Scritto da  il 9 luglio 2012

travaglio marco e1341840487669 Psicodramma al Fatto quotidiano: crollano i lettori e arrivano (forse) i finanziamenti pubbliciAl Fatto quotidiano si sente aria di crisi e finanziamenti pubblici. Le copie vendute, infatti, sono scese dalle oltre 70mila dell’epoca del governo Berlusconi alle poco più di 50mila attuali (dati aggiornati al maggio scorso). E a poco sono valse anche le sparate grilline e l’avvicinamento ai discorsi del comico genovese, tentate nei mesi scorsi dal giornale di Padellaro-Travaglio.

Lo psicodramma, però, è un altro. Secondo quanto svela Libero, infatti, il Fatto quotidiano avrebbe fatto richiesta per finanziamenti pubblici pari a 162mila euro. In barba a quanto scrive sotto la testata “non riceve alcun finanziamento pubblico”. “L’opportunità – scrive “Fosca Bincher” citando una relazione dell’ex presidente del Cda del Fatto, Giorgio Poidomani – è arrivata da una legge del governo di Silvio Berlusconi, la n. 220 del 13 dicembre 2010 (art. 1, comma 40), che riconosceva a domanda delle imprese editoriali interessate un credito di imposta del 10% sulla carta acquistata e utilizzata. In teoria un finanziamento diretto a tutti. In pratica no: perché in tempi di crisi il plafond a disposizione non basta per tutti, quindi ottiene i soldi solo chi arriva prima degli altri. Il Fatto quotidiano non ha perso tempo, ed è stato fra i primi a fare domanda, anche se in attesa della risposta non ha inserito prudentemente l’importo del finanziamento pubblico in bilancio”.

E la situazione non è rosea nemmeno sul fronte delle copie vendute: «Nei primi tre mesi del 2012», spiega la relazione di Poidomani, «le vendite in edicola sono state in media pari a 52.849 copie al giorno, con un decremento del 24% rispetto al corrispondente periodo dell’anno precedente». Ma un -25% è stato registrato anche nella raccolta pubblicitaria del mese di aprile, rispetto allo stesso periodo del 2011.

C’è poi tutto il capitolo dei finanziamenti dati a Santoro – senza dimenticare la vicenda degli utili trasformati in obbligazioni bancarie che hanno spaccato il cda del Fatto – per la produzione di Servizio Pubblico, un’esperienza che ha portato a un rosso di oltre 200mila euro. Con buona pace di quanti avevano versato dieci euro a testa e che adesso hanno visto il teletribuno andarsene a La7.

Fonte: http://www.dirittodicritica.com/2012/07/09/fatto-quotidiano-travaglio-40211/

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