Di Antonio Mazzeo

Stati Uniti e Nato loguardano con diffidenza per le troppe ambiguità nella lotta al terrorismo dimatrice islamica. Potenza nucleare, una lunga guerra a bassa intensità con lavicina India, il “democratico” Pakistan è vigilato a vista dall’esercito e daglionnipotenti servizi segreti. Ciononostante sta per divenire uno dei piùaffidabili partner politico-militari dell’Italia nel continente asiatico.
Alla vigilia delle festepasquali, il consiglio dei ministri ha discusso e approvato un nuovo accordo dicooperazione con i militari pakistani. “La ratifica dell’accordo nel settoredella difesa – riferisce il portavoce dell’esecutivo – si inquadra in una faseparticolarmente positiva dei rapporti tra i due Paesi, confermata anche dalrecente incontro tra il Presidente Monti e l’omologo pakistano Gilani, in Cina,a margine del Forum dell’Asia a Boao”. Obiettivo chiave del partenariato saràquello di “sviluppare la cooperazione bilaterale tra le forze armate dei duePaesi, nell’intento di consolidare le rispettive capacità difensive e dimigliorare la comprensione reciproca sulle questioni della sicurezza”. Sempresecondo il Governo, una volta in vigore, l’accordo assicurerà anche un’adeguatacornice giuridica e istituzionale per “l’ulteriore progresso di programmi dicooperazione industriale, a beneficio dei settori produttivi e commerciali d’Italiae Pakistan”.
Il paese asiatico è già un discreto cliente delcomplesso militare industriale italiano. Secondo l’ultimo rapporto dellaPresidenza del Consiglio sull’esportazione dei materiali da guerra, nel 2010 ilvalore delle operazioni con il Pakistan ha raggiunto i 53,3 milioni di euro edha interessato un variegato stock di strumenti di morte (munizioni,bombe, siluri, missili, apparecchiature elettroniche e per la direzione deltiro, veicoli terrestri, navi da guerra, aeromobili, software, ecc.).
L’affare più lucroso perFinmeccanica & socie riguarda la consegna di dieci batterie del sistema didifesa aerea “Spada 2000 Plus” prodotte da MBDA Italia, società per azioni consede a Roma, interamente controllata dal consorzio europeo missilistico MatraBAE Dynamics Alenia –MBDA di cui la holding italiana detiene il 25% del pacchetto azionario. Dotato deimissili terra-aria a medio raggio Aspide2000, con esplosivo a frammentazione e guida radar semiattiva, ilsistema “Spada 2000” è in grado di funzionare in qualsiasi condizione climatica,sia di giorno che di notte. Opera congiuntamente con un radar di rilevamentotridimensionale, il RAC-3D prodottoda Selex Sistemi Integrati, altra azienda di Finmeccanica, capace diintercettare e tracciare sino a 100 bersagli simultaneamente dentro un raggiod’azione di 60 km.
Il valore della commessa supera i 415 milioni di euro piùle spese di realizzazione a Karachi delle infrastrutture necessarie all’assemblaggiodelle munizioni. “L’addestramento dei militari pakistani ha preso il via allafine del 2009 e alcuni ufficiali hanno visitato in più occasioni le sedi diMBDA in Italia”, ha spiegato Antonio Perfetti, presidente del Cda di MBDAItalia. Le operazioni sono seguite passo dopo passo da personale specializzato dell’Aeronauticamilitare. L’efficienza del sistema è stato sperimentato con numerosi test nelpoligono di Salto di Quirra (Sardegna), alla presenza di una delegazione delleforze armate pakistane, mentre una delegazione militare italiana ha seguito leprime prove di lancio in Pakistan (luglio 2010).
Un altro strumento di guerra“made in Italy” entrato a far parte degli arsenali del Pakistan è il sofisticatissimoaereo senza pilota “Falco UAV”. Realizzato dalle officine di Selex Galileo (giàGalileo Avionica), il “Falco” è un velivolo che vola a medie altitudini, ha unraggio di azione di 230 km,un’autonomia superiore alle dodici ore e può trasportare carichi differenti comesensori radar ad alta risoluzione e bombe a caduta libera. L’ordine delle forzearmate pakistane risale alla fine del 2008 e comprende venticinque velivolisenza pilota, un’unità di volo di riserva e le stazioni di controllo terrestri(GCS). Il battesimo sul campo è avvenuto in occasione della grande offensiva lanciatanella Swat Valley nell’autunno 2009: come ammesso dalle autorità militarilocali, i “falchi” italiani sono stati lanciati per localizzare e bombardare“tutti i tipi di obiettivi, inclusi depositi munizioni, bunker, nascondigli ealtre infrastrutture utilizzate dagli insorti”.
SelexGalileo ha in programma di vendere al Pakistan una versione più avanzata del velivolo(il “Falco Evo”) che consentirà un’autonomia di volo sino a 18 ore, unacapacità di trasporto sino a 120 Kg e la possibilità di ospitare a bordo bombe e missiliteleguidati. L’azienda del gruppo Finmeccanica ha inoltre prodotto i radarinstallati in alcuni dei cacciabombardieri in dotazione all’aeronauticamilitare pakistana. Si tratta dei “Grifo” nella versione 80 e 200, operativi inbanda X e in grado di supportare il lancio dei missili aria-aria earia-superficie sempre più utilizzati nelle azioni di guerra contro i gruppi anti-governativi.
La “guerra sporca” delle forze armate pakistane nellaregione del nord-ovest e in Balucistan ha causato lo scorso anno la morte di centinaiadi civili e oltre due milioni di sfollati. Amnesty International ha ripetutamentedenunciato le gravi violazioni dei diritti umani perpetrati dai militari e leesecuzioni extragiudiziali di presunti insorti da parte delle milizie tribali “sostenutedall’esercito ma prive di un appropriato addestramento o controllo”. LaCommissione per i diritti umani del Pakistan (Human Rights Commission of Pakistan – Hrcp), organizzazione nongovernativa, ha documentato il ritrovamento di 282 corpi di sospetti insorti,tra la fine delle operazioni militari nella Swat Valley, nel luglio 2009 emaggio 2010. Anche in questo caso le uccisioni sarebbero state eseguite dalleforze di sicurezza nazionali. “Molti attivisti impegnati in campagne contro lesparizioni forzate in Balucistan sono scomparsi o sono stati uccisi”, aggiungeAmnesty International. Vittime innocenti che non sembrano per nulla turbare isogni dei mercanti d’armi e dei ministri-banchieri del governo Monti.
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