Di IMPEGNO CAMBIAMENTI GLOBALI
1. Premessa. 2. Uomo massa e uomo libero. 3. Apparati sovranazionali: alcune prove della struttura psicologica mondiale. 4. Riconosci il tuo nemico solo se lo trovi anche dentro di te. 5. Terapia psicologica sulle masse: appunti e proposte. 6. Le ragioni del perché molti obbediscono. 7. Finale e Fonti.


1. Premessa.

Credendo di farvi un dono gradito, vi offro apertura a nuove idee su un argomento che si delinea come cruciale per l’umanità, tramite questo ampio elaborato, inquietante, spaventoso, eppure – mi auguro – apprezzato.

Chi sta davverocrescendo, mettendo se stesso al ferro e al fuoco di una critica feroce,definitiva, di se stessi, di ogni fede, per accostarsi e infine vivere incostante compagnia della verità, è ciò che ci è veramente di più vicino. E dipiù alto nel mondo. Vi è ad esempio un concetto che il GRANDE UOMO HA CAPITO, eche il piccolo uomo non vuole ascoltare. Riporto – per descriverlo – le paroledi Artaud:
“Qualunque cosa avvenga, c’è un certo numero di fatti elementari che è indispensabile che siano da tutti compresi… Perché abbiamo i mezzi per lottare, ma la nostra epoca sta morendo, dimenticando di usarli.[1]
In questo scritto ci caleremo nel secolo scorso, e a cavallo del ‘900, per esaminare ciò che gli osservatori del tempo seppero dire della vera realtà sulla popolazione umana, insomma della gente che ci circonda, illuminando di stupore anche i meno impressionabili tra noi, e insegnando – ognuno a modo suo – ciò che Holmes aveva serbato gelosamente, dietro la sua analitica mente.

By L’Hacker, 14-9-2011


2. Uomo massa e uomo libero
Uomo libero VS Uomo massa?Oggi… l’uomo ha le sue «idee» più tassative su quanto avviene e deve avvenire nell’universo. Perciò perché stare ad ascoltare…? Ma questo è un grosso problema.
José Ortega y Gasset negli anni ’30  del XX secolo, scrisse che “L’uomo medio si trova con «idee» dentro di sé, però manca della funzione di pensare. Non sospetta neppure qual è l’elemento sottilissimo in cui le idee possono vivere. Vuole opinare, però non vuole accettare le condizioni e i presupposti dello stesso pensare. Da qui procede che le sue idee non siano effettivamente se non appetiti rivestiti di parole…

Per lui avere un’idea equivale a credere di possedere le ragioni che la sostengono…”

Scriveva pure “La massa – e chi lo direbbe a vedere il suo aspetto compatto e innumerevole? – non desidera la convivenza con ciò che non s’identifica con essa. Odia a morte ciò che non è essa stessa…
Per «massa»… non si intenda specialmente l’operaio; non designa qui una classe sociale, ma un tipo o un modo d’essere dell’uomo che si ritrova oggi in tutte le classi sociali, che per ciò stesso rappresenta il nostro tempo, su cui esso prevale e domina…[6] L’uomo che ha un pensiero massa è quello che non può agire da se stesso. Esso è venuto al mondo – questo è quanto appare dai suoi comportamenti – per essere diretto, influenzato, rappresentato, organizzato, per non pensare…”

Portarlo a cessare d’esser uomo massa, o, per lo meno, ad averne l’aspirazione… e portarci a questo punto, fino poi a divenire tutti uomini liberi, è il nostro obbiettivo.

“Si discuta quanto si vuole su chi siano gli uomini eccellenti; però senza di essi, siano gli uni o gli altri, l’Umanità non esisterebbe in ciò che ha di più essenziale: è un principio su cui è necessario non aver dubbi…
Il ‘caso’ vuole infatti che l’uomo-massa… tenderà ogni volta di più – quando posto in luoghi di potere – a far funzionare la sua autorità per qualsiasi pretesto, e in generale a schiacciare per suo mezzo ogni minoranza creatrice che possa perturbarlo -che possa perturbarlo in qualsiasi ordine: nella politica, nelle idee, nell’industria. Anche in questo dunque, che sostanzialmente indica disinteresse per l’altro, per la vostra persona, riconoscerete l’uomo massa.
Il risultato di questa tendenza sarà però fatale. La spontaneità… rimarrà violentata di volta in volta dall’intervento di tale autorità…
Ad un certo punto tutto ciò peserà come una «antivitale» supremazia sulla società. E questa comincierà ad essere resa schiava, a non poter vivere più che a servizio dell’autorità…

S’immagini – però, al contrario – un uomo umile, che, nel tentare di valutarsi mediante ragioni particolari -nel chiedersi se ha talento per questa o per quella cosa, se eccelle in qualche attività- avverte che non possiede nessuna qualità singolare. Quest’uomo si sentirà mediocre e volgare, poveramente dotato; però non si sentirà «massa», e non sarà mai massa…
E’ in questo modo che la vita nobile (la vita dell’uomo libero) rimane contrapposta alla vita volgare o inerte… Da qui la ragione di chiamare «massa» questo modo d’essere umano, e non tanto perché appartenga alla moltitudine, quanto perché è inerte, perché rinuncia ad ascoltare, perciò, realmente, A CRESCERE…
L’ermetismo [chiusura] formatosi nella sua anima gl’impedisce d’intuire… la prima condizione per scoprire la propria insufficienza: paragonarsi ad altri individui… cioé uscire un istante da se stesso e trasferirsi nell’ambito del prossimo. Però l’anima mediocre è incapace di trasmigrazioni – attività suprema… [6]Non riusciamo a fare qualcosa nemmeno noi, vero? Non riusciamo mai a convincerli, che non sarà la “solita situazione”, né che “sarà la solita soluzione” quella che cambierà per sempre la nostra vita, in un mondo senza più nemmeno la possibilità di pensarla in termini che non siano disperazione e catastrofe.
Ma prima delle analisi davvero straordinarie che saranno i successivi capitoli, vediamo dunque il perché – sul pratico, sinteticamente, in relazione con quanto appena scritto – della situazione attuale.

3. Apparati sovranazionali: alcune prove della struttura psicologica mondiale

È vero CHE NOI SCEGLIAMO, anche inconsapevolmente ciò che siamo, e che le scelte appaiono spesso piccola cosa, ma che gli effetti materiali sono “a valanga” su tutta la nostra vita, e che tutto il nostro mondo ne paga le conseguenze. Possiamo divenire ingannatori, ladri, omicidi, mostri, ma sempre il nostro inconscio ha fatto una scelta, e l’inconscio è parte di noi, sebbene non lo vediamo. La cosa buona di quando un problema è creato da noi, che sempre noi potremo trovarne la soluzione.
Riferendo il tutto ai più ‘alti’ strati della società, la dimostrazione che non abbiamo più a che fare con ALCUN GOVERNANTE DI VALORE, ma uomini – come noi – che hanno rinunciato ad essere fari per gli altri uomini, divenendo dapprima Massa, e poi, forse, i peggiori tra noi… risiede nel fatto che se venissimo governati da veri uomini di valore, le seguenti realtà non esisterebbero affatto.

Ali, ma non di uccelli.

Scriveva Eugenio Orso nel 2008 “Resta da chiedersi se questa deriva sociale sarà accettata supinamente.” [3]

David Rothkopf, consigliere per il commercio estero del governo Clinton, nonché manager di livello internazionale, nel suo libro Superclass [4] stila un sommario elenco di alcuni superpotenti del mondo.
(pag 408…) Le duecentocinquanta aziende più grandi del mondo rappresentano… circa un terzo del PIL globale. […]
(pag 435) “Le èlite nazionali esistono ancora. Ma nella maggior parte dei casi, e per la maggior parte delle questioni in gioco, sono ormai superate in dimensioni, risorse, reti e potere […]
(pag 308…) Yahoo! è una società pubblicamente quotata […] fino a poco tempo fa, era gestita da un amministratore delegato che prima era alla guida della nota casa di produzione Warner Bros, di Hollywood. Il numero due è MSN di Microsoft, di proprietà di una società controllata da uno degli uomini più ricchi del mondo, Bill Gates. Il numero tre è Google […] YouTube, il numero quattro, è di proprietà di Google […] e live.com, il numero cinque, appartiene a Microsoft. Il numero sei, MySpace, è della News Corporation di Rupert Murdoch […]

Il 1968, ma come non viene raccontato.

