Da Cosenostreacasanostra di Nicoletta Forcheri
Qualche giorno fa la Bank of England ha pubblicato un saggio in cui ammette quello che dicevamo da tempo e cioè che la moneta viene creata al momento dell’erogazione del credito, e non viceversa, come faceva credere precedentemente, che la moneta prestata fosse tratta dai depositi. Il credito erogato crea i depositi.

In questo video della BoE, si ammette che la moneta è una cambiale e o promessa di pagamento derivante dall’epoca in cui, prima del 1971, la moneta era convertibile in oro e quindi le banconote rappresentavano una promessa di pagamento delle banche al portatore del corrispettivo valore in oro, donde la scritta “pagabile a vista al portatore” sulle banconote (inglesi). Un po’ come un assegno o una cambiale.

La BoE spiega quindi che la moneta nasce proprio come  una forma speciale di pagherò per facilitare gli scambi, e in quanto tale ha bisogno di essere regolata da un sistema bancario che monopolizzi la “fiducia” – donde l’abuso di fiducia, dico io – perché come spiega bene il funzionario senza accorgersi dell’enormità che sta dicendo, altrimenti “dovremmo fidarci tutti gli uni degli altri”. Cioè, dice, se tutti creassimo le nostre promesse di pagamento, agli scambi, dovremmo fidarci gli uni degli altri, ma la capacità di rispettare una promessa di pagamento del mio vicino dipenderà da quanti pagherò a sua volta potrà ottenere. No, ma perché, adesso non è così lo stesso: la capacità di pagare del vicino non dipende forse da quanta moneta/pagherò riceve a sua volta???

Meno male, sembra dire, che a questo punto interviene la BC che ha “monopolizzato” l’offerta di cartamoneta (rubandoci la fiducia dell’uno nei confronti dell’altro?). Questa cartamoneta non è più convertibile in oro, in regime di fiat money dove le banconote valgono il loro valore nominale.

Le banconote e gli spiccioli costituiscono unicamente il 3% della moneta totale, prosegue, anche se sospettiamo percentuali molto inferiori. Sono delle finte passività perché in cambio di banconote e spiccioli, le banche ci daranno unicamente banconote e o spiccioli, non dice la Bank of England.

Insistendo sulla definizione di moneta come pagherò e non come passività, in realtà, la BoE sta salvando la categoria, poiché se dicesse che la moneta è una passività, il passo nostro successivo potrebbe essere quello di chiederne il rimborso. Al momento si limita quindi ad ammettere tra le righe che la cartamoneta è un finto pagherò, e che il suo valore si basa sulla convenzione e la certezza giuridica che tutti l’accetteranno (Auriti, NdT) in quanto lo Stato in tale moneta accetta il pagamento delle tasse (teorie economiste ufficiali).

Invece la moneta scritturale, o moneta deposito, continua, sono (veri) pagherò, promesse di pagamento delle banche ai clienti, in contanti (quando andiamo a ritirare soldi in banca).

Cioè, l’inganno perpetrato con la cartamoneta, che consisteva nello stampare molta più cartamoneta dell’oro contabilizzandola come passività, ma finta e o insolvente, viene continuata con la moneta scritturale, che diventa pagherò di moneta in contanti. Contanti che rappresenterebbero unicamente, per l’ufficiale della BoE in GB, il  3% della moneta totale, ma che noi sappiamo essere di molto molto meno.

Ci si può chiedere come mai la BoE faccia una tale dichiarazione adesso.

Ci possono essere varie ragioni. Da una parte, alla lettura del rapporto della BoE, viene da pensare che si potrebbe trattare di un regolamento di conti della BoE nei confronti delle banche private, o banche dealer, che hanno talmente tanto esagerato con la creazione di credito da offuscare la BoE/Regina d’Inghilterra e rischiare, come stiamo rischiando, la terza guerra mondiale con Russia e Cina che non vogliono più stare al gioco imballato delle banche dealer – fondamentalmente le regine del petrodollaro e della Federal Reserve – comprando loro bond americani e dollari. Anzi con la conseguenza che già da prima della crisi con la Crimea, si stavano organizzando per commerciare energia in reminbi.

