«È una fortuna che la gente non capisca il nostro sistema bancario e monetario, perchè se lo facesse, credo che scoppierebbe la rivoluzione prima di domani»
Henry Ford, fondatore della Ford Motor Company

«Permettetemi di emettere e gestire la moneta di una nazione, e me ne infischio di chi fa le leggi»
Mayer Amschel Rothschild, fondatore Rothschild Bank

Qual è la vera natura del sistema bancario e finanziario mondiale?

Cosa sono e come agiscono su scala globale i cosiddetti “poteri forti”?

Il sistema bancario e finanziario internazionale domina le società e impoverisce le economie grazie al monopolio della creazione del denaro pubblico, imponendo un perverso sistema di debiti che non possono essere ripagati e sottraendoci ogni ricchezza personale e solidarietà comunitaria. Gli enormi flussi di denaro prodotti o riciclati da attività illecite alimentano interessi criminali su scala globale, sino a fomentare guerre e terrorismo pur di rafforzare questo perverso meccanismo di potere, qui ricostruito sia nella sua genesi storica che nella sua drammatica attualità.

Dopo il bestseller Bankenstein, Marco Saba ci offre un’accurata e appassionante ricostruzione della manipolazione economico-finanziaria a cui tutti gli Stati – e noi in prima persona – siamo sottoposti. Dai retroscena della Banca Mondiale fino ai segreti della recente crisi di mutui, un vero e proprio trattato di criminologia per comprendere speculazioni borsistiche, collusioni politiche, torbide organizzazioni occulte come il gruppo Bilderberg o la Trilateral, ovvero tutti i protagonisti di questo inquietante sistema criminale di cui siamo prigionieri e spesso involontari complici. Queste élite oligarchiche, libere da qualsiasi potere e controllo democratico, influenzano e dirigono gli eventi e le decisioni politiche ed economiche nazionali e internazionali, con l’obiettivo sempre più palese di realizzare il dominio assoluto di un ristretto numero di soggetti su tutto il Pianeta.

INDICE

Indice

Prefazione

Introduzione

Prima parte: Gli attori del sistema monetario

1. La Banca Mondiale

2. Il Fondo Monetario Internazionale

3. La Banca dei Regolamenti Internazionali

4. La Banca d’Italia: violazioni costituzionali

5. La Banca d’Italia: un possibile caso di parricidio

6. 1939: una legge che forse ha scatenato una guerra… mondiale

7. I flussi internazionali del denaro

8. Effetti del debito sui diritti umani

9. Il trattato di Maastricht e la Banca Centrale Europea

10. Un esempio di riciclaggio: il Plunge Protection Team

Seconda parte: Monete complementari, locali e a signoraggio pubblico

11. Due proposte USA: il Liberty Dollar e la moneta di stato

12. La proposta di una moneta per salvare l’Amazonia

13. L’esperienza di una moneta regionale in Germania

14. Esperienze in Italia: EcoRoma, SCEC, Tau, Kro

Conclusione

Lista degli acronimi

Bibliografia

ESTRATTO

Liberalizzazioni e aggiustamenti strutturali

Quando Alden Clausen – anche lui membro della Commissione Trilaterale – prese il comando da McNamara nel 1981, la banca incorse in un gran rimescolamento. Come nota Stiglitz:
“All’inizio degli anni 1980, ci fu una purga all’interno della Banca Mondiale, nel dipartimento della ricerca che era quello che guidava il pensiero e la direzione della Banca”. (4)
Clausen, un puro membro centrale della élite globale, assunse un nuovo economista capo con idee radicalmente nuove:
“…Ann Krueger, una specialista di commercio internazionale, meglio conosciuta per il suo lavoro “Alla ricerca della rendita – come gli interessi speciali usano i dazii ed altre misure protezionistiche per aumentare i loro redditi a spese degli altri… Krueger vedeva il problema nei governi. Il libero mercato era la soluzione ai problemi dei paesi in via di sviluppo”. (5)

Questo era precisamente il periodo in cui le cosiddette politiche di liberalizzazione e gli aggiustamenti strutturali venivano imposti come mezzo per obbligare i paesi a privatizzare le industrie. Se i governi erano un problema, allora avrebbero dovuto rinunciare alle aree delle infrastrutture critiche in favore delle multinazionali private che, in accordo con la Krueger, avrebbero lavorato meglio e più efficientemente dei corpi burocratici governativi.
Non sorprende quindi che la maggior parte degli economisti di carriera lasciarono la BM all’inizio degli anni 1980 per protestare contro le politiche di Clausen e Krueger.