Cominciamo ad osservare il segreto…

C’era una guerra (Vietnam)… e il ’68 andava avanti ormai da troppo tempo: questa spinta a sperimentare, a crescere, non piaceva ai ricchi. In particolare non ai potenti della Commissione Trilaterale, che fecero scrivere nel ’73 delle parole terribili in proposito.
“ARRIVATA L’ORA PER L’ALTA FINANZA AMERICANA DI MARCIARE CONTRO COLORO CHE VOGLIONO DISTRUGGERCI. LE VOCI PIÙ PREOCCUPANTI PROVENGONO DA (..) LE UNIVERSITÀ, I MEDIA, GLI INTELLETTUALI, GLI ARTISTI, E ANCHE I POLITICI” riformatori, inoltre dagli studenti: la gente che stava cioè portando un “VASTO ATTACCO AL SISTEMA STESSO”, un intero gruppo che “MINA LA FIDUCIA DEL PUBBLICO E LO CONFONDE”.Questo perché vi era ormai il desiderio diffuso in tutto il mondo di “RIGENERARE IL GENERE UMANO, LA SOCIETA’ UMANA, DI FAR FIORIRE LA VERITA’ INTERIORE, LA CREATIVITA’ E LA GIOIA DI VIVERE, FAR EVOLVERE FINALMENTE TUTTA L’UMANITA’ ”. Un pensiero virale, con gli effetti più disparati, ma reale. 
Il processo era solo sul nascere, ed era lungo, non privo di errori e degli estremi incontrollabili che qualunque persona sappia cosa significa “DIVENTARE UOMINI” ha certamente provato sulla propria pelle.
In tale memorandum, voluto da tale potentissima COMMISSIONE TRILATERALE (un Club internazionale composto dagli allora uomini più ricchi della terra, tra cui sono attivi parlamentari, presidenti, magistrati, ministri e affaristi) volevano cambiare la coscienza umana.In tale documento veniva innazitutto progettata l’entrata nelle università di “DOCENTI CHE CREDONO FERMAMENTE NEL SISTEMA DELLE IMPRESE”, i quali “DOVRANNO VALUTARE I LIBRI DI TESTO, SOPRATTUTTO QUELLI DI ECONOMIA, SCIENZE POLITICHE E SOCIOLOGIA”.
Tali i membri poi dichiararono: “DOBBIAMO GODERE DI UN RAPPORTO PARTICOLARE CON LE FACOLTÀ”. “OGNI POSSIBILE MEZZO VA IMPIEGATO… PER PROMUOVERCI ATTRAVERSO QUESTI MEDIA”; “VI DOVRÀ ESSERE UN COSTANTE AFFLUSSO DI NOSTRI ARTICOLI”. “LE TELEVISIONI DOVRANNO ESSERE MONITORATE COSTANTEMENTE NELLO STESSO MODO INDICATO PER I LIBRI DI TESTO UNIVERSITARI”.
Infine il documento annunciò che IL MEZZO MIGLIORE PER COMANDARE UN POPOLO SONO ANCORA LE DITTATURE, non più le vecchie dittature però, come quelle di Hitler e Mussolini per intenderci… gli era sorta l’idea di un nuovo genere di dittatura (era il 1973): “SPENDIAMO CENTINAIA DI MILIONI DI DOLLARI IN PUBBLICITÀ… MA SOLO UNA FRAZIONE DI ESSI PUBBLICIZZA IL SISTEMA”, la soluzione è dunque quella di iniziare a finanziare profumatamente delle persone che abbiano il compito specifico di modificare l’intero pensiero della società umana, in tutti i suoi settori, economico, burocratico, televisivo. Tali persone dovranno entrare “NEI SETTORI CHIAVE COME LA PUBBLICITÀ E I MEDIA, IL MONDO INTELLETTUALE, L’AVVOCATURA” (…) DI CONSEGUENZA “NEI CONVEGNI, NELL’EDITORIA, NELLA PUBBLICITÀ, NELLE AULE DEI TRIBUNALI, E NELLE COMMISSIONI LEGISLATIVE, DOVRANNO ESSERE SUPERBAMENTE PRECISE E DI ECCEZIONALE LIVELLO”.
Sarà logica poi un’iper burocratizzazione che schiaccerà istinti creativi totalmente liberi e pulsioni intellettuali, sostituendoli con una nuova ossessione – pseudo-creativa – per l’economia e per l’immagine, che riporterà intellettualmente l’essere umano indietro all’epoca primitiva, alla sola lotta per la sopravvivenza nel branco, cosicché i principi degli intellettuali perdano tutto il loro valore. Si dovrà promuovere una nuova idea di libertà: una libertà che equivarrà non più a libertà di scegliere, di pensare, di comunicare, di vivere ogni istante la propria vita, ma alla possibilità di acquistarla, e il potere non sarà più una caratteristica dell’animo umano, ma sarà concesso dall’alto. E l’intellettuale, cioè l’uomo che riflette, che dubita, sarà pubblicizzato come lo scemo del villaggio. Ebbene era il ’73, ma questi uomini erano così potenti che in appena 5 anni ridicolizzarono e dichiararono sconfitto il ’68. Le masse più addomesticabile non ne avrebbero saputo più niente. [5]

Ma con quali mezzi c’erano riusciti?
Realtà A
In questo momento in nessun paese del mondo le elezioni per eleggere i più alti organi dello stato hanno a che fare con la volontà di aiutare, accrescere, far evolvere il popolo, sono infatti dettati da lobby: questa è la causa della volontà politica di globalizzazione – per esempio – nonché il motivo per cui con la “lotta al terrorismo” si vuole “esportare la democrazia”: le lobby, cioè i veri gruppi di potere economico, possono “democraticamente” espandere su paesi “vergini” il proprio controllo. Le lobby sono attività ‘legali’ che sovvenzionano economicamente le elezioni di presidenti, le creazioni di nuove leggi, che manipolano l’opinione pubblica per far eleggere chi vogliono, e con fini puramente economici e politici, e questo IN QUALUNQUE AMBITO: dal cibo, alla salute, al lavoro, alla religione [5]. Il fatto che questo sia legale dimostra il loro considerare – e da molto tempo – la democrazia come “la scaltra dittatura del più forte”. Il fatto che questo venga taciuto, dimostra in definitiva assoluta assenza di amore per gli altri.
Per esempio la FED (La Federal Reserve: abbreviata con FED), ovvero la banca centrale degli Stati Uniti d’America, che venne istituita il 23 dicembre 1913 dietro proposta del presidente Woodrow Wilson grazie a manovre lobbistiche, riuscì nel 1913, in gran silenzio e con Woodrow Wilson come presidente, a ottenere l’autorizzazione per fungere da banca centrale privata, cioè battere monetae i gestire l’andamento dei tassi d’interesse sul dollaro [7]. Che c’è di strano?
Che ciò significa che dei privati, quindi NON ELETTI, controllano l’economia di mezzo mondo, non solo degli USA, senza alcun tipo di coinvolgimento per gli interessi della comunità umana globale.
E come fanno?
Un pensiero come: “Non m’importa dei pezzenti che moriranno di fame e che verranno schiavizzati” difficilmente reggerebbe a lungo in un grande uomo, ma può diventare una costante di vita per l’uomo massa.
Può aiutarvi a comprendere ciò che sto per dirvi questo piccolo aneddoto:

