L’energia e le fonti dalle quali viene prodotta sono ormai al centro del dibattito politico mondiale da decenni. Economica ma inquinante, ecologica ma costosa, innovativa ma insicura, insicura ma conveniente. Molto spesso però le più grandi “lezioni di vita” in materia di ecologia e risparmio energetico arrivano “dal basso”: alcune volte si tratta di piccole iniziative locali che trovano riscontro nei media nazionali, altre, come quella che vi stiamo per raccontare, sono semplicemente legate ad un uso razionale e lungimirante dell’intelletto umano.
Ogni anno abbattiamo migliaia di foreste per produrre carta. Avreste mai pensato che proprio la carta può essere utilizzata per produrre enrergia elettrica?
La scoperta, tanto per cambiare, arriva dal Giappone. Precisamente dalla Sony dove un dipendente della multinazionale è riuscito ad azionare un ventilatore grazie a una batteria bio alimentata da cellulosa di carta riciclata.
“Questa tecnica non è nuova al mondo della ricerca – ha spiegato Chisato Kitsukawa, responsabile delle pubbliche relazioni per Sony – Ciò che capita raramente è che venga proposta in location aperte al grande pubblico”. In effetti la dimostrazione è avvenuta durante la Eco-Products, fiera di prodotti green che si è tenuto a Tokyo. I bambini sono stati invitati a gettare alcuni brandelli di carta in una miscela di acqua ed enzimi e ad agitare il tutto. Dopo aver atteso pochi minuti, quelli necessari affinché il liquido si trasformasse in una fonte di energia, la piccola ventola si è messa in moto.
La dimostrazione faceva parte di un più ampio evento della Sony volto a dimostrare come lo zucchero, attraverso il glucosio, possa alimentare batterie bio. Gli enzimi utilizzati nella miscela hanno infatti lo scopo di isolare nella cellulosa lo zucchero di glucosio. Altri enzimi vengono impiegati per ricavare da quello stesso zucchero elettroni e idrogeno. Gli elettroni, veicolati attraverso un circuito separato, generano elettricità, mentre l’idrogeno, combinato con l’ossigeno, crea l’acqua.
Kitsukawa ha poi spiegato: “Le batterie bio alimentate in questo modo rispettano l’ambiente perché non sono coinvolti metalli né sostanze chimiche per farle funzionare. Prima di vederle sul mercato però bisognerà attendere ancora qualche anno”. La quantità di energia prodotta in questa maniera è al momento adatta al massimo per far funzionare un lettore di musica digitale. Bisogna quindi proseguire con la ricerca e fare in modo di trovare la maniera adatta per produrre grandi quantità di elettricità utili quanto meno a soddisfare i bisogni energetici primari dell’uomo moderno.
Roberto D’Amico www.yeslife.it
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