Alessandro Lattanzio, 5/8/2014
10527718Il 29 luglio, nel pomeriggio, i majdanisti avrebbero lanciato 4 missili tattici OTR-21 Tochka, di cui almeno 2 su Savrovka (Savr Mogila), ma alcun missile Tochka ha raggiunto gli obiettivi. Il missile può trasportare una testata di 454 chili ed ha una gittata di 80 km. Tale azione faceva seguito ai combattimenti tra milizie di autodifesa e truppe golpiste presso Shakhtjorsk, dove furono eliminati 125 blindati dell’esercito ucraino. Il viceministro della Difesa della Repubblica Popolare di Donetsk (RPD) Fjodor Berezin aveva affermato “Il nemico ha perso 125 blindati a Shakhtjorsk, ieri, tra cui carri armati, veicoli da combattimento della fanteria e veicoli corazzati da trasporto truppa. I miliziani hanno preso il controllo di Shakhtjorsk, mentre la Guardia nazionale si nasconde nel fitto dei boschi“. 200 blindati ucraini parteciparono all’offensiva per spezzare la linea difensiva della Novorossija, sulla strada che collega Torez e Lugansk a Donetsk. La Milizia federalista respinse l’offensiva distruggendo 125 mezzi ucraini (carri armati, BMP, BTR, autocarri, ecc.), quindi i bombardamenti degli MLRS “Grad” della milizia sulle posizioni della 25.ma brigata, eliminavano 23 paracadutisti ucraini dell’unità A1126, tra cui il comandante del battaglione. Complessivamente, nei combattimenti a Shakhtjorsk del solo 29 luglio, i majdanisti persero 85 effettivi, quasi tutti della 25.ma brigata aeroportata, oltre a 30 blindati distrutti, 2 BMP catturati e la perdita di tutta l’artiglieria della 25.ma brigata.
Il 30 luglio, Savrovka (60 km a sud-ovest di Donetsk) restava nelle mani delle milizie dopo tre giorni di aspri combattimenti, respingendo gli assalti dei majdanisti e distruggendo 2 carri armati, 2 BTR, 1 BRDM e diversi autocarri Kamaz. Presso Gorlovka, 20 km a nord-ovest di Donetsk, i bombardamenti dei majdanisti uccidevano 27 civili in tre giorni. A Debaltsevo, 30 km a nord-est di Donetsk, un convoglio golpista veniva attaccato, perdendo 3 autocarri Ural e 1 compagnia. A Khartsitsk, la milizia abbatteva un aereo da trasporto militare ucraino. Ad Avdievka, 10 km a nord di Donetsk, la milizia catturava 3 BMP ucraini. A Jasinovata, 10 km a nord di Donetsk, l’assalto dei blindati ucraini veniva respinto con la distruzione di 1 BTR e 2 carri armati ucraini.
Il 31 luglio, Aleksandr Prosjolkov, viceministro degli Esteri della Repubblica Popolare di Donetsk, veniva assassinato da terroristi majdanisti. Aleksandr Prosjolkov era anche leader dell’Unione della Gioventù Eurasiatica del distretto federale meridionale della Russia. L’attentato avvenne in prossimità di Krasnodon, dove alcuni ignoti bloccarono l’auto di Prosjolkov e gli spararono quattro volte. Prosjolkov era stato distratto da alcuni sconosciuti rimanendo fuori dalla visuale delle guardie del convoglio di cui la sua auto faceva parte.