Diciamo pure che ciò che vi dirò ha dell’incredibile, come anche dovrebbe esserlo l’inganno tuttavia reale riguardo l’11 settembre: fatto è che nel 1912 il Titanic colo’ a picco portandosi negli abissi, tra gli altri, tre uomini che avevano almeno due cose in comune: erano tra i più ricchi del pianeta e si opponevano all’istituzione proprio della Federal Reserve, proprio la nostra cara FED. Ovviamente – forse grazie alla loro prematura dipartita, nel 1913, contro ogni previsione, la Fed vide la luce. [8]

Già… il 23 dicembre 1913, la Banca privata della Federal Reserve acquistata da queste tre famiglie: Rothschild, Morgan e Rockefeller, si impossessò in pratica degli Stati Uniti. Per volontà di costoro si dichiareranno guerre, attentati terroristici con conseguenze disastrose come quelle delle Torri Gemelle… [9]
E non a caso – come per incanto – nel 1914 l’equilibrio si spezzò e guerra mondiale fu (leggete l’intero articolo linkato poco più sopra partendo da QUESTA PRIMA PARTE:http://www.tnepd.com/2011/se-sai-giocare-a-risiko-sei-a-buon-punto-nella-vita perché è davvero di notevole fattura) [8]

Le cose cominciano dunque assie indietro nel tempo. Ma volete un esempio più vicino? Nel 2008 crollano le banche USA, MILIONI DI POSTI DI LAVORO PERSI, eppure Obama decide di salvare prima di tutto i banchieri. Nel prossimo capitolo la verità risulterà tragicamente lampante, ma seguiamo i fatti più noti.

Tenete a mente che Obama, come finanziamento alle proprie elezioni, aveva ricevuto (questi i dati a mia disposizione:) 38 milioni di dollari dalle lobby finanziarie.
Il premio nobel per la pace Barack Obama dopo il crollo, per prime risarcì le società che apparentemente stavano andando a picco, regalando loro 11 mila milioni di dollari di tasse americane… Capito quali fossero uno dei possibili scopi dei 38 milioni di dollari regalatigli dalle lobby finanziarie per le elezioni [5]? Già qui si dimostra che si ha a che fare con qualcuno capace di ingannare, di omettere verità, ma di mancare anche di amore per gli altri, e di non essere interessato a ricambiare l’amore che gli è stato offerto dagli elettori. Questo animo freddo, appagato e cieco dai propri fini egoistici, non è affatto segno di valore. E il conferimento del premio nobel per la pace dimostra che anche ai vertici ci si trova immersi tranquillamente tra uomini altrettanto utilitaristi, se non addirittura biechi.
Segni che noi poi vediamo nella nostra vita, nel menefreghismo e nell’approfittarsi reciproco delle persone della strada. Visto che “l’uomo massa” quando ha una convinzione, non la cambia e non ascolta chi può cambiargliela (Come l’uomo massa si auto-manipola lo spiego in questo articolo:http://4sfumaturedellarealta.blogspot.com/2011/08/apocalisse-senza-satana-la-fine-del_31.html).Realtà B.
Ma il fatto che il vertice sia corrotto in maniera assoluta, globale, senza un minimo di amore, onestà, verità, lo dimostra ancor meglio quest’altro fatto.

Chi comanda?
Informandosi, si viene a sapere che a Basilea, in Banhofplatz 2, ha sede la banca dei regolamenti internazionali BRI, o BIS, “Bank for International Settlements”, fondata nel 1930, dove si riuniscono, ogni mese, i dirigenti di tutte le banche centrali del mondo… Roba vecchia anche qua, come vedete…
Le nomine dei governatori delle banche centrali delle varie nazioni del mondo, prima di giungere alla ratifica dei rispettivi governi [dove ciò è ancora previsto!] devono essere approvate dalla BRI. Ma se a Basilea non sono d’accordo, tutto viene rimesso in gioco, si vagliano altre candidature… fino ad individuare l’uomo adatto a gestire, a livello nazionale, le decisioni che vengono assunte lassù, nell’Olimpo dei potentissimi Morgan, Rockefeller, Warburg, Rothschild…
È per questo che la scalata dei signori del denaro non è iniziata all’interno dell’area politica o delle istituzioni rappresentative delle singole nazioni.
Questi signori ci ingannano persino lasciandoci credere che ci sia libero mercato. Quali menti possono ingannare beatamente miliardi di persone, farle sgobbare, morire di lavoro, vederle correre come criceti in una ruota di credi, illusioni, convincendoli che ce la possono fare perfino a cambiare il mondo con la politica, con delle petizioni, quando le stesse menti sanno bene che tutto ciò è una balla?! Io so benissimo che noi non siamo meglio di loro… ciò che trovo terribile è il modo affilato con cui l’inganno viene perpetrato, da persone che – volendolo – potrebbero liberare gli altri uomini, e non renderli ancora più massa. Conclusione di tale ragionamente è il seguente terribile fatto: in testa al treno il conducente è un idiota astioso, mentalmente ottuso, snob e ossessivo.
Esempio particolarmente eloquente del NOSTRO GUSTO PER LA FINZIONE, è il movimento dei “No Global” in cui si portava a credere migliaia di persone che QUELLA VIA FOSSE BUONA PER CAMBIARE IL MONDO. Maurizio Blondet, nel suo libro “No Global”, informa che, contrariamente a quanto la pubblica opinione è indotta a credere, “l’International Global Forum è largamente finanziato dalla Foundation for the Deep Ecology, un think-tank con sede a San Francisco, erede delle fortune del magnate Douglas Tompkins…  Ed ancora: tra i “finanziatori dei ‘No Global’ spicca un nome: Theodor (Teddy) Goldsmith […] Teddy è il fratello minore del defunto sir James Goldsmith, speculatore mondiale in materie prime, uno dei dodici uomini più ricchi del mondo, cugino dei Rothschild”…
Le banche centrali, quelle cioè che stampano la cartamoneta (come la FED) PRESTANO la carta moneta alle nazioni, solo perché legalmente hanno acquisito il diritto di stamparla. Quindi loro fabbricano LETTERALMENTE i soldi (a pochi cents al foglio), e gli stati li prendono in prestito e li devono restituire pagandoli non pochi centesimi, ma la cifra scritta sul foglio con i dovuti interessi. Convenite con me che il fatto è che le banche centrali, essendo banche di privati, possano stamparsi quanti soldi vogliano, poi, per le proprie “aziende” private, abbia un che di grottesco. Potete capire che se le banche centrali dei vari paesi del mondo… sono possedute in maggioranza da altre banche e dai grandi finanzieri internazionali, allora, se il mondo della politica, se i governi, i capi di Stato, i ministri del tesoro e dell’economia non hanno da tutto questo tempo voce in capitolo sui tassi di sconto, sulle strategie monetarie, sulle condizioni dei prestiti, sui finanziamenti internazionali, sui cambi, sulle borse – da almeno un secolo – chi allora VERAMENTE coordina da tutto questo tempo, il complesso MONDO DI NUMERI, di previsioni economiche, di interventi piccoli e grandi destinati a influire in maniera determinante sulla vita di tutti i popoli?…

Appunto i grandi poteri bancari mondiali: cioè chi, quando vuole, senza chiedere nulla a nessuno, si stampa tutto il denaro che gli fa comodo: LETTERALMENTE.

