi. Per farla breve, hanno deciso di offendere i fedeli raccolti in preghiera.

La performance è durata meno di un minuto, con alcuni supporter che filmavano la azione sui telefoni cellulari, ed altri che si davano da fare per respingere i tentativi degli ecclesiastici di porre fine allo spettacolo. Più tardi, quel giorno, un video-clip della ‘performance’ con sovrapposta una canzone delle Pussy Riot, appariva suYouTube.
Resta opinabile se la decisione di perseguire l’azione blasfema sia corretta. Avranno perso la libertà,  ma hanno ottenuto ciò che cercavano, cioè ‘fama’ mondiale.

Senza dubbio non si è trattato della singola azione spontanea posta in essere da un isolato gruppo di individui, ma di un episodio organico ad una campagna globale volta a demolire società e istituzioni tradizionali. Attuata dagli stessi potenti ambienti che hanno ispirato, per esempio, le caricature offensive del Profeta Maometto su un giornale danese nel 2005.

La macchina mondiale del lavaggio del cervello mediatico ha trasformato un misero incidente a Mosca in uno scandalo globale. Le tre, già note in Russia per un atto di sesso di gruppo in pubblico con i loro partner nel Museo Zoologico di Mosca, nel 2008 (quelli non troppo esigenti possono vedere una foto di quell’orgia qui), sono state scelte come simbolo della ‘protesta civile’ e dello ‘abuso di potere’! Agli occhi dei russi, quella delle Pussy Riot è stata una azione ridicola e grottesca. Tuttavia per i cosmopoliti post-moderni, occupati a plasmare la futura società globale, le cose non stanno in questi termini.
Non è più un segreto che l’avanguardismo sia diventato popolare in Occidente negli anni ’50-’60, grazie al sostegno della CIA, e che sia stato strumentalizzato dagli Stati Uniti come potente arma ideologica. Donald Jameson, ex funzionario CIA, ha confessato a The Independent nel 1995:

“Mi piacerebbe poter dire che la CIA abbia inventato l’Espressionismo Astratto solo per il divertimento di vedere cosa l’indomani sarebbe successo a New York e a Soho. Ma l’espressionismo astratto era il tipo di arte che agli occhi degli addetti ai lavori avrebbe reso il realismo socialista ancora più stilizzato, rigido e limitato di quanto già fosse.”

Nelson Rockefeller (1908-1979), assistente del Presidente degli Stati Uniti per laguerra psicologica e direttore del New York Museum of Modern Art negli anni ’50, comprese chiaramente come l’arte moderna non fosse solo un business, ma anche un potente strumento di indirizzamento della coscienza umana verso una direzione prestabilita. Inoltre, nel Consiglio di fondazione del museo sedevano alti ufficiali della CIA come William Paley (un caro amico di Allen Dulles) e Henry Luce (creatore dell’impero mediatico Time/Life).

Non c’è da stupirsi dunque che con simili patrocini l’Arte Moderna (naturalmente insieme alle pressioni di grandi sponsor) abbia ben presto portato alcuni frutti maleodoranti. Nel 1961 lo scultore italiano Pietro Manzoni scioccò il pubblico con un nuovo capolavoro, chiamato Merda d’Artista. Spiegò l’idea in questo modo: “Se un collezionista vuole ottenere qualcosa in cui l’artista ha messo tutto se stesso, dategli la sua merda, che è intima al 100%.” Così fece inscatolare i propri stessi escrementi in lattine etichettate come ‘Merda d’Artista’ in italiano, inglese, tedesco e francese. Produsse 90 lattine autografate prima che un infarto al miocardio lo uccidesse due anni dopo.