glnews.ru_ministrom-oborony-dnr-naznachen-igor-strelkov_1Il 1 agosto 2014 si svolgeva uno scambio di prigionieri: due miliziani catturati scambiati con due “paracadutisti” majdanisti fatti prigionieri. Tuttavia, mentre i prigionieri majdanisti se ne andarono con le loro gambe, i miliziani prigionieri erano stati restituiti dagli ucraini in condizioni gravissime, poiché sottoposti a torture. In seguito a questo incidente, Strelkov ordinava che nessun ufficiale della 25.ma brigata venisse fatto prigioniero. Sempre il 1° agosto, l’esercito ucraino si ritirava da diverse aree, in particolare dai checkpoint di frontiera di Dolzhanskij, Izvarino e Chervonopartizansk e da Savrovka. Ma l’esercito majdanista tentava di prendere il controllo di Krasnogorovka, Jasinovataja e Marinka, venendo respinto sempre dopo aver subito gravi perdite. Alle 13:00 i golpisti avviavano un’offensiva sulla periferia sud-ovest di Donetsk, con circa 40 blindati, e su Krasnogorovka. Il Corpo Volontario di “Pravij Sektor“, rinforzato da elementi della 51.ma brigata ucraina, si avvicinarono a Krasnogorovka, dove subirono perdite in effettivi e blindati, per poi ritirarsi. Nella periferia nord di Donetsk, l’esercito majdanista tentava di prendere il controllo di Jasinovataja, per tagliare la strada da Gorlovka a Donetsk, ma anche tale assalto veniva respinto con la perdita di 2 carri armati e 2 blindati. Nella regione Shakhtjorsk-Snezhnoe-Torez, i resti della 25.ma brigata aeromobile e del battaglione naziatlantista Dnepr-1 venivano circondati. Nella notte del 31 luglio – 1 agosto, si svolgeva uno scontro presso Serditoe, sulla strada Donetsk-Snezhnoe. I majdanisti cercavano di rompere l’accerchiamento con una colonna di blindati e fanteria, fallendo anche questa volta. A sud di Snezhnoe, la Milizia bombardava le posizioni dei majdanisti presso Stepanovka, Savrovka e Amvrosievka, distruggendogli 5 autoveicoli e 2 depositi di munizioni. Inoltre la Milizia distruggeva una base majdanista nei pressi di Elenovka, dove erano raccolti MLRS, obici e munizioni dei golpisti. Alle 14:30, presso Shakhtjorsk, la milizia di Motorol abbatteva un drone ucraino Tu-143 Rejs. A Dmitrovka, 50 km a est di Donetsk, il battaglione della Milizia Vostok distruggeva 2 blindati ucraini. Unità della 1.ma Compagnia da Ricognizione attaccavano una postazione majdanista presso Andreevka, eliminando 1 carro armato e 2 BMP. I circa 1500 uomini circondati nella sacca meridionale, si dichiaravano pronti ad arrendersi e a ritirarsi in cambio della cessione di tutte le loro armi, munizioni e di circa 60-70 blindati, tra cui 30 carri armati, BMP, BTR, MLRS Grad e pezzi di artiglieria.
Il 2 agosto, secondo la Repubblica popolare di Donetsk, i golpisti ucraini inviavano sistemi missilistici balistici a corto raggio Tochka-U verso Donetsk, “L’esercito ucraino invia verso Donetsk complessi missilistici Tochka-U. Colonne nemiche con BM-30 Smerch e BM-27 Uragan sono state avvistate“. Il comandante della milizia della Repubblica Popolare di Donetsk, Igor Strelkov, aveva dichiarato che dei sistemi Tochka-Uerano schierati a Kramatorsk per attaccare gli impianti chimici e di depurazione di Donetsk e Lugansk. Tre persone venivano uccise dai bombardamenti majdanisti su Donetsk. Tra Enakevo e Makeevka, nella regione di Donetsk, veniva abbattuto un aereo da attacco al suolo Su-25 ucraino. Nella notte tra il 2 e il 3 agosto, 438 soldati ucraini, tra cui 164 guardie di frontiera, fuggivano in Russia, nella regione di Rostov sul Don. A Orlovo-Ivanovka, 40 km nord-est da Donetsk, alle 13:00 si svolgevano pesanti combattimenti; dopo il tiro di preparazione dell’artiglieria, unità ucraine attaccavano con 25 carri armati e blindati. L’assalto veniva respinto dalla milizia che distruggeva 3 carri armati, 3 BMP, 3 BTR, 1 BMD e 1 autocarro majdanisti. A Pervomajsk la milizia respingeva per due volte l’offensiva del battaglione naziatlantisa “Donbass”, che subiva notevoli perdite. A Shahktjorsk la milizia distruggeva altri 3 carri armati, 3 BMP e 2 autoveicoli della 25.ma brigata ucraina.
Il 3 agosto, tra Marienka e Aleksandrovka, 10 km ad ovest di Donetsk, la milizia respingeva le unità della 51.ma brigata meccanizzata ucraina, che perdeva 2 carri armati T-62 e 2 BTR. La milizia subiva 2 caduti e 15 feriti. A Stakhanov la milizia abbatteva 1 Sukhoj Su-25 ucraino.