Ma pensate al fatto incredibile che tutti i politici del mondo, che sanno tutto questo, non lo dicono in tv, non lo fanno dire nei libri di storia, non lo fanno scrivere nemmeno nelle facoltà di economia. Stanno fingendo spudoratamente TUTTI fin da quando li abbiamo visti per la prima volta in tv! Del resto fingono addirittura di governare, quando il loro ruolo è quello di “valvassori del Re“; partecipano al grande gioco della finzione, senza amore, senza speranza, correndo solo per far da servi d’alto grado al Re. Il potere di nessuno di questi uomini si è creato perché essi sono i migliori, essi sono qualunquissimi esempi di uomini massa, posti lì per utilità, poco inclini all’introspezione, all’ascolto, a superare i propri limiti e di certo del tutto disinteressati a luccicare sull’umanità come autentici fari di salvezza e umiltà. Ma sono anche l’esempio di come la superficialità, il qualunquismo, la mancanza di umiltà e di onestà porti all’arrampicamento sociale, al servilismo, all’inganno e a tragiche conseguenze. Ma allora dove sta il potere? Chi sta lassù, CHE COSA E’? Tutto ciò che sappiamo, tutti gli studi che possiamo leggere – compresi i seguenti – hanno come scopo quello di studiare i valvassori. Certo non sciolgono – per ora – le nostre più intime curiosità, ma osservando il mondo sotto l’ottica tracciata in queste pagine, si aprono realmente CONCRETE possibilità per noi.

Sappiamo innazitutto, come unica cosa certa, come l’elite agisce su di noi, ma non chi essa sia veramente. (In realtà ho già affrontato tale argomento qui:http://4sfumaturedellarealta.blogspot.com/p/le-verita-del-tempo-presente-e-il.html e qui:http://4sfumaturedellarealta.blogspot.com/2011/08/apocalisse-senza-satana-la-fine-del_31.html)Perciò andiamo ad osservare prima ancora delle fonti del loro potere, di cui parleremo nei capitoli successivi, quali sono i loro strumenti.

In un articolo precedente:http://4sfumaturedellarealta.blogspot.com/2011/05/la-verita-attuale-oltre-le-nostre_19.html avevamo affrontato l’argomento del controllo mediatico, ora vediamo qual’è: LA MANIFESTAZIONE MATERIALE PIU’ GRANDE DEL LORO POTERE.

Possiamo dire senza menzogna, che il potere mondiale si è sviluppato – almeno materialmente – dove i soldi VERAMENTE SI FABBRICANO: all’interno delle banche centrali, affiancandone l’attività con una miriade di istituzioni internazionali, enti, fondazioni, banche di credito e d’affari tutte rigidamente dirette o controllate tra loro da valvassori. Una ragnatela così ampia e articolata da consentire il progressivo condizionamento planetario di tutte le attività…

Dunque potete VEDERE I NOSTRI VALVASSORI, cioè i nostri politici, imprenditori, potenti, come uomini di valore? Certo che no. Ma non vedeteli nemmeno come geni del male, come tanti Hannibal Lecter: il fantastico e invincibile genio del film “Il silenzio degli innocenti“. Ciò che li contraddistingue, e CI contraddistingue (non siamo affatto diversi da loro, in molti casi, anche se noi lo facciamo per “il posto in comune”), è l’essere degli accaparratori, inseguire l’ambizione come una pulsione dettata dalla società, senza pretendere nulla di più da noi stessi, soprattutto UNA VERA AMBIZIONE a divenire esseri straordinari, fondamentali PER LA TERRA, PER LA POPOLAZIONE UMANA, PER GLI UOMINI DEL FUTURO, E PER NOI STESSI!

C’è poi un “piccolo” problema che vi presenterò con un esempio, che vi lancerò come un sasso: Abitiamo su una grande nave, il mare impetuoso ci circonda completamente poiché l’intera superficie del pianeta è fatta d’acqua. Uno dei comandanti decide di far affondare la nave. La nave affonda. La specie umana scompare sotto il mare. Il tempo continua a proseguire illusorio in questo infinito mare di acqua. Nessuno grida, nessuno piange, nessuno si ricorda di noi. Le illusioni del popolo della nave sembravano reali solo a loro, non al mondo d’acqua intorno… I pesci mangiano i nostri corpi, non s’inchinano alle nostre idee… 

Riprendiamo:

Se v’illudete che vi sia per voi uno spazio di movimento libero dal loro potere, devo rivelarvi che esiste un’altra convinzione da sfatare per le nostre speranze di uomini massa, che è l’illusione che almeno gli affari a livello popolare siano liberi. La cosa purtroppo è del tutto falsa poiché:

1) le multinazionali che aprono aziende all’angolo di casa nostra facendo chiudere 100 negozietti, sono controllate dai medesimi gruppi che strumentalizzano il sistema monetario;

2) tali multinazionali hanno di conseguenza a disposizione, come le banche centrali, senza costo e senza limite, tutto il denaro che vogliono (motivo per cui non è possibile nei loro confronti alcun tentativo concorrenziale da parte delle normali imprese commerciali; e da ciò deriva l’inutilità di codificare le cosiddette leggi antitrust…). [10]

Il meccanismo diabolico

Stiamo terminando anche questo capitolo. Stiamo cominciando a capire quali sono le vere forze in gioco NEL POTERE MATERIALE (Ribadisco la mia convinzione per cui un potere MATERIALE sia innazitutto frutto di un potere psicologico, che a sua volta è frutto di un potere spirituale, ma rimaniamo per ora sul nostro argomento).

Ora, statemi bene a sentire:
Ogni economia nazionale ha bisogno di soldi così che merce e servizi possono essere venduti ed acquistati… E oggi, il governo non ha che strumenti indiretti per assicurare questo afflusso di denaro… essendo la creazione del credito largamente a discrezione delle banche. Inoltre, visto che il Governo non può creare la sua moneta, l’unica via per far sì che l’economia disponga di moneta a sufficienza, è di continuare a prendere prestiti! ma questo significa continuare a pagare interessi! Ed è questa la ragione per cui i governi non hanno mai soldi e perché lavoriamo più di sei mesi l’anno per lo Stato. Paghiamo gli interessi, in aggiunta alle spese dello Stato. Mentre loro stampano e basta… [10]Quel che dico può sembrare a molti assurdo, o mostruoso, ma vi ricordo che per esempio lo Scientific American, il New York Times, il New York Herald, l’esercito degli Stati Uniti, gli accademici – compreso Simon Newcomb, Professore di Matematica e Astronomia presso la John Hopkins University – e molti altri scienziati americani derisero – a suo tempo – da perfetti uomini massa, e misero in ridicolo e denigrarono i fratelli Wright, sostenendo che era: “scientificamente impossibile che delle macchine potessero volare”!
Del resto anche John Logie Baird, l’inventore della televisione, fu attaccato da alcuni scettici dalla mentalità chiusa che sostenevano che era: “una grossa sciocchezza che le onde televisive potessero riprodurre un’immagine”! Una sciocchezza che poi cambiò il mondo! [11] Tuttavia mi aspetto molto di più da voi se vi dico che nei prossimi capitoli (vi ci vorrà un po’ di pazienza per leggerveli) vi sono soluzioni VERE, ma soprattutto complete, a tali problemi.

Io vi dico che in ciò che stiamo dicendo, e che soprattutto riporterò nei capitoli finali, è l’apertura fondamentale che ASSOLUTAMENTE la popolazione deve ricevere ORA tramite NOI… Bé, sì, può sembrare solo uno scherzo, ma – come vedrete ora – C’E’ il rischio che ci trasformiamo come i peggiori tra noi!
4. Riconosci il tuo nemico solo se lo trovi anche dentro di te.Parliamo qui di Sociopatia e Psicopatia utilizzando lo studio di Robert Hare. Ovviamente solo gli uomini liberi si saranno resi conto che le critiche rivolte “ai potenti” nel precedente capitolo erano anche perfettamente aderenti (o identiche se vogliamo) a quelle che meritiamo noi, e che dovremmo in realtà muovere a noi stessi e ai nostri vicini. Dire che tali comportamenti siano – a volte – al limite della Sociopatia o della Psicopatia non è certo una mistificazione. Vedi ad esempio il noto documentario “Corporation” di cui questo primo stralcio – se non l’avete già visto – potrà invitarvi a una visione integrale:

Perché dedicare ancora un capitolo alla psicopatia prima di andare al dunque? Perché la psicopatia NON E’ FOLLIA, e può essere trasmessa come “modello mentale”. Ma perché parlarvene?
Di seguito descriviamo stringatamente la casistica di comportamenti tanto crudelmente “etichettati”, quanto culturalmente presenti in misura varia in ognuno di noi, secondo gli studi diRobert Hare [12]. Ne parliamo perché leggendoli scoprirete come la nostra cultura sia pervasa di principi psicopatici.