Come funziona il riciclaggio di denaro

Il meccanismo operativo degli aggiustamenti strutturali assieme alla stretta cooperazione tra il FMI e la BM verrà trattato nel capitolo due. Il seguente esempio ben documentato dimostra la verità dell’adagio: un’immagine vale mille parole. Dimostra come la BM segue il suo interesse assieme al FMI col ritornello dell’apertura dei mercati chiusi nei paesi non-collaborativi. E’ una storia intricata ma leggendola con attenzione il lettore capirà come funziona il “sistema”.

Le guerre dell’acqua

Nel 1998 il FMI approvò un prestito di 138 miliardi di dollari alla Bolivia che descrisse come funzionale ad aiutare il paese a controllare l’inflazione e stabilizzare la sua economia nazionale. Il prestito era vincolato all’accettazione da parte della Bolivia di una serie di “riforme strutturali” che includevano la privatizzazione di “tutte le rimanenti imprese pubbliche”, inclusi i servizi relativi alla distribuzione dell’acqua. Una volta approvato il prestito, la Bolivia si trovò sotto una forte pressione da parte della BM volta ad assicurare che non sopravvivesse alcun sussidio pubblico sull’acqua e che tutti i progetti riguardanti l’acqua fossero gestiti sulla base del recupero delle spese il che significa che i cittadini dovevano pagare in proprio la costruzione, il finanziamento, i costi operativi e di manutenzione di qualsiasi progetto idrico. Poiché l’acqua è un bisogno umano essenziale ed è cruciale per l’agricoltura, il recupero totale dei costi non è d’uso nemmeno nei paesi sviluppati. (la cosa avrebbe un senso solamente se la rendita monetaria venisse completamente redistribuita agli aventi diritto, al popolo, cosa che non avviene se non in casi eccezionali)
In questo contesto, Cochabamba, la terza città più grande della Bolivia, ha messo in vendita la sua gestione idrica sul finire del 1999. Solamente un consorzio, guidato dalla sussidiaria della Bechtel, Aguas del Lunari, partecipò alla gara con un’offerta: vinse una concessione per 40 anni per la fornitura dell’acqua. I dettagli esatti della negoziazione vennero tenuti segreti poiché la Bechtel dichiarò che le cifre sul contratto erano “proprietà intellettuale”. In seguito venne fuori che il prezzo dell’acqua includeva il finanziamento da parte dei cittadini di Cochabamba di una parte di un progetto di costruzione di una enorme diga intrapreso dalla Bechtel. Questo progetto – Misicuni Dam Project – avrebbe reso il costo dell’acqua maggiore del 600% rispetto alle fonti alternative. I cittadini di Cochabamba avrebbero anche dovuto pagare un ulteriore balzello del 15% per garantire alla Bechtel il profitto dell’operazione: il solito giochetto della socializzazione dei costi per garantire profitti ai privati.
Appena ricevuta la concessione, la società aumentò il costo dell’acqua del 400%. Questi aumenti avvennero in un’area dove lo stipendio minimo è meno di 100 dollari al mese. Dopo l’aumento del prezzo, si stimò che i piccoli imprenditori avrebbero dovuto pagare un quarto delle loro entrate mensili per pagare le bollette dell’acqua. I residenti della città erano oltraggiati. Nel gennaio 2000, una larga coalizione chiamata “Coordinamento per la Difesa dell’Acqua e della Vita”, ovvero “La Coordinadora”, guidata da un lavoratore locale, Oscar Olivera, chiese delle manifestazioni pacifiche. Cochabamba venne chiusa per quattro giorni a causa di uno sciopero generale con il blocco dei trasporti, la dimostrazione si fermò dopo che il governo promise di intervenire per abbassare i prezzi. Tuttavia, non vedendo risultati a febbraio, le dimostrazioni ricominciarono. Questa volta però i dimostranti si scontrarono contro i lacrimogeni e l’opposizione della Polizia, lasciando sul terreno 175 feriti e due ragazzi che rimasero accecati.

La minaccia che la privatizzazione dei servizi pubblici pone alla democrazia, seguendo il GATS (General Agreement on Trade in Services), venne dimostrata nel marzo 2000. La Coordinadora fece un referendum ufficioso, con 50.000 votanti, e annunciò che il 96% dei votanti era favorevole alla cancellazione del contratto con la società Aguas del Lunari. La società rispose che non erano possibili negoziazioni.
Il 4 aprile i residenti della città ritornarono sulle strade, chiudendo la città. Di nuovo vennero confrontati dalla Polizia e, l’otto aprile, il governo dichiarò la legge marziale. I militari boliviani spararono in faccia ad un ragazzo di 17 anni, ammazzandolo. Tuttavia la protesta continuò. Il 10 aprile il governo si arrese firmando un accordo in cui riceveva le richieste dei dimostranti per rovesciare la concessione. Il popolo di Cochabamba riebbe indietro la sua acqua.