La realtà allucinante è che usò per vendere queste lattine da 30 grammi la stessa misura dell’oro. Nel 2000. la Tate Gallery di Londra comprò la lattina N° 4 per £ 22.300, e nel 2007 un altro di questi capolavori è stato venduto da Sotheby per 124.000 euro!
In effetti, l’arte contemporanea non è tanto arte, quanto la personificazione di una ideologia politica. Il suo valore è proporzionale alla misura in cui tale ideologia è stata propagata. Dagli anni ’50 il degrado culturale globale è stato uno dei progetti più riccamente pagati in occidente. Semi che sono stati coltivati anche in Russia fino allo show delle Pussy Riot. L’oltraggiata reazione pubblica della ‘arte occidentale moderna’ rispetto al caso Pussy Riot era prevedibile. Tuttavia sarebbe auspicabile che la reazione delle istituzioni di fronte a simili episodi possa essere più intelligente la prossima volta.
Per illustrare la reazione del pubblico russo alla provocazione delle Pussy, postiamo un frammento della lettera aperta a Sir Paul McCartney scritta da un sacerdote russo. (Che ha risposto al recente toccante messaggio della star inglese a sostegno delle ‘rivoltose’).

“Caro Sir Paul,

alcuni mesi fa la Russia è stata vittima di un atto malvagio. Perlomeno i credenti russi hanno percepito l’evento in questi termini. Nella chiesa costruita in onore della liberazione dalla invasione napoleonica, che per noi rappresenta il più importante santuario nazionale, quattro ragazze davanti allo altare del giuramento hanno iniziato a cantare canzoni sacrileghe e offensive verso il Patriarca, nostro leader spirituale e uomo d’onore. Tutto ciò è stato filmato e diffuso nel mondo. Inutile dire quale shock e insulto nella anima sia stato inflitto a tutti noi religiosi ortodossi russi.
“Diverse settimane prima di questo evento le Pussy Riot avevano cercato di fare qualcosa di simile in un’altra chiesa di Mosca. E’ stato loro chiesto con gentilezza di andarsene rinunciando a dare un simile spettacolo pubblico. Hanno condotto una azione simile nella Piazza Rossa, e ancora l’azione è rimasta senza conseguenze. Alla fine, prima della ‘azione’ nella Chiesa di Cristo Salvatore, le Pussy Riot hanno ripreso ed eseguito un atto di sesso di gruppo con i loro partner presso il Museo zoologico di Stato, in pieno giorno e in presenza di visitatori, compresi bambini. Video e foto sono stati diffusi su Internet e mostrati sui canali televisivi centrali russi.
“Sir Paul, vorrei chiederti se consideri queste azioni normali. Cosa potrebbe accadere in futuro, se questi cosiddetti artisti punk, che in realtà non hanno nulla a che vedere né con il movimento punk, né con la musica rock, non saranno fermati? Certo, i tempi stanno cambiando e nel ‘mondo civilizzato’ condotte del genere sono probabilmente considerate normali, ma non riesco a immaginare che i musicisti del gruppo dei Beatles, anche con la loro non conformità, avrebbero consentito qualcosa di simile in presenza di bambini in un museo.
Esistono norme di morale, decenza, etica, bene e male, non necessariamente connesse a questa o quella religione, che nessuno può trascurare. Perché se la gente oltrepassa questi limiti perde il carattere di Homo Sapiens e regredisce al rango di bestia.
“Caro Sir Paul, sono sicuro che tu e altri musicisti famosi siate stati indotti in errore ed avete parlato in favore delle Pussy Riot senza conoscere tali dettagli. E’ proprio per questo che ho inteso farti conoscere la posizione dei credenti russi. Nella tua lettera indirizzata alle Pussy Riot inneggi alla libertà d’arte e l’auto-espressione. Nessuno vi è contrario. Tutto, la libertà, l’arte e la libera espressione, sono diritti elementari che Dio ha conceso ad ogni uomo. Come Nostro Signore Gesù Cristo ci insegna, Conoscerete la verità, e la Verità vi renderà liberi (Il Vangelo secondo Giovanni, cap. 8 par. 32). Il cristianesimo è la religione delle persone amanti della libertà e del libero pensiero. E nella Russia di oggi il nostro desiderio di essere liberi è moltiplicato dalla esperienza di vita vissuta nello stato totalitario comunista.
“Sir Paul, ricorda che la Chiesa ortodossa russa non ha preteso la punizione delle Pussy Riot: il procedimento giudiziario ha avuto luogo su petizione di privati che sono stati profondamente offesi dal loro gesto. E capisco queste persone. Quando le Pussy Riot bestemmiano in strada è un loro affare privato. Molte persone fanno lo stesso. Ma se irrompono nella nostra chiesa disturbando la gente che prega, insultando il nostro Dio, la nostra fede, il nostro patriarca, offendono personalmente ognuno di noi.
“Ti prego Sir Paul, di dirmi quale potrebbe essere la tua reazione se qualcuno durante un tuo concerto irrompesse sul palco e iniziasse a rompere i tuoi strumenti, ostacolare la tua esibizione, per poi prendere il microfono e con parolacce offendere tutto ciò che ti è caro e sacro, ad esempio tua moglie, i tuoi genitori, la tua arte, i tuoi valori morali. La definiresti auto-espressione e libertà di arte o la considereresti una condotta distorta? E che cosa faresti in una situazione del genere? Penso che da uomo in possesso di dignità, non attenderesti nemmeno l’intervento delle autorità, e reagiresti in prima persona.