Intro:

Dice dunque Robert Hare: Sociopatici e psicopatici… È possibile che questi individui siano più crudeli che pazzi, che POSSANO SCEGLIERE di non controllare i propri impulsi, CHE CONOSCANO LA DIFFERENZA TRA GIUSTO E SBAGLIATO, che SAPPIANO ESATTAMENTE COSA STANNO FACENDO e che sicuramente NON siano pazzi, almeno secondo il parere unanime di molti studiosi?

Sociopatia.

E’ principalmente caratterizzata da qualcosa che non va NELLA COSCIENZA del soggetto: o non ce l’ha o è piena di buchi come il formaggio svizzero o comunque il soggetto è in qualche modo in grado di neutralizzare completamente o negare qualsiasi senso di coscienza o di prospettiva riguardo al futuro.
I sociopatici si preoccupano solo di soddisfare i propri bisogni e desideri: egoismo ed egocentrismo all’estremo. Qualsiasi altra cosa e qualsiasi altra persona vengono ridotte nella loro mente ad oggetti da usare per soddisfare i propri bisogni e desideri.
Spesso sono convinti di fare qualcosa di buono per la società, o almeno niente di così brutto… ce ne sono almeno 4 sottotipi diversi:

1.SOCIOPATICI COMUNI.

Sono il sottotipo più vasto e hanno una coscienza debole o non elaborata. Non si vergognano delle cose di cui le persone normali si vergognerebbero.

2.SOCIOPATICI ALIENATI.

Non hanno mai sviluppato la capacità di amare, empatizzare o unirsi nella vita reale ad un’altra persona. Dimostreranno più emozioni nei confronti di un animale domestico o di un manufatto personale piuttosto che verso una persona (per esempio). Hanno un atteggiamento freddo e insensibile nei confronti della sofferenza umana o di qualsiasi problema sociale nella società in cui vivono… in fondo tutto quello che vorrebbero è che la società venisse distrutta.

3.SOCIOPATICI AGGRESSIVI.

Amano fare del male, terrorizzare, tiranneggiare, angariare e manipolare. Lo fanno per un senso di potere e controllo e spesso lanciano delle sottili indicazioni riguardo alle loro intenzioni. Ingentiliscono le loro maniere aggressive e dominanti… Cercano posizioni di potere… sistematicamente tendono a sabotare le idee degli altri per sostituirle con le loro… Di solito… sono particolarmente vendicativi… Non seguono la norma sociale della reciprocità come gli altri.

4.SOCIOPATICI DISSOCIALI.

Si identificano e mantengono la fedeltà con una subcultura dissociale, emarginata o predatoria… Nonostante si lamentino che niente di tutto ciò sia colpa loro, dietro a tutto c’è un genere di meccanismo di ricerca del fallimento nelle scelte sbagliate che compiono.Psicopatici.

Ci sono 4 diversi sottotipi di psicopatici.

1.PSICOPATICI PERTURBATI.

Sono il genere che sembra cadere in un attacco di rabbia o frenesia più facilmente e spesso degli altri sottotipi. La loro frenesia ricorda un attacco epilettico. Di solito sono uomini con impulsi sessuali incredibilmente forti, capaci di prestazioni di energia sessuale stupefacenti, e apparentemente ossessionati dagli impulsi sessuali durante la maggior parte della loro vita. Inoltre sembrano caratterizzati da desideri molto forti, come dipendenza da droga, cleptomania, pedofilia, da ogni atto illecito o illegale. Amano il picco di endorfina portato dall’eccitazione e dal correre rischi…

2.PSICOPATICI CARISMATICI.

Sono mentitori affascinanti e attraenti. Di solito sono dotati di qualche tipo di talento, e se ne avvantaggiano per manipolare gli altri. Generalmente parlano velocemente e possiedono una capacità quasi demoniaca di persuadere gli altri a dare loro tutto ciò che possiedono, anche la vita. Per esempio sono leaders di sette o culti religiosi, che possono guidare i propri adepti alla morte. Gli appartenenti a questo sottotipo spesso credono nelle proprie invenzioni…

3.PSICOPATICI PRIMARI.

Non rispondono a punizione, apprensione, stress o disapprovazione. Sembrano essere capaci di inibire i propri impulsi antisociali la maggior parte delle volte, non grazie alla coscienza ma perché al momento è il loro obiettivo… Non seguono alcun progetto di vita e sembrano incapaci di provare qualsiasi genuina emozione.

4.PSICOPATICI SECONDARI.

Sono persone che osano, avventurose, non convenzionali che hanno cominciato a giocare secondo le proprie regole in giovane età. Sono guidati da un forte desiderio di fuggire o evitare il dolore, ma sono incapaci di resistere alle tentazioni. Al momento in cui la loro ansia verso un oggetto proibito aumenta, lo fa anche la loro attrazione nei suoi confronti. Vivono la loro vita sempre sotto tentazione. [12]

Una vita molto triste, concordate? Mi rendo conto che una classificazione tanto semplificata e superficiale, possa far storcere il naso a più d’uno, ma non era mio intento proporre un sistematica analisi del fenomeno, quanto proporre questa riflessione: “non vi sono venuti in mente, nel corso della lettura, molti personaggi televisivi, di fiction, oltre che svariate persone attorno a voi, oltre che addirittura tratti di voi stessi? Tutto ciò non è un caso”

Scrive Darianna Saccomani “Vedo che non vi sono più cittadini e cittadine, ma solo un popolo di indistinti arrabbiati nei confronti dei loro sovrani perché ora non gli garantiscono più la solita “paga” a fronte della loro sudditanza ed ubbidienza… Ma questa volta non arresteranno qualche studente né qualche operaio, questa volta sarà lo spazio delle rivolte del nulla e del vuoto, le rivolte di chi non potrà più permettersi un certo tenore di vita, ma che non si interrogherà neanche per un attimo di cosa in effetti sta succedendo.” [2]

Rivolte senza coscienza, folli, di branchi di automi impazziti.

5. Terapia psicologica sulle masse: appunti e proposte.Intro. by L’Hacker.

Io non penso alla rivoluzione, non penso a creare piani, non è il mio talento, io penso al futuro, all’uomo del futuro. Conta lo spirito dei tempi, conta la libertà umana. Un mio atto non porta cambiamento ora – FORSE – ma che cos’è allora un’idea cambiata, un’apertura dentro, una possibilità di accedere a nuovi “orizzonti” dei limiti da superare? Sì, è giusto, pensare al contingente, pensare alla materia, ma è sciocco, è da ‘inermi’ pensare che da lì tutto inizi e tutto termini. Come muoverci dunque? Che fare? Non sarà mica una nuova economia del futuro, ad andare a braccetto con pessimi uomini del passato? Mi rendo conto della “pesantezza” del testo e di come gli esperti dei “vari settori” toccati da questo articolo detesteranno il mio modo di agire, ma la realtà è che ai più mancano i principali elementi, quelli essenziali, per comprendere la situazione. C’è strappo temporale nella nostra cultura… lotte operaie, ’68, sono ormai solo slogan… il perché, il come, SONO SCONOSCIUTE AI PIU’.