Sfortunatamente questa ispirante storia non finisce con la vittoria del popolo di Cochabamba. Il 25 febbraio 2002, la Bechtel ha fatto causa, usando delle protezioni previste in accordi bilaterali d’investimento Bolivia-Olanda firmati presso la Banca Mondiale, chiedendo 25 milioni di dollari di danni per compensazione dei profitti persi. (6)

Nota Bene: la Bechtel Engineering è la più grande società di progettazione civile del mondo. Appartiene alla famiglia Bechtel. Per tanti anni il consigliere generale e vicepresidente della Bechtel è stato Caspar Weinberger, membro della Commissione Trilaterale.

Da allora, la BM ha concesso ulteriori prestiti alla Bolivia per la “riduzione della povertà”. Leggete con attenzione la relazione della BM sulla Bolivia che si trova sul loro sito internet:
“La Bolivia sta sperimentando un periodo di difficoltà ed incertezza. Nei mesi recenti, vari disturbi politici e sociali hanno creato gravi conseguenze che sono culminate con le dimissioni del Presidente Gonzalo Sánchez de Lozada nell’ottobre 2003, e la nomina a presidente del vice-presidente Carlos Mesa. L’amministrazione attuale eredita un clima politico ed economico difficile, assieme a problemi a lungo termine, come ad esempio una profonda diseguaglianza, un’economia che è stata colpita da una recente recessione economica della zona ed un disincanto del pubblico nei confronti della corruzione”. (7)

Disturbi politici e sociali? Un clima economico, politico e sociale difficile? Una profonda diseguaglianza? Un vasto disincanto pubblico verso la corruzione? Si rimane senza parole.

Così nel caso della Bolivia abbiamo quanto segue:
– Un prestito del FMI viene concesso alla Bolivia con delle clausole;
– La BM entra in gioco per imporre le clausole e gli aggiustamenti strutturali;
– La BM presta fondi per lo “sviluppo” alla Bolivia e simultaneamente introduce un consorzio di banche private per finanziare vari progetti che la Bechtel si è inventata;
– La Bechtel è l’unica che fa la gara e la vince;
– I progetti idrici falliscono e la Bechtel viene rimandata a casa a calci dopo una pressione politica estrema da parte dei consumatori;
– La Bechtel fa causa per i “profitti persi” secondo una clausola di garanzia assicurativa prenegoziata col Gruppo della Banca Mondiale (MIGA, vedere sopra);
– Se Bechtel vince la causa, verrà pagata con soldi estratti dalle tasse dei contribuenti dei paesi membri;
– Senza dubbio, ogni prestito del settore bancario privato che finisce male, viene sempre pagato con le tasse dei contribuenti.

Questo tipo di operazioni è un furto sfacciato – ancorché apparentemente “legale” – ai danni di tutti: la Bolivia, la città di Cochabamba, la gente di Cochabamba, i contribuenti USA e quelli degli altri paesi membri. Gli unici che ci guadagnano sono la Bechtel, le banche commerciali ed i pochi politici corrotti che hanno preso le loro solite tangenti e mazzette.

Rimane una domanda a cui serve una risposta: com’è che è apparsa la Bechtel sullo scenario boliviano? Non è che la Bechtel ha avuto un ruolo nel suggerire od inventare le clausole e gli aggiustamenti strutturali specificati dalla BM nei contratti di finanziamento? Se è così, ci sono gli elementi per una inchiesta penale.
Non sarà facile saperlo dalla BM come sono andate le cose, visto come lavorano in segreto dietro le quinte. Anche Stiglitz ha notato:
“Il FMI e la BM hanno ancora delle procedure di divulgazione che sono molto più deboli di quelle dei governi democratici come gli USA, la Svezia o il Canada. Loro (FMI e BM) tentano di nascondere rapporti critici; è solamente la loro incapacità a prevenire le fughe che fa sì che ogni tanto si sappia qualcosa”.

Macro Saba è l’animatore dell’OCO, Observatoire du Crime Organisé.
È autore di Bankenstein. Tutto quello che non avreste mai voluto sapere sulle banche.

Di Marco Saba

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