Avevo davvero riposto in lei la mia fiducia, credevo che fosse una persona per bene, che difendesse la nostra Costituzione. Credevo che quei valori, di cui tanto parla, fossero davvero radicati in lei e fossero il punto di riferimento per ogni sua azione, per ogni sua decisione. Credevo che avrebbe scelto la vita e non la morte.. E invece ha firmato la nostra condanna. La condanna di una città sacrificata da anni in nome del profitto più squallido e criminale, abbandonata nelle mani di una famiglia di imprenditori senza scrupoli, plurindagati e pluricondannati e tutt’oggi agli arresti domiciliari o addirittura latitanti. Come credere ancora nello Stato italiano? Come credere nella politica e in chi dovrebbe difendere e promuovere il bene comune e invece ci ha rubato anche il diritto alla vita?

A Taranto c’è un’ordinanza del sindaco che vieta il pascolo entro un raggio di non meno di 20 chilometri attorno all’area industriale, ma in quei 20
chilometri noi ci viviamo, vivono i nostri bambini. Le pecore e le capre sono state uccise, ora lo Stato uccide anche noi… per decreto. Ho bisogno di sapere da lei, signor presidente, cos’hanno di diverso i bambini di Genova rispetto ai nostri. Perché lì l’area “a caldo” è stata chiusa in quanto incompatibile con la città, e la produzione spostata a Taranto? Chi ha compiuto il “miracolo” rendendola “compatibile”?

Venga qui, venga a visitare i nostri bambini devastati dal cancro (e non solo), li guardi negli occhi e sostenga il loro sguardo, se ci riesce, gli spieghi perché lo Stato ha preferito darli in pasto al Mostro, quel mostro che ha distrutto il nostro mare, violentato la nostra terra, insozzato il nostro cielo. Dica alle loro mamme che la malattia e la morte del figlio è necessaria, altrimenti cala il Pil.

(Tonia Marsella, lettera al presidente della Repubblica, Giorgio Napolitano, diffusa il 4 dicembre 2012 dal comitato ambientalista “Donne per Taranto” e ripresa integralmente dal sito de La7).

Fonte: http://www.libreidee.org/2012/12/napolitano-hai-firmato-la-morte-dei-bambini-di-taranto

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