Lo riferisce in un'intervista a un giornale tedesco. Notizia sarebbe clamorosa: riportata solo dai media russi. Perché l'avrebbe fatto?

Lo riferisce in un’intervista a un giornale tedesco. Notizia sarebbe clamorosa: riportata solo dai media russi. Perché l’avrebbe fatto?

NEW YORK (WSI) – Un pilota ucraino di un Soukhoi Su-25 avrebbe rivendicato la responsabilità della distruzione dell’aereo di linea della Malaysia Airlines abbattuto nella parte orientale dell’Ucraina, in un incidente che ha provocato la morte di 298 persone il 17 luglio scorso.

In un’intervista rilasciata al Wahrheit fuer Deutschland, una testata tedesca, il pilota racconta di aver sparato sul Boeing 777 con un cannone a due canne di 30 mm e che la sua arma era presente anche sulle immagine statellitari del ministero russo della Difesa.

Il nome della fonte non è stato divulgato. Un Soukhoï Su-25 è stato effettivamente osservato vicino all’aereo malese dai mezzi di controllo russi.

Ma perché lo avrebbe fatto? Dal resoconto fatto ai media, l’aereo di linea sembra che fosse in volo in un’area dove erano presenti alcuni aerei dell’esercito ucraino ed era diretto verso la zona del paese controllata dai filo russi e non viceversa.

Intanto gli ambasciatori dei 28 paesi dell’Unione europea sono riuniti stamani a Bruxelles per mettere a punto un nuovo pacchetto di sanzioni economiche contro la Russia, mirato a convincere il presidente Vladimir Putin a interrompere il suo sostegno ai separatisti filorussi ucraini.

L’obiettivo delle sanzioni è stato confermato ieri in una telefonata a cinque tra il presidente Usa Barack Obama, quello francese Francois Hollande, la cancelliera tedesca Angela Merkel e i premier italiano Matteo Renzi e britannico David Cameron: chiudere la frontiera russo-ucraina per impedire il passaggio di armi e uomini verso le aree controllate dai separatisti, in modo da costringerli al tavolo negoziale con Kiev.

Le sanzioni dovrebbero riguardare quattro ambiti: l’accesso ai mercati finanziari, le vendite di armi, le tecnologie sensibili in campo energetico, e i beni a doppio utilizzo, militare e civile.

Gli europei vogliono colpire anche gli uomini vicini al potere russo, congelando i beni di quattro oligarchi accusati di aver beneficiato dell’annessione della Crimea o di sostenere attivamente la destabilizzazione in est Ucraina. Sanzioni anche per tre entità economiche, tra cui una banca. L’obiettivo è di bloccare gli investimenti in alcuni settori in Crimea e a Sebastopoli, in particolare costruzioni, trasporti, telecomunicazioni ed energia, ha precisato una fonte europea.

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