Certo non siamo psicopatici, ma siamo dominati, guidati, educati secondo una mentalità psicopatica, e senza informazioni d’altro tipo, non possiamo che ritenere tale ‘mentalità’ come unica e autentica rappresentazione della realtà. Non è un caso che ci permettiamo di farci ingannare, di farci “disperare” dalla situazione: tutto ciò è solo una conferma del fatto che siamo tutti parte della stessa “mentalità di massa”, e per di più “psicopartica”, e che quindi, educati come loro, messi nella loro posizione, agiremmo per lo più in maniera simile… ma ancor peggio: da uomini massa non abbiamo nemmeno gli strumenti “mentali” per conoscere ORA un mondo nient’affatto limitato, nient’affatto terrificante, nient’affatto dispotico. Da questo capitolo in poi dunque affronteremo alcuni elementi “della nostra mentalità di massa e psicopatica”, grazie ad una estrazione studiata dei passaggi fondamentali del saggio di GENE SHARP: POLITICA DELL’AZIONE NON VIOLENTA [13].

By L’Hacker.

Gene Sharp: politica dell’azione non violenta.

L’AZIONE NONVIOLENTA SI BASA SULL’ASSUNTO CHE IL CONTROLLO PIÙ EFFICACE SUL POTERE POLITICO SI ESERCITI ALLE SUE FONTI…
FARE AFFIDAMENTO SULLA VIOLENZA DISTRUTTIVA PER CONTROLLARE IL POTERE POLITICO È IRRAZIONALE QUANTO L’USARE UN COPERCHIO PER CONTROLLARE IL VAPORE DI UN CALDERONE, MENTRE IL FUOCO SOTTO VIENE LASCIATO ARDERE INCONTROLLATO.

Se fosse vero che il potere politico ha la stabilità di una solida piramide di pietra, allora sarebbe anche vero che tale potere può essere controllato solamente da coloro che lo reggono. La concezione «monolitica» però non tiene conto della possibilità che vi siano altri tipi di pressione e controllo efficaci. Essa… mostra di non conoscere la natura del potere dei governanti e dei governi

Attenzione: neppure il fatto che i governanti stessi credono nella teoria monolitica la rende vera…

Anche un regime che si consideri monolitico o che sembri esserlo, può venire indebolito e distrutto se LE FONTI DEI SUO POTERE sono insidiate e divise, cioè quando il popolo agisca riferendosi alla teoria del potere presentata in questo capitolo.

Comte affermava che il potere di un governante varia e dipende dal grado in cui la società gli concede quel potere… Etienne de La Boétie, scrittore Francese dei sedicesimo secolo, quando parlava del potere di un tiranno, diceva «Costui che spadroneggia su di voi non ha che due occhi, due mani, un corpo e niente di più di quanto possiede l’ultimo abitante di tutte le vostre città. Ciò che ha in più è la libertà di mano che gli lasciate nel fare oppressione su di voi fino ad annientarvi»…Se il potere politico non è intrinseco a chi lo detiene, ne segue che deve avere delle fonti esterne. Le seguenti fonti:

a) Autorità.

Può essere definita come il «…diritto… di essere ascoltato ed obbedito dagli altri»,volontariamente accettato dal popolo, tale da NON IMPLICARE L’IMPOSIZIONE DI SANZIONI.

b) Risorse umane.

Il potere di un governante dipende dal numero di persone che gli obbediscono, collaborano con lui… e dalla loro conoscenza e abilità…

c) Fattori materiali.

Fattori psicologici ed ideologici, come l’abitudine e la disposizione all’obbedienza ed alla sottomissione nei sudditi… E il grado in cui chi governa controlla la proprietà, le risorse materiali e finanziarie, il sistema economico, i mezzi di comunicazione e di trasporto.

d) Sanzioni.

Sono «un’imposizione dell’obbedienza» utilizzate da coloro che governano contro chi e sottomesso per… aumentare il grado di obbedienza ai loro ordini (John Austin)… La chiave per ottenere l’obbedienza abituale sta nei condizionare la mente…
Ogni governante ha bisogno della capacita, della conoscenza, dei consigli, del lavoro e della capacità amministrativa dì una significativa percentuale dei suoi sudditi. Quanto più vasto e capillare è il controllo da parte del governante, tanto maggiore sarà l’aiuto di cui avrà bisogno…
I collaboratori:
Singoli dipendenti, funzionari, impiegati o simili, ma anche… le organizzazioni e istituzioni che compongono il sistema nel suo complesso. Queste possono essere ministeri, uffici, comitati, commissioni e simili… Queste unità organizzative possono rifiutarsi di fornire l’aiuto necessario…
Naturalmente possono essere imposte delle sanzioni nel tentativo di assicurare il grado desiderato di aiuto e di collaborazione. Ma, poiché i governanti hanno bisogno di qualcosa di più di forme esteriori di riluttante obbedienza da parte di questa moltitudine di persone loro soggette [i collaboratori: polizia, esercito…], gli sforzi per ottenere questo aiuto con la costrizione saranno inevitabilmente inadeguati, dato che la portata e l’intensità della loro autorità sono limitate.Le sanzioni sono importanti per mantenere il potere politico dei governante, soprattutto nei periodi di crisi, MA LA CAPACITÀ STESSA DI IMPORRE SANZIONI DIPENDEDALL’OBBEDIENZA E DALLA COLLABORAZIONE DI ALMENO ALCUNI TRA I CITTADINI; E LA LORO EFFICACIA DIPENDE DALLA PARTICOLARE DISPONIBILITÀ ALLA SOTTOMISSIONE DI TUTTI I CITTADINI…

Un rapporto di potere esiste solo quando e completato dall’obbedienza dei subordinati agli ordini del governante e dalla loro conformità ai suoi voleri. Come vedremo, questo non sempre si verifica… vi è un rapporto bilaterale tra governante e sudditi.
Il professor Harold Lasswell, il sociologo tedesco Georg Simmel e lo psicoanalista americano Chester J. Barnard autore di “Le funzioni del dirigente”, hanno tutti quanti offerto degli spunti per penetrare nella natura di questa interazione e di questa dipendenza reciproca.

Il professor Lasswell… porta l’esempio di un’orchestra e osserva che proprio come il direttore può ammonire gli orchestrali che non eseguono le sue indicazioni, allo stesso modo se l’orchestra non è soddisfatta del direttore, può, a sua volta, prendere delle misure contro di lui e «per mezzo della non collaborazione deliberata o di un’agitazione ostile» può «riuscire a far licenziare il direttore»

Senza la prevista obbedienza dei subordinati (sia essa sotto forma di acquiescenza passiva che di consenso attivo) il rapporto di potere non è completo nonostante la minaccia o l’uso di sanzioni…

Ma stabilito il fatto che l’obbedienza è necessaria e si vuole che l’ordine venga eseguito e anche che essa non è ineluttabile, arriviamo all’antico problema: perché molti obbediscono ai pochi?

6. Le ragioni del perché molti obbediscono.I sudditi sudditi spesso eseguono ordini i cui fini sono contrari ai loro stessi interessi?… come mai?

1.    Per abitudine

2.    Per paura delle sanzioni: un potere che opera attraverso la paura.

3.    Per obbligo morale: un senso di obbligo morale all’obbedienza diffusa tra la popolazione e un aspetto comune a tutte le forme di organizzazione politica, in parte il risultato di un deliberato indottrinamento… Questo senso di obbligo morale può non avere solo origine dal governante, ma derivare pure da una concezione generale circa il benessere della società nel suo complesso o da principi religiosi…

4.    L’«asso nella manica» di chi governa diventa allora la mente di chi gli è soggetto, e la propaganda diventa «il complemento indispensabile della polizia». Per esempio la convinzione che gli atti di costrizione siano imposti dal governo per il bene comune non è altro che frutto di PROPAGANDA, come lo è la convinzione che L’OBBEDIENZA RENDA POSSIBILE UNA PROTEZIONE CONTRO GLI INDIVIDUI ANTISOCIALI e favorisca il bene di tutti… idee talmente ripetute, invasive, da essere diffuse in ogni strato della società. Come avviene ciò? Grazie alla PROPAGANDA: attuata tramite telegiornali, film, fiction. Un tale livello di indottrinamento col tempo arriva a divenire talmente ‘vivo’ e talmente ‘reale’ nella popolazione, che la stessa popolazione ne sarà portavoce.

