POSITIVE MONEY, LA MONETA POSITIVA PRIVA DI DEBITO E LE SOLUZIONI ALLA CRISI BANCARIA

Dopo aver visto il primo video della conferenza del fondatore del movimento inglese Positive MoneyBen Dyson, sui maggiori problemi del sistema monetario, finanziario e bancario moderno, oggi vediamo la seconda parte conclusiva in cui vengono schematicamente presentate le tre principali soluzioni elaborate dal progetto Positive Money.
Molti di questi concetti sono già abbastanza noti, ma Dyson riesce ad inserirli in una prospettiva molto più ampia e completa, che nel caso di un’applicazione concreta del progetto finirebbe per incidere sulla vita di ognuno di noi e sulle scelte future di un’intera società. Vediamo in sintesi quali sono queste tre soluzioni e proposte di Positive Money:
    1)   Obbligare le banche a chiedere l’autorizzazione ai clienti depositanti prima di prestare i loro risparmi
Il primo obiettivo è molto semplice, perché basta che il cliente comunichi espressamente alla banca cosa vuole fare con i suoi soldi depositati: tenerli in un conto sicuro al 100% (Current Account, il nostro attuale conto corrente) oppure investirli in un conto più rischioso (Investment Accountconto di investimento), dal quale non potrà movimentarli per un certo periodo di tempo.
I soldi depositati sui CA non possono in alcun modo essere investiti dalla banca, che avrebbe solo il compito digestire i flussi di entrata e di uscita dal conto, ma fisicamente i soldi sarebbero fuori dal bilancio della banca e depositati direttamente presso la Banca Centrale. In caso di insolvenza o fallimento della banca, i soldi dei CA non vengono persi ma si trovano già al sicuro presso la Banca Centrale.
Nel secondo tipo di conto, gli IA, il cliente condivide il rischio e i profitti derivanti dall’investimento con la banca, comunicando in anticipo la durata (3 mesi, 6 mesi, 2 anni etc) oppure non definendo nessuna data di chiusura, ma accordandosi con la banca per fissare un periodo minimo entro il quale, previa comunicazione, il cliente può di nuovo prelevare i soldi investiti (30 giorni, 60 giorni, 90 giorni etc). In questo modo l’intera collettività, la cittadinanza non dovrà pagare per gli errori commessi dalla banca in caso di fallimento e sarebbero solo i clienti ad avere aperto un IA a rischiare di perdere parte dei soldi investiti, dovendo attendere la liquidazione delle attività della banca per ricevere il rimborso.
      2)   Imporre alla banche di comunicare ai clienti dove e come investiranno i loro soldi
Prima di lasciare in gestione i soldi degli IA alla banca, il cliente avrebbe la possibilità di comunicare se intendedirottare i suoi soldi in un certo settore (per esempio energie rinnovabili) o impedire che vengano investiti in altri settori (per esempio armamenti). Con questa semplice operazione preliminare, le priorità di investimento delle banche inizieranno a riflettere i reali orientamenti dei clienti, della collettività, e non viceversa come avviene oggi, dato che le banche decidono autonomamente e in base a considerazioni di mero profitto dove investire i soldi dei clienti, senza peraltro comunicare nulla ai depositanti.
     3)   La creazione della nuova moneta deve avvenire secondo un processo democratico e pubblico
Questa idea non è comunista, statalista, fascista o altro, dato che già nel 1844 il primo ministro conservatore inglese Robert Peer aveva tolto il potere di stampare banconote dal nulla alle banche commerciali, affidando questa delicata e vitale funzione di emissione della nuova moneta ad un ente pubblico e statale come la Banca Centrale, la Bank of England. In questo modo tutto il profitto da signoraggio sulle nuove banconote emesse (differenza fra valore nominale o facciale della banconota e il costo di stampa) veniva direttamente incassato dal governo nazionale e quindi dalla cittadinanza, che poteva ricevere come beneficio una riduzione del pagamento delle tasse.
Tuttavia oggi le banconote cartacee hanno un peso molto limitato all’interno dell’intera massa monetaria (3%), mentre la maggior parte delle transazioni finanziarie avviene per via telematica tramite moneta elettronica (97%), che nei circuiti a vista viene gestita e creata dal nulla dalle banche commerciali nel momento in cui concedono prestiti e aprono nuovi depositi, sulla base del sistema della riserva frazionaria.
Dato che con il meccanismo dei CA e IA viene eliminata la necessità di mantenere una riserva frazionaria (perché tutti gli investimenti sono coperti interamente dagli IA, mentre i CA possono essere prelevati in un qualsiasi momento senza alterare la stabilità finanziaria e il bilancio della banca), le banche commerciali non avrebbero più la possibilità di creare nuova moneta elettronica dal nulla e siccome un’economia per funzionare bene ha bisogno di eventuali iniezioni di liquidità, sarebbe un dipartimento della Banca Centrale(Monetary Policy Committee, Comitato di Politica Monetaria) a decidere quanta nuova moneta possa essere emessa.
I funzionari statali del MPC dovrebbero essere lontani e indipendenti dalle pressioni della politica o da qualsiasi altra influenza, in modo da riuscire a prendere una decisione periodica sulla quantità di nuova moneta adeguata e in linea con i reali andamenti economici (crescita, inflazione, occupazione). Dopo che l’MPC avrà preso questa decisione, la Banca Centrale (Bank of England, Banca d’Italia etc) dovrà creare fisicamente e gestire i flussi della nuova moneta, che a differenza di quella creata attualmente dalle banche commerciali sarebbe priva di debito all’origine.
Questa caratteristica originaria della moneta positiva priva di debito (Positive Money) aiuterebbe progressivamentel’economia a liberarsi dall’intossicazione da debito e metterebbe in moto un processo virtuoso capace di riallineare i reali bisogni e le necessità di un intero paese con la quantità effettiva, e non artificialmente gonfiata dal debito, della ricchezza finanziaria disponibile. In ogni caso la gestione dell’emissione monetaria affidata ad un ente pubblico come l’MPC non potrebbe mai essere peggiore del disastro a cui abbiamo assistito appaltando e delegando questa cruciale attività sociale alle banche commerciali, che soprattutto in questi ultimi 30 anni può essere misurato dalle numerose e frequenti bolle speculative e crisi finanziarie causate dalla cattiva gestione delle banche.
Come evidenziato da Dyson nel video, lo stesso attuale governatore della Bank of England, Mervyn King, ha già detto più volte che il sistema bancario moderno ha bisogno di un importante riforma strutturale, basata appunto sulla separazione fra i fondi di investimento e quelli di risparmio. La proposta di Positive Money in questo senso sembra la più credibile e funzionale per cambiare radicalmente il sistema monetario di ogni singolo paese e di ogni singola valuta nazionale.
Come tutte le riforme radicali e rivoluzionarie della storia, anche la questione monetaria ha tuttavia bisogno di una crescita di consapevolezza e di informazione da parte di coloro che dovrebbero essere i principali portatori di questa fondamentale rivendicazione sociale: i cittadini. Senza questa presa di coscienza collettiva, che sia capace di inserire la moneta nel novero dei normali “beni comuni” da difendere e tutelare (insieme alla terra, all’acqua, al cibo, all’energia), è difficile immaginare che i politici e i banchieri possano diventare i promotori di un qualsiasi tipo di cambiamento o riforma concreta, dato che avrebbero tutto da perdere e nulla da guadagnare in un sistema più equo e sostenibile di ridistribuzione della ricchezza.
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