Le banche dealer starebbero quindi minacciando e prevaricando il potere di una banca centrale che come quella d’Inghilterra ha ancora un qualche “senso” della sua sovranità. E che con queste rivelazioni lancia un monito del tipo: attenzione, la BC non c’entra niente con il possibile crollo del castello di carte, poiché essa regola unicamente il tasso d’interesse e non la quantità di moneta la cui responsabilità incombe alle banche private – banche dealer – soprattutto in caso di promesse di pagamento non rispettate, nell’ipotesi ad esempio neanche tanto remota di corsa allo sportello, e o di crollo del castello di carte…

D’altro canto, la definizione della moneta come pagherò e non come passività, è ingannevole e molto astuta poiché la maggior parte penserà, si, è giusto, la moneta depositata costituisce promessa di pagamento in contanti della banca nei miei confronti, senza assolutamente contare il fatto che se effettivamente fossimo in regime di moneta/pagherò, saremmo assolutamente nella situazione pre-1971 in cui Nixon confessò l’inganno dell’inflazione di moneta rispetto alle riserve d’oro che lo portò a cambiare regime di moneta, non esistendo la liquidità necessaria per coprire tutta la moneta scritturale.

Definendo la moneta un pagherò e non una passività – in inglese liability – la BoE sembra che stia tentando di evitare l’accusa che logicamente seguirebbe alla definizione della moneta come una passività o debito, accusa che suonerebbe come la seguente minaccia: quindi se la moneta è un vostro debito, di due cose l’una, o è un falso contabile perché ci ritroviamo stranamente a rimborsarvelo noi a voi, oppure ce lo rimborsate.

L’astuzia di definire la moneta legale come pagherò e non come finta passività, esonera tutto il sistema bancario dal dovere ammettere il falso contabile: non essendo più in regime di moneta merce, la moneta non dovrebbe essere una promessa di pagamento,  bensì uno strumento di pagamento di per sé, che è falso contabilizzare al passivo, prerogativa della moneta merce (promessa di pagamento coperta da riserve).

E qua arrivo al punto. Una moneta legale o moneta fiat è una moneta non coperta da riserve contrariamente alla moneta merce che è coperta da riserve in oro, o quant’altro si voglia designare come copertura. Checché se ne dica però noi non siamo neanche in un regime di moneta fiat, la moneta che utilizziamo infatti non solo è contabilizzata come se fosse moneta oro, senza esserlo, ma è coperta dai nostri titoli del debito i quali quelli sono dei veri debiti o pagherò, realmente convertibili in merce: i nostri beni, tutti.

Quindi per riassumere siamo in un finto regime di moneta fiat, o ibrido, che contabilizza ancora la moneta come se fosse moneta merce coperta dall’oro, senza esserlo, un finto debito in realtà coperto dai nostri veri pagherò (titoli del debito o buoni del tesoro) veramente convertibili in oro: beni, demanio, mare, cielo, terra, paese.

E nel dire che la moneta, sia scritturale che cartamoneta, ha la natura di un pagherò speciale, la BoE sta tentando di negare il falso contabile delle banche sia all’emissione di credito sia all’emissione di cartamoneta. Un falso contabile che segna la creazione monetaria al passivo mentre la addebita alla collettività.  Falso contabile e appropriazione indebita.

E visto che il segreto di pulcinella è oramai sussurrato in vari circoli, e che i banchieri si tengono per la manina come i bravi fratellini della mafia, aggiungiamo: omertà, complicità, corruzione, omicidi, per non parlare di aggiotaggio e insider trading all’ordine del giorno.

Il tutto per mantenere una convention ad excludendum nei confronti della comunità riguardo al reddito monetario e relativa sovranità monetaria e quindi abuso di posizione dominante che affonda le sue radici nel segreto, nel crimine, nella fratellanza a costo di portare il mondo alla distruzione totale.

N. Forcheri 21 Marzo 2014

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