5.    Un’altra fonte di obbligo morale che porta all’obbedienza politica nasce dalconsiderare il legislatore o il governante dotato di qualità, poteri ‘particolari’… la disobbedienza diventa allora eresia, empietà, tradimento della razza, della Patria o della classe, o sfida agli dei, alla Storia, o alla Verità.

6.    Un’altra fonte di obbligo morale risiede nel fatto è che se l’ordine viene dato da qualcuno che si trova in una posizione riconosciuta come ufficiale, se è considerato in armonia con la tradizione, la legge e la costituzione vigenti, se il governante è giunto alla posizione che occupa attraverso le regolari procedure, allora di solito i sudditi proveranno un senso di obbligo morale all’obbedienza…

7.  Altro motivo per cui la popolazione ancora obbedisce è che il comportamento ordinato dal governante è quello che in ogni caso essa avrebbe considerato giusto, come, ad esempio, il non rubare o il non uccidere. Si obbedisce allora alla legge a causa «del suo contenuto razionale». Come sostiene Green: «ciò che comunemente viene considerato giusto e necessario» Il problema è che ciò che è comunemente considerato giusto e necessario, e anch’esso frutto in gran parte di propaganda.

ALTRO E PIU’ IMPORTANTE MOTIVO È CHE LE PERSONE NON HANNO SUFFICIENTE FIDUCIA IN SE STESSE E NELLE PROPRIE CAPACITÀ DI GIUDIZIO E DI AZIONE DA SENTIRSI IN GRADO… DI RESISTERE AL POTERE… CIÒ PERCHÉ I SUDDITI POSSONO ESSERE DISILLUSI, SFINITI, APATICI O INERTI O MANCARE DI QUEL PATRIMONIO DI CERTEZZE CHE CONSENTONO SIA DI VALUTARE QUANDO SI DEBBA OBBEDIRE… SIA DI ACQUISIRE COSCIENZA DEI PROPRI DIRITTI E CAPACITÀ DI PRENDERE AUTONOMAMENTE LA DECISIONE DI DISOBBEDIRE. LA MANCANZA DI FIDUCIA IN SE STESSI PUÒ ANCHE ESSERE INFLUENZATA DALLA CONVINZIONE CHE IL GRUPPO DIRIGENTE SIA PIÙ QUALIFICATO A PRENDERE DECISIONI E A METTERLE IN ATTO DI QUANTO NON LO SIANO I SUDDITI.

Tale obbedienza però non è ineluttabile.

Perché l’obbedienza è essenzialmente volontaria

Anche se molti luoghi comuni dicono il contrario, la gente obbedisce per ragioni differenti dalla minaccia di sanzioni…
L’obbedienza dei sudditi è essenzialmente il risultato di un atto di volizione. Anche nel caso dell’obbedienza abituale, il suddito accetta l’idea che è meglio continuare ad obbedire senza cercare coscientemente di analizzare i motivi per farlo…In grado variabile la volontà del singolo individuo può allora giocare un ruolo attivo nella situazione…
Lev Toistoi ebbe delle intuizioni sulla natura dei governi quando scrisse a proposito della dominazione inglese in India: «Una compagnia commerciale assoggettò una nazione diDUECENTO MILIONI DI PERSONE! RACCONTATELO AD UN UOMO LIBERO DALLA SUPERSTIZIONE, ED EGLI NON RIUSCIRÀ A CAPIRE CHE COSA SIGNIFICHINO QUESTE PAROLE, CHE COSA SIGNIFICA CHE TRENTAMILA UOMINI… NE HANNO SOTTOMESSI DUECENTO MILIONI…?

“Basta distruggere nella classe media la convinzione secondo cui è nell’interesse di questa classe sostenere chi governa «che la struttura che vi e costruita sopra crollerà a terra» dice Godwin.

LA DISPONIBILITÀ DEI SUDDITI A SOTTOMETTERSI A UNA PARTICOLARE POLITICA O AD UN INTERO SISTEMA PUÒ ESSERE ALTERATA ANCHE IN SEGUITO AL DIFFONDERSI DI NUOVE IDEOLOGIE (O DI NUOVI SVILUPPI DI QUELLE GIÀ ESISTENTI) E IN SEGUITO ACAMBIAMENTI NEL MODO DI PERCEPIRE IL SISTEMA STESSO.
Godwin egli afferma che ogni esercito, nazionale o di occupazione, usato per tenere sottomesso un popolo può essere influenzato… Esso può rifiutarsi quindi di sostenere il governante in quest’opera di repressione, allo stesso modo in cui il resto della popolazione può negargli il proprio sostegno.

Il liberalismo capitalista dei tempi moderni ha relegato all’ultimo posto i valori dell’intelligenza, e l’uomo moderno… si muove come una bestia o come l’uomo spaventato dei tempi primitivi. Per preoccuparsene, aspetta che queste verità diventino atti, e che si manifestino attraverso terremoti, epidemie, carestie, guerre, ossia col tuono dei cannone. [1] Ma potrebbe anche non andare così, compiendo una ANTIPROPAGANDA:

Gandhi… sottolineò l’importanza dì un cambiamento di disposizione [interiore] come presupposto per un cambiamento dell’atteggiamento nei confronti deli obbedienza e della collaborazione. Egli sosteneva che erano necessari:

1. un cambiamento psicologico: dalla sottomissione passiva al rispetto di sé e al coraggio;

2. la presa di coscienza da parte dei sudditi che il sistema si regge sul loro consenso;

3. la formazione di una ferma volontà di ritirare la collaborazione e l’obbedienza.

Metodi.

PER RAFFORZARE IL SUO POTERE, IL GOVERNANTE HA SPESSO L’INTERESSE A INGANNARE LA POPOLAZIONE SULLA [non] FRAGILITÀ DEL POTERE POLITICO E SULLE POSSIBILITÀ CHE [la popolazione] HA DI DISSOLVERLO. I GOVERNANTI CERCANO QUINDI DI TENERE PER SÉ QUESTE CONOSCENZE. TOLSTOJ NOTAVA CHE GLI UOMINI, DALLA CUI COLLABORAZIONE IN ULTIMA ANALISI DIPENDE IL GOVERNO OPPRESSORE, CONTINUANO A SERVIRLO ARRUOLANDOSI COME SOLDATI O COME POLIZIOTTI, POICHÉ «A CAUSA DEL PROLUNGATO INGANNO NON SONO PIÙ IN GRADO DI VEDERE LA CONNESSIONE TRA LA LORO SCHIAVITÙ E LA LORO PARTECIPAZIONE AGLI ATTI DI VIOLENZA»«Se andate predicando, in gran parte dei mondo, che i rapporti politici sono completamente fondati sul consenso volontario o su una reciproca promessa, presto il magistrato vi imprigionerà come ribelle per aver allentato i vincoli dell’obbedienza, sempreché i vostri amici non vi abbiano rinchiuso prima come folle per aver sostenuto tali assurdità»

E quasi un assioma che di fronte a tale forma di non collaborazione e di disobbedienza cui non tutta la popolazione partecipa, il governante infliggerà severe sanzioni… e molti si ritengono generalmente indifesi di fronte alle possibilità di repressione, punizione e controllo… si sentono con ogni probabilità impotenti di fronte a una dura, solida forza in grado di abbattersi su di loro in ogni istante, e questa miope concezione lì porta a credere alla teoria monolitica del potere. Ma se i sudditi riescono ad osservare il potere dei loro governanti nella sua evoluzione temporale, e ad effettuare una attenta introspezione su ciò che veramente apprezzano, detestano, su convinzione che considerano “verità” ma che non lo sono affatto, cominceranno ad accorgersi del loro ruolo nella genesi, nel mantenimento e nello sviluppo di tale potere e questa consapevolezza permetterà loro di scoprire che sono in grado di EFFETTUARE STRAORDINARIE MIGLIORIE.

