Anche la Puglia si dota di una regolamentazione sul lobbying. O almeno, ci prova. Sarebbe la quinta Regione a prevedere una normativa sulla rappresentanza di interessi, dopo Toscana, Abruzzo, Molise, Calabria, l’ibrido siciliano. In attesa di approvazione la proposta lombarda, mentre nel Lazio non è stato avviato, come previsto dalla Legge per la Trasparenza, l’iter per una normativa nazionale, e in altre Regioni (tra cui la Campania) sono presenti in modo sparso norme che regolano particolari aspetti dell’attività.

Come è noto, l’attività di pressione delle lobby, quando viene esercitata in maniera indebita sui decisori politici o sui decisori amministrativi provoca danni, reati, sprechi, in generale poca trasparenza e poca imparzialità della Pubblica amministrazione. La Regione Puglia si era impegnata, adottando il programma, a contrastare l’attività non corretta delle lobby. Noi quindi abbiamo normato il potere di informazione o di pressione che ha un privato sulla pubblica amministrazione e sui decisori pubblici“, ha dichiarato il presidente della Regione Puglia Michele Emiliano ha commentano l’approvazione da parte della Giunta regionale del disegno di legge che disciplina l’attività di lobbying presso i decisori pubblici.

Questa attività sarà conoscibile da tutti i cittadini tramite l’Agenda pubblica dei decisoriche, evidentemente, dovranno ricevere queste persone sapendo che chiunque potrà controllare la loro attività e soprattutto collegando a queste attività di lobbying dei codici di condotta. Codici che vanno rispettati almeno dal punto di vista della pubblica amministrazione e che potrebbero trasformarsi per i pubblici ufficiali in sanzioni disciplinari. Ovviamente si tratta di un esperimento, siamo tra le prime regioni italiane ad adottare una legge come questa, la prima che prevede l’Agenda pubblica conoscibile da parte di tutti. Questi elementi aumenteranno la possibilità di tutta la comunità di conoscere quello che accade in palazzi nei quali la trasparenza non è stata sempre assicurata e non era esigibile, non poteva essere richiesta da parte di chiunque sulla base di una legge. Se questa legge verrà approvata dal Consiglio regionale, qualunque cittadino italiano potrà chiedere conto di tutto quello che un pubblico ufficiale che deve prendere una decisione importante fa, non solo pubblicamente ma anche nel privato del suo ufficio“.

Il lobbying – ha aggiunto Emiliano nel corso della conferenza stampa – è quell’attività legale di informazione e sollecitazione alla Pubblica amministrazione da parte di privati in ragione dei propri interessi. Tale attività è lecita nel nostro Paese, però, in mancanza di regolamentazione, sovente dà luogo a distorsioni che rovinano l’immagine sia della Pubblica amministrazione che dei privati, nel momento in cui viene esercitata senza cautele. Una Regione può legiferare dettando delle regole, che non hanno tecnicamente sanzioni di natura amministrativa o penale per ragioni di competenza costituzionale, ma che determinano la legittimità dell’agire e quindi possono essere rilevanti ai fini dell’individuazione di sanzioni da parte di altri organi, compresa la determinazione delle attività sottoposte a tutela penale. Quando un’attività viene regolamentata, dev’essere effettuata in quelle forme, altrimenti possono esserci situazioni di illegittimità di tipo amministrativo, contabile o penale che potrebbero avere un determinato rilievo. La legge si pone dunque come un parametro che mira alla certezza di agire in modo trasparente.

La legge sul lobbying è una pietra miliare del nostro programma di governo. L’avevamo detto e lo abbiamo fatto. Questa norma serve a distinguere l’attività politica – che deve essere esercitata secondo l’art. 97 della Costituzione sull’imparzialità della pubblica amministrazione – dall’attività volutamente orientata al perseguimento di interessi privati; queste ultime devono essere effettuate da persone specificamente individuate, iscritte in un Albo conoscibile attraverso l’Agenda della Pubblica amministrazione. Pertanto, chiunque potrà sapere dell’incontro tra dirigenti e pubblici funzionari con privati e questo consentirà a ciascuno dei cittadini, e in particolare ai media, di capire quali sono le modalità con le quali queste interlocuzioni si svolgono“.

Cosa prevede la proposta

Il disegno di legge prevede un Registro pubblico (art. 4), con requisiti di iscrizione per le persone che intendono rapportarsi alla PA. Esiste un codice di condotta e precisi obblighi dei decisori pubblici. In parole semplici, un politico non deve andare per corridoi perorando interessi privati, ma deve rapportarsi ai privati nell’esclusivo interesse pubblico. Questa legge consente peraltro la “sanzione politica”, perché sarà possibile dare un giudizio da parte ad esempio del Consiglio e della Giunta su condotte che dovessero essere non conformi a questo disegno di legge.

Quello che sino ad oggi era semplicemente un monito politico è diventato oggi un disegno di legge al quale, in caso di approvazione in Consiglio regionale, tutti gli uffici regionali dovranno attenersi. La Puglia sta portando avanti un testo di legge molto innovativo anche rispetto alle norme analoghe approvate da altre regioni – ha dichiarato da parte sua Titti De Simone, consigliera del presidente per l’attuazione del programma – Per la prima volta viene introdotta l’Agenda pubblica che riguarda i decisori politici, intesi come corpo politico e come livello amministrativo regionale (art. 3). La legge sul lobbying include anche agenzie regionali, ASL e società controllate della Regione Puglia, e individua anche le incompatibilità (art.10)“.

Il dibattito

Nel corso del dibattito precedente al cosiddetto “Referendum sulle trivelle”, il governatore pugliese Emiliano aveva dichiarato che si trattava di un “referendum contro le lobby, quando queste si impadroniscono delle istituzioni pubbliche come nel caso Tempa Rossa”, annunciando in tempi brevi la proposta di un ddl, avvenuta poi oggi. Sempre sul tema energetico, da segnalare anche l’episodio (raccontato qui) lo scontro tra lo stesso governatore del PD e il lobbista di TAP, il gasdotto che avrebbe portato in Italia il gas azero. Uno scontro che si è poi spostato su Twitter (per i più curiosi, qui il thread) con il primo germoglio di promessa di regolamentazione da parte di Emiliano.

Bene quindi la volontà pugliese di una regolamentazione. Rimane solo una perplessità, per la comunità di lobbisti: se non verrà proposta una regolamentazione quadro nazionale, e su iniziativa o proposta del Governo, si rischia di avere 19 normative regionali + 2 provinciali e innumerevoli normative nelle diverse società o autorità pubbliche.

FONTE: lobbyingitalia.com

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