BUDAPEST – Il fisco è stato al centro del discorso settimanale di Viktor Orbán, che ha rilasciato importanti dichiarazioni sulle tasse per i settori bancario, energetico, telecomunicazioni e retail, ma anche in merito all’imposta sul reddito delle persone fisiche, che dovrebbe essere ridotta nel corso del mandato 2014-2018. La cosiddetta “flat tax” è oggi del 16%. (percentuale MASSIMA di imposta sul reddito delle persone fisiche in Ungheria, che Orban ora annuncia di volere RIDURRE ulteriormente – ndr)
Mentre dovevano essere provvisorie, per questo si chiamano “tasse straordinarie” quelle imposizioni aggiunte da Vikor Orbán all’inizio dello scorso mandato e rivolte a specifici settori dell’economia ungherese. Dalla loro introduzione a oggi sono passati quasi quattro anni, costellati di proteste soprattutto dalle aziende e dai gruppi colpiti da tali oneri:banche, assicurazioni, gdo, compagnie energetiche e telefoniche. Ora è finalmente ufficiale quello che già era palese e cioè che le misure anti-crisi resteranno parte integrante del sistema fiscale magiaro fintanto che Orbán sarà in carica. Lo ha dichiarato lo stesso primo ministro venerdì scorso, nel suo consueto discorso settimanale alla radio pubblica, preannunciando qualche novità tra cui quella della possibile riduzione della flat tax. Un’altra innovazione portata dal governo Fidesz-KDNP, che sta iniziando il secondo mandato consecutivo, è stata infatti la tassa non progressiva sul reddito personale, livellata al 16% e diventata modello in Europa del concetto di “flat tax”. Adesso secondo Orbán sarebbe tempo di ridurre il gettito dalle tasse sulla persona al 4-6% del PIL, passando, entro il 2018, a una tassa sul reddito delle persone fisiche “a una sola cifra”. Del resto, gli introiti dovrebbero essere assicurati dal mantenimento delle tasse su telecomunicazioni, banche, grande distribuzione ed energia, oltre che dalla nuova tassa sulla pubblicità. Quest’ultima – l’“ad tax”, passata dal Parlamento pochi giorni fa – dovrebbe permettere secondo Orbán di raccogliere “tra i 9 e i 10 miliardi di fiorini da un settore ampio e con grossi profitti”. Autore articolo: Claudia Leporatti  della Redazione Economia.hu
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