Sudditi e governanti a braccetto?

Hobbes intravvide il potere della disobbedienza e, prevedendo che esso avrebbe distrutto tutti i governi (non solo uno in particolare), si ritrasse spaventato e si mise a sostenere la sottomissione cieca ed universale (o quasi) dei cittadini ai loro governanti.

Stessa cosa pensa chi possiede un’idea “monolitica” della mente umana, del potenziale umano.

Le frequenti reazioni dei governi di fronte agli scioperi generali e alle azioni popolari di massa dimostrano che anch’essi hanno la medesima, sciocca, massificata mentalità e convinzione sull’essere umano.

Non reagiscono [i governi] forse con sproporzionata determinazione per non cedere… anche quando [tali scioperi] hanno il sostegno della maggioranza della popolazione e si propongono di raggiungere obiettivi relativamente limitati? Questi governi non si rifiutano forse spesso di negoziare fino a quando gli scioperi generali non si siano esauriti? Ed anche quando vengono fatte delle concessioni, non succede forse che queste siano attribuite a cause diverse dalla non collaborazione popolare?

Sembrerebbe che queste reazioni possano essere spiegate almeno in parte dal fatto che i governi spesso sono più disposti ad accettare le richieste che a veder venir meno la collaborazione e l’obbedienza popolare, e che inoltre temano il diffondersi della consapevolezza della forza della non collaborazione nel controllo del potere politico. Questo perché LA LORO PROPAGANDA fa di tutto per diffondere la mentalità dell’uomo massa.

Ne consegue inevitabilmente che per attuare un tipo di società equilibrata, responsabile, ricca, occorre proprio insegnare l’uomo a NON ESSERE MASSA.

Per esempio negare in ogni caso il diritto degli uomini alla disobbedienza è come dire che, dopo che il regime nazista di Hitler giunse al potere, era dovere di ogni tedesco obbedirgli ciecamente e realizzare efficientemente tutti i suoi piani, non importa quali fossero, e che non c’era nessun diritto alla resistenza o alla rivoluzione… Insegnare una cosa del genere significa instupidire l’uomo.
Tuttavia le “Idee” dell’uomo massa circa il “facciamo tutti in coro la rivoluzione!”, sono altrettanto frutto dell’UOMO MASSA. Incapace di pensare, di risolvere veramente CON IDEE SUE le questione, segue solo l’idea manipolante che più lo rappresenta. Ma l’uomo è massa perché gli è stata insegnata una mentalità di massa, non perché lo è intrinsecamente.
Gandhi sostenne ripetutamente che PRIMA CHE SI POTESSE ATTUARE L’AUTOGOVERNO IL POPOLO DOVEVA LIBERARSI DAL «SENTIMENTO DI IMPOTENZA» NON POTEVA AGIRE PER CAMBIARE… SENZA AVERE FIDUCIA IN SE STESSO… Ma soprattutto – aggiungo io, visto che Ghandi non ha certo creato il paradiso – senza aver effettuato prima una profonda EVOLUZIONE emotiva, spirituale, psicologica, culturale, scientifica.In definitiva:

Abbiamo già affrontato in questo articolo:http://4sfumaturedellarealta.blogspot.com/2011/08/apocalisse-senza-satana-la-fine-del_31.html un particolare strumento psicologico a nostra disposizione. Abbiamo affrontato in questo articolo:http://4sfumaturedellarealta.blogspot.com/2011/08/le-possibilita-sembrano-essere-iniziate.htmlqual’è la nostra possibilità di diffondere il desiderio di cambiamento. Ora nel cercare di risolvere i problemi del controllo del potere politico e nel tentare di trovare mezzi per sviluppare il tipo di società che ci renda felici, abbiamo imparato che innanzitutto dobbiamo porci le seguenti domande:

1. Come si può organizzare una società libera in modi che preservino e aumentino la sua capacità di rimanere libera?

2. Come si possono produrre cambiamenti sociali e politici in modi che affrontino questo problema specifico e nello stesso tempo facilitino, e non ostacolino, il controllo a lunga scadenza del potere politico?

3. Come può una società affrontare particolari tipi di potere politico incontrollato (come nei casi di oppressione, tirannia e guerra) con mezzi che contribuiscano a risolvere il problema immediato e al tempo stesso aiutino a controllare e diffondere, e non ad accentrare, a lunga scadenza il potere politico? [13]

La risposta a tutte queste domande è ancora una volta nella nostra mente, nel nostro inconscio, nel nostro spirito, e in nessun’altro luogo.
7. Finale e Fonti.
Le cose non vanno gridate, vanno sussurrate perché il sussurro è più forte dell’urlo. Le cose non vanno sussurrate, vanno pensate, perché il pensiero è più forte del sussurro [14].

Per me conta la salvezza, la libertà, la fine del dolore, e non IL DIRITTO ALLA SALVEZZA, e non LA RINCORSA DELLA LIBERTA’, e non LA GUERRA PER OTTENERE LA FINE DEL DOLORE! Per questo non mi interessano le regole spirituali, ma lo spirito, né le regole della bella scrittura, ma il potere della scrittura.

…infine…!

Investigando, Sherlock Holmes formulò un dì un concetto che non rivelò a nessuno, se non alla mente di Arthur Conan Doyle. Quel concetto però divenne talmente ossessivo per il suo autore che perfino i suoi scritti volevano gridarlo, ma nessun suo personaggio lo faceva, perché troppi pochi l’avrebbero capito, e se davvero avessero intuito sarebbe – questo lui temeva – “esploso il mondo”! Tuttavia un giorno Holmes se ne uscì con questa frase ormai famosissima: “Quando hai eliminato l’impossibile, qualsiasi cosa resti, per quanto improbabile, deve essere la verita’ ” [da “Il segno dei quattro”] e Doyle commentò tra sé, formulando a parole la più grande verità che Dio avesse rivelato all’uomo: “Quando hai eliminato la verità, qualsiasi cosa resti, per quanto improbabile, deve essere la realtà”… ma il segreto era talmente sottile che non venne tramandato.

By L’Hacker, 14-9-2011 

Seguono: Le Fonti.

FONTI CITATE:
[1]di ANTONIN ARTAUD; PER GLI ANALFABETI; Stampa Alternativa
[2]http://darianna-cosechepenso.blogspot.com/2011/08/pensieri-ruota-libera.html
[3]Tratto dall’articolo: Crisi e ri-proletarizzazione: prodromi rivoluzionari? Di Eugenio Orso – 22 ottobre 2008
[4]di David Rothkopf; Superclass; per l’Italia edito da Mondadori, 2008
[5]Informazione tratte da vari articoli di Paolo Barnard: il suo sito ora non esiste più
[6]Alcuni brani tratti da “La ribellione delle masse” di José Ortega y Gasset.
[7]http://www.fareforex.com/federal-reserve-fed-istituzioni/1120/
[8]http://ww-w.tnepd.com/2011/una-partita-cominciata-quattromila-anni-orsono
[9]Fonte: http://www.nodo50.org/ceprid/spip.php?article1227 Traduzione per http://www.tlaxcala-int.org/article.asp?reference=5673 a cura di http://www.vocidallastrada.com/ 
[10]dal libro Banca d’Italia, Banca Centrale Europea, Federal Reserve: la grande truffa (volume primo)
[11]Tratto da saggio “Un Avvocato Presenta il Caso dell’Aldilà_Prove Oggettive Inconfutabili” di Victor Zammit (pag 109-110)
[12]Tratto da http://www.crimine.net/wp/?p=56; Traduzione di Chiara Guarascio dallo studio di Robert Hare su http://faculty.ncwc.edu/toconnor/428/428lect16.htm 
[13]tratto da GENE SHARP: POLITICA DELL’AZIONE NON VIOLENTA; volume 1: POTERE e LOTTA; edizioni gruppo abete.
[14]http://ettorefobo.blogspot.com/2011/03/aforismi-della-libera-azione.html#comments
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