Di Antonio Mazzeo

Puòessere equipaggiato con tre differenti tipologie di testata bellica a secondadell’uso: anticarro, antifanteria e per la distruzione di bunker. Lo “Spike” è l’ultimogioiello di morte prodotto da Rafael, una delle più importanti industrie militariisraeliane. Si tratta di un missile aria-terra a corto raggio destinato agli elicotterid’attacco. La prima versione, denominata “Er”, è capace di colpire bersaglifino a una distanza di 8 chilometri. Gli israeliani però hanno in produzione unmodello con una gittata superiore ai 25 chilometri, lo “Spike Nlos”, dotato diun sensore elettro-ottico e infrarossi e di un apparato di ricerca laser.
Secondola World Aeronautical Press Agency i nuovimissili made in Israele saranno utilizzati dagli Eurocopter Tiger e Puma e dagliAW-129 Mangusta prodotti da AgustaWestland (gruppo Finmeccanica). I Mangusta sonoquelli dei raid dell’esercito italiano nei principali teatri di guerra (primain Iraq, adesso in Afghanistan). Gli elicotteri, in numero di 60, sono indotazione al 5° reggimento AVES “Rigel” di Casarsa della Delizia (Pn) e del 7° “Vega”di Rimini, inquadrati nella Brigata Aeromobile “Friuli”. I Mangusta vantano giàuna terribile potenza di fuoco: mitragliatrici FN da 12,5 mm, cannoni da 200 mma canne rotanti e missili AGM-114 “Hellefire”, BGM-71 “Tow” anti-carro, FIM-92Stinger” ed MBDA “Mistral” antiaerei. Con gli “Spike” si amplierà il ventagliooperativo degli elicotteri d’assalto mentre ne uscirà ulteriormente rafforzato l’interscambiobellico Roma-Tel Aviv e la partnership strategica tra le rispettive forzearmate.
Dopo le recenti esercitazioniin Sardegna e nel deserto del Negev in compagnia dei cacciabombardieri d’Israele,l’Aeronautica militare italiana ha deciso d’installare a bordo degli elicotteriEH101 e degli aerei da trasporto C27J Spartan e C130 Hercules un nuovo sistema di contromisure a raggi infrarossi, denominato “Dircm- Directional infrared countermeasures”. Il sistema sarà sviluppato e prodotto dallasocietà Elettronica Spa di Roma assieme all’israeliana Elbit e comporterà unaspesa di 25,4 milioni di euro. “Le prime consegne sono previste per la fine del2013”, spiegano al ministero della difesa. “Con il Dircm, l’Aeronautica italiana sarà la primaforza armata europea a dotarsi di un sistema con tecnologia non americana perla difesa dai Manpads (Man-portableair-defense systems), missili che possono essere lanciati con sistemi aspalla e che rappresentano oggi una delle minacce più pericolose in fase didecollo ed atterraggio”.
Ilcontratto con Elettronica-Elbit ha preceduto di qualche mese l’ordine delgoverno israeliano di 30 caccia-addestratori “avanzati” M-346 Master di AleniaAermacchi (altra azienda Finmeccanica). I velivoli sostituiranno entro il 2015 ivecchi A-4 Skyhawk utilizzati dalle Tigrivolanti del 102° squadrone dell’aeronautica israeliana per formare i nuovipiloti dei cacciabombardieri e come mezzo di supporto alla guerra elettronica. L’M-346 potrà essere utilizzato pure per attacchi al suolo con bombe e missili aria-terra oantinave e comporterà un giro d’affari di circa un miliardo di dollari. Lamanutenzione dei velivoli, per una durata di venti anni, sarà invece affidataalla joint venture TOR costituita dall’industria aerospaziale israeliana IAI eda Elbit Systems.
Secondoquanto trapelato sui media statunitensi, per l’acquisizione deicaccia-addestratori italiani, Washington potrebbe offrire ad Israele una sommapari al 25% del valore della commessa nell’ambito degli aiuti militari previstidal fondo US foreign military financing(FMF). Il Pentagono avrebbe confermato che l’Agenzia statunitense per la cooperazionealla difesa e alla sicurezza avrebbe avviato colloqui ufficiali con il ministerodella difesa israeliano per concordare che alcune componenti degli M-346 Masterprodotte negli USA (come ad esempio i motori turbo F124 di Honeywell e altri sistemiavionici) siano acquisite con i fondi FMF. Un “aiuto”, dunque, condizionato a favorireil complesso militare industriale statunitense.
Nonaltrettanto vantaggioso per l’Italia il contratto firmato tra il governo israelianoed Alenia Aermacchi. Esso prevede infatti come contropartita che il nostropaese acquisti materiali bellici in Israele per un valore non inferiore al miliardodi dollari, in particolare sistemi satellitari spia e aerei radar. Per ilmemorandum of agreement che sarà firmatoentro la fine del mese tra il premier Monti e le autorità israeliane, in cambiodegli M-346, l’Italia si doterà innanzitutto di due satelliti elettro-ottici diseconda generazione “Ofeq” il cui costo è stimato in 200 milioni di dollari. dovrebberoessere lanciati entro il 2014. Gli Ofeq, prodotti dalle Israel Aerospace Industries(IAI) ed Elbit, “verranno lanciati entro il 2014, saranno al 100% italiani everranno gestiti da una stazione terrestre italiana”, scrivono in Israele.
Alle forze armate italiane giungerannopoi due velivoli di pronto allarme (Earlywarning and control – AEW&C) Gulfstream 550 con relativi centri dicomando e controllo, prodotti dalle aziende IAI ed Elta Systems. Il costocomplessivo dei due velivoli è stimato in 760 milioni di dollari, più deldoppio di quanto era stato previsto nel 2009 dall’allora ministro della difesaIgnazio La Russa per la messa a punto del sistema “multi-sensore emulti-missione” JAMMS (Joint airbornemultisensor multimission system), incentrato sui Gulfstream 550. “Il costo stimato del programma ammonta a280 milioni di euro a valere sulbilancio ordinario della difesa e avrà durata disette anni”, aveva spiegato La Russa ai parlamentari della Commissionedifesa alla vigilia del voto (unanime) a favore del JAMMS. “Esso supporterà leoperazioni delle forze nazionali e alleate impegnate in operazioni militari inPatria e fuori dai confini nazionali nelcontrollo e nellasorveglianzadello spazio aereo”. Dei 760 milioni previsti, quasi 500 andranno all’acquistodei due velivoli AEW&C e irestanti 260 per finanziarne i costi logistici e la manutenzione per un periododi 15 anni dalla loro consegna, fissata tra la fine del 2014 e l’inizio del 2015.
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