“Probabilmente la condanna delle Pussy Riot è stata troppo severa. Ma è stata emessa da organi giudiziari. Oltre a volere il bene di queste giovani donne, ti prego di capire anche noi credenti ortodossi. A nessuno si vuole fare del male, o dare il carcere, ma allo stesso tempo desideriamo che i nostri santuari, per i quali i nostri padri e nonni hanno versato il sangue, e non in un così lontano passato, non siano sottoposti a simili umiliazioni. Non siamo stati noi ad arrestare i membri del gruppo Pussy Riot, ma sono loro che sono entrati nella nostra chiesa e insultato profondamente le persone presenti, e migliaia di utenti di Internet che hanno visto il video. Ci hanno scherniti davanti all’altare di Dio. Noi non desideriamo che queste donne ignoranti e disturbate passino molto tempo in carcere, ma solo che cose del genere non si ripetano in altre nostre chiese.

Con tutto il rispetto,
Igumeno Sergej (Ribko), Rettore della Chiesa dello Spirito Santo di Mosca, negli anni ’70 batterista di un gruppo rock e membro del movimento hippy.“
In realtà crediamo che Sir Paul ed altre pop-star internazionali abbiano espresso sostegno a questa gente ridicola perché male informati. In caso contrario non si spiega come Anthony Kiedis dei Red Hot Chili Peppers possa essere solidale con un gruppo ‘porno-punk’ che non sa suonare, cantare o ballare, e non c’è speranza che mai acquisirà tali abilità. Se avesse ascoltato la loro ‘musica’, avrebbe chiesto la pena capitale. Egli e gli altri hanno solo concluso che ‘Putin opprime un gruppo femminista che ha bisogno di aiuto.’ Chi l’ha detto? Alcuni tizi sono soliti travalicare le attività musicali. Ogni produttore intelligente sa bene che deve fare attenzione con tizi di questo genere, se non vuole avere problemi con la polizia; sono tizi cronicamente drogati, ubriachi, che distruggono auto e stanze di hotel, e che capita che abbiano rapporti sessuali con minorenni.
Queste pop star sono a conoscenza del fatto che in Russia stanno perdendo popolarità, sostenendo le ragioni delle Pussy Riot? Probabilmente no. Che un tale degrado della consapevolezza in realtà non è che il prodotto di una ben pagata campagna mediatica internazionale? Improbabile. Il prezzo della merda in lattina è soltanto diventato più caro. I burattinai dell’arte moderna e del terrorismo culturale continuano a svolgere la loro missione.
Articolo pubblicato sul sito Oriental Review
Link diretto:
http://orientalreview.org/2012/08/22/on-pussy-riot-cia-and-cultural-terrorism/
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