Il Pasquino

forneroElsa Fornero risponde così alle critiche dei sindacati: “Sono piemontese di nascita, sono abituata a lavorare, non ho il tempo per fare battute”.

Peccato che a “lavurar” non sia tanto capace, visto che non è stata in grado neanche di prevedere, nel decreto legge sulle pensioni, quali sarebbero state le ricadute per quelle centinaia di migliaia di persone, 350.000 circa, che avevano firmato un accordo, con le rispettive aziende,  per farsi “accompagnare” alla pensione.

Accordi più che leciti, accordi previsti dalle leggi vigenti, accordi che non erano salvaguardia per i lavoratori, ma aiuti per le aziende.

Invece la ministro, offendendo chi ha dovuto subire “offerte” che spesso sono imposizioni, ha chiamato queste persone “salvaguardate”…non ha rispettato accordi scritti…ha “cambiato” la legge…andando a ritroso…

Forse il pianto che l’ha resa famosa dipendeva proprio da questo…da aver fatto una riforma a capocchia specchio della sua malcelata incapacità.

Ci sarebbe anche da chiedere a questa signora, professoressa universitaria…a quanto pare, come sia possibile che ad un governo di tecnici sfuggano queste cose macroscopicamente “tecniche”.

I conti, i calcoli da chi se li fanno fare?…da Paperino?

E’ chiaro che delle ricadute sociali delle decisioni di questo governo non importa a nessuno.

Le decine di suicidi non smuovono le coscienze di chi è intento solo a lavorare per il “bene” di un paese che non c’è più.

Così come non crea nessun allarme il continuo stillicidio di licenziamenti che colpisce tutta l’Italia, da nord a sud.

Piemontese di nascita…ma incapace di professione, la ministro va per la sua strada usando frasi che ricalcano quanto i leghisti da sempre affermano.

La ministro forse pensa, come alcuni in quel del nord, che altrove si perda il tempo a mangiar panini al sole senza far nulla?

Il paese intero, senza distinzioni e fantomatiche divisioni tra nord e sud, chiede che si metta mano ai costi di una politica ladrona, che si dia il via ad una legge seria e pesante contro la corruzione, che si azzerino i contributi ai partiti, che si cancellino i privilegi, che la si smetta con le raccomandazioni e le consulenze fasulle.

Si prenda del tempo, signora ministro, rilegga la storia, studi i veri conti di questo nostro paese, e faccia quel passo che, per quanto Lei sinora ha “prodotto”, risulti il più coerente…si dimetta…ritorni alla sua università…le sue figlie l’aspettano…

http://www.reset-italia.net/2012/04/14/piemontese-di-nascita/

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