Da Alba kan per Voci dalla Strada.
L’altro ieri qui a Gaza c’è stata la seconda seduta del processo ai presunti assassini di Vittorio. Non c’era molta gente, quasi non c’erano giornalisti, solo una ventina di amici di Vik e qualche famigliare degli imputati. Trovatequi il resoconto.
Ieri è stato ucciso dai coloni un palestinese nel distretto di Nablus, ed altri sono stati feriti. I soldati, sempre compiacenti agli occupanti, hanno cominciato ad arrestare palestinesi. Da ricordare che nell’ultimo periodo c’è stato un consistente afflusso di sionisti da tutta europa e dall’occidente nelle colonie, per poter organizzare una rivolta dopo il voto all’ONU.
Silvia Todeschini da Gaza
A parte questo, ci sono due buone notizie.
La prima è un po’ datata, e parla di boicottaggio, ma, visto che è un po’ che non aggiorno il blog, vale la pena riportarla… L’AGREXCO È IN LIQUIDAZIONE!!!
Come sicuramente saprete, la Carmel-Agrexco è la principale esportatrice di prodotti agricoli israeliani, soprattutto provenienti dalle colonie della valle del giordano, che spesso vendono come «biologici»..strana concezione del biologico, per un’azienda che anche ammesso che non distrugga l’ambiente sicuramente distrugge la vita di tantissimi palestinesi…

Comunque, tra le cause del suo fallimento, ha sicuramente un peso importante la campagna BDS, e questa non può che essere considerata una vittoria.
La seconda buona notizia è che domani ricominciamo a uscire con la barca Oliva. Si tratta di un’imbarcazione con un equipaggio in parte composto da internazionali ed in parte da giornalisti, il cui scopo è monitorare le violazioni dei diritti umani nelle acque palestinesi. Oliva era stata ripetutamente attaccata, più di un mese fa, dalla marina militare israeliana. Erano stati usati cannoni ad acqua, era stato minacciato l’uso di proiettili, ed è stato distrutto il motore. Ora il motore è stato riaggiustato e domani si parte. Fa pensare, però, il modo che hanno i sionisti di attaccare una piccola barchetta che di fatto rappresenta una terza parte nonviolenta, un mezzo per osservare e riportare quello che succede nelle acque palestinesi.
Compiere qualsiasi azione alla luce del sole significa assumersi la più completa responsabilità per ciò che si fa. A livello individuale, si sa, questa non è sempre la via più conveniente. Ma a livello di apparati statali, di organismi che dovrebbero rispondere a organi «democraticamente» eletti, agire di nascosto significa due cose: significa non voler rendere conto delle proprie azioni a chi si pretende di rappresentare, e significa anche implicitamente ammettere che quello che si sta facendo verrebbe criticato, verrebbe condannato, verrebbe combattuto.
Ora, se Isreele non vuole essere filmato mentre aggredisce i pescatori, io penso, è esattamente perchè non vuole che si sappia ciò che fa. E se non vuole che si sappia ciò che fa, è perchè sa di essere nel torto. Si tratta di un’ammissione di colpa implicita. Se Israele sapesse di essere nel giusto, se ne fosse fermamente convinto, non attaccherebbe mai una barca che è stata creata e pensata esclusivamente per monitorare ciò che succede. Invece Israele ha attaccato e nonostante questo la barca finalmente aggiustata domani tornerà in mare.
Israele, ci imbarcheremo su Oliva per guardarti, ti osserveremo. Racconteremo quello che fai. Abbiamo una barchetta piccola, non ci sono armi a bordo, non possiamo fare male ai tuoi soldati, ai tuoi mercenari o a quelli a cui hai fatto il lavaggio del cervello fin da piccoli. Non abbiamo modo di fare loro nemmeno un graffio. Eppure staremo li a guardare. Non ti preoccupare, poi racconteremo quello che fai. Lo renderemo pubblico. La gente saprà, e la gente, talvolta, quando smette di seguire quello che dice la tv o a credere alle balle dei giornali mail stream, lo sai anche tu Israele, che capita che la gente pensi. Libertà è la libertà di dire che due e due fanno quattro, raccontava Orwell. Due e due fanno quattro, anche se il Partito sostiene che fanno cinque. I sionisti continueranno ad essere assassini, anche se vogliono nascondere la verità. E noi, continueremo ad osservare e raccontare.
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