10472740Il 4 agosto, la 72.ma brigata ucraina si disintegrava, con 450 soldati che fuggivano nel territorio della Federazione Russa abbandonando tutto il materiale nelle loro posizioni, tra cui 70 automezzi e blindati, ed altri 702 soldati ucraini che si arrendevano alla Milizia di Shahktjorsk. I soldati erano rimasti per giorni senza rifornimenti e munizioni, dopo che la giunta aveva perso 7 velivoli da trasporto per tentare di rifornirli. Gli unici che non si arrendevano erano i mercenari polacchi e i neonazisti di Fazione destra presenti tra le unità ucraine. Tra il 29 luglio e il 3 agosto, la 72.ma brigata aveva perso 454 soldati e 125 automezzi, tra cui 30 carri armati T-64. I resti della 79.ma brigata aeroportata, della 24.ma brigata fucilieri motorizzati, dei battaglioni Shakhtjorsk e Azov rimanevano intrappolati nella sacca meridionale. Pavel Gubarjov, a capo del Dipartimento Mobilitazione del Ministero della Difesa della Repubblica Popolare di Donestk, dichiarava, “Ciò che vediamo è il punto di svolta in questa guerra. Abbiamo fiducia, ci avviciniamo alla vittoria. L’esercito ucraino scompare, tutti si arrendono, fuggono nella Federazione Russa, non essendo più disposti a combattere. La mobilitazione non funziona e lo spirito combattivo sparisce; perciò posso certamente prevedere che non solo raggiungeremo Kiev, ma anche Lvov, e strangoleremo questa gentaglia in modo che gli ucraini dimentichino Bandera, Shukhevich e il nazionalismo integralista ucraino per altri 3 o 4 secoli. Devo sottolineare che non combattiamo ucraini, combattiamo nazisti. Costoro hanno mentalità molto diverse, ecco perché ci appelliamo agli ucraini che hanno la cattiva sorte di ritrovarsi nell’esercito ucraino, o sono stati forzatamente mobilitati. Arrendetevi e vi tratteremo con buona volontà, altrimenti disertate. Questo è il modo migliore per uscirsene. Ai nazisti ucraini che, con i loro seguaci, urlarono a Majdan “Heil agli eroi!”, la suddetta feccia fascista, non saranno risparmiati! D’ora in poi non faremo altro che scacciare tali bastardi. Non permetteremo che il Donbas diventi un campo per il fracking delle aziende occidentali. Non lasceremo che il Donbas diventi un deserto saccheggiato. Vogliamo vedere la nostra regione verde, rigogliosa e ricca. É per questo che combattiamo”.
A Gorlovka, un nuovo bombardamento majdanista uccideva una persona e ne feriva altre 17. A Pervomajsk, nel bombardamento dei majdanisti veniva ucciso il pope Georgij Nikishov. A Makievka abbattuto 1 aereo d’attacco Su-25 Grac’ ucraino, mentre ad Amvrossievka veniva abbattuto 1 elicottero ucraino. A Marjupol, tiratori scelti eliminavano diversi consiglieri statunitensi.
L’offensiva della junta di Kiev falliva miseramente, e il ministro della Difesa ucraino Valerij Geletej annunciava l’esaurimento dell’offensiva ed iniziava a contattare la Bielorussia con l’intenzione di chiedere a Lukashenko di essere  l’intermediario nelle trattative. Il Segretario del Consiglio di Sicurezza Nazionale e Difesa, il nazista Andrej Parubij, veniva dimissionato assieme al vicecapo della polizia politica (SBU) Jurij Stets.
10561576Il 1° agosto, il ministero della Difesa russo mobilitava i riservisti per le esercitazioni da svolgersi tra agosto e ottobre, “L’addestramento delle principali specialità si terrà per due mesi in presidi e unità militari“. Le esercitazioni hanno lo scopo di familiarizzare i riservisti all’impiego e manutenzione dei nuovi sistemi d’arma ed equipaggiamenti dei rami specializzati in comunicazioni, missili, artiglieria, logistica, fanteria motorizzata e forze costiere. Inoltre, anche l’aeronautica russa avviava le esercitazioni di combattimento coinvolgendo oltre 100 aerei tra caccia, bombardieri ed elicotteri nei distretti militari centrale e occidentale della Russia. Il colonnello Igor Klimov dichiarava che le esercitazioni si svolgevano in collaborazione con le forze della difesa aerea russa, “In tutto, le manovre coinvolgeranno 100 aerei ed elicotteri come caccia multiruolo Su-27 Flanker, caccia MiG-31 Foxhound, cacciabombardieri Su-34 Fullback, bombardieri Su-24 Fencer così come elicotteri da combattimento Mi-8, Mi-24 e Mi-28N“. L’esercitazione prevedeva tiri contro bersagli a terra e in aria nei nuovi poligoni di tiro, nonché lanci di missili antiaerei nel poligono di Ashuluk nella regione di Astrakhan, e missioni di volo dalle basi aeree della Russia meridionale di Armavir, Krymsk, Mozdok, Morozovsk, ecc.

1535442Fonti
Alawata
Alawata
Cassad
Cassad
Cassad
Cassad
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ITAR-TASS
ITAR-TASS
NEO
RIAN

RIAN
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Vineyard Saker
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La fine di ogni fascistaLa fine che incontra ogni fascista

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