Enne di Effe

Chiedo scusa se nell’articolo Fiscal Compact avevo scritto che il Trattato sulla Stabilità, il coordinamento e la governance nell’Unione economica e monetaria era stato approvato a livello europeo, ma i procedimenti contemporanei di Fiscal Compact e Mes sono volutamente circondati da una cortina fumogena giuridica e mediatica. Pertanto non è vero che è stato firmato, ma solo approvato,  nel senso che è stato completato, che non vuol dire che è stato firmato. Ma essendo che i media coprono in modo confuso la cosa (http://www.google.it/search?q=fiscal+compact+approvato&ie=utf-8&oe=utf-8&aq=t&rls=org.mozilla:it:official&client=firefox-a), e i siti delle istituzioni ancora di più, in particolare Monti il 15 febbraio in plenaria al Parlamento europeo  ha detto “adesso che abbiamo il Fiscal Compact”.
Anzi ha detto abilmente una delle tante mostruosità:
Adesso io non penso che questo sia il momento di archiviare il momento della disciplina di bilancio, soddisfatti perché abbiamo il fiscal compact e di passare a un’altra pagina dell’agenda europea, quella della crescita. Io penso che dobbiamo conciliare entrambi questi aspetti.
E poi più in la ha detto:
Un altro esempio – e ripeto qui qualcosa che ho detto al Consiglio europeo: benissimo il fiscal compact, benissimo aver rafforzato così per la quarta o quinta volta l’armamentario della disciplina di bilancio. Ma non è necessario fare almeno in parte lo stesso lavoro per la disciplina dell’integrazione economica del mercato unico? (Qua il dibattito in Parlamento europeo, che non riesco a scaricare in Italiano: http://www.europarl.europa.eu/sed/speeches.do?sessionDate=20120215)
Cioé il Fiscal Compact, Monti lo da per acquisito, alla crescita non è il momento di pensarci, ma all’integrazione economica del mercato unico si, il che significa il governo dell’euro, o la sua dittatura (cfr sotto registrazione).
 In realtà il 30 gennaio scorso  esso è stato solo completato dal vertice informale del Consiglio europeo, con la Gran Bretagna e la Repubblica ceca che si sono tirate fuori. Ed ecco perché la versione pubblicata sul sito del Consiglio, e che ho tradotto e commentato, portava la datadel 31 gennaio 2012 e differiva dal draft, ambedue del resto circolano unicamente in lingua inglese, contrariamente a quanto prescritto dai trattati.

Inoltre esso entrerà in vigore  non appena lo avranno ratificato almeno 12 Stati membri dell’eurozona  Dodici, capito??? Nella forma di trattato internazionale sarà legalmente vincolante con lo scopo di incorporarlo nelle leggi comunitarie entro 5 anni dalla sua entrata in vigore. cfr. http://www.european-council.europa.eu/home-page/highlights/the-fiscal-compact-ready-to-be-signed-%282%29?lang=en

In breve, non se ne parla o pochissimo nella stampa, di un trattato internazionale – neanche metodo intergovernativo – su cui nessun organo democratico può esercitare un vero controllo e poi si stabilisce contrariamente a qualsiasi regola di democrazia, che entrerà in funzione non appena 12 Stati membri lo avranno ratificato per poi integrarlo nei trattati UE – ora per le modifiche dei trattati la procedura doveva essere all’unanimità e con una conferenza intergovernativa. Ora se leggete quel trattato vi renderete conto che non si tratta unicamente di una modifica costituzionale, nazionale ed europea, effettuata come se fosse un semplice trattato internazionale commerciale, ma che riguarda l’essenza stessa dell’Unione, il suo consacrarla perpetuamente a regime di neo nazismo finanziario/fiscale, di tipo bancassicurativo, dove il banco vince sempre.
Contrario alla democrazia, contrario alla solidarietà, contrario all’autodeterminazione dei popoli, contrario alle stesse innumerevoli norme UE sulla concorrenza – poiché sancisce il monopolio della cupola finanziaria della trilaterale – contrario alle  stesse forme UE di modifica costituzionale, contrario e incompatibile con quella sussidiarietà di cui tutti si riempiono la bocca – e cioé il principio che ciò che non può essere legiferato a livello europeo lo dev’essere a livello locale – contrario ai diritti dell’uomo, contrario all’uomo stesso. Una mostruosità generata da un corpo tecnocratico impazzito che non deve rendere conto a nessuno tranne che a un gruppo di lobby che rappresentano gli interessi dei finanzieri del bilderberg, della trilaterale e del Council of Foreign Relations, per citare i primi tre, che poi gira che ti rigira, questi proliferano per gettare polvere negli occhi, ma sono sempre gli stessi che tirano le fila.
Il Fiscal Compact o Patto di Stabilità riveduto è una disciplina di bilancio disumana che equipara gli Stati a normali correntisti bancari o a normali PMI che debbano rispettare rigorosamente i fidi: 0,5% di deficit e 60% di rapporto debito/PIL, in caso d’infrazione, procedura ‘correttiva’ automatica, in soldoni commissariamento e procedura di controllo delle riforme da mettere in atto: l’Italia segue quella procedura dalla famosa lettera della BCE a Berlusconi.

Quel che è peggio è che il Fiscal Compact si spinge più in la nell’esautorare le sovranità degli Stati a battere moneta e a decidere per la loro spesa e per i loro cittadini: impone l’obbligo di sottoporre alla Commissione europea e al Consiglio europeo i piani di emissione dei titoli del debito.

Ed ecco che arriviamo ai nodi del complotto: delle banche che non possono erogare prestiti per l’economia reale sebbene posssano creare moneta all’atto dell’erogazione, che stanno facendo fallire l’economia reale, delle banche centrali /dealer che speculando rendono sempre più cara l’emissione moentaria per uno Stato, e poi il divieto persino di emettere titoli del debito dopo l’umiliante obbligo di ricapitalizzazione bancaria da parte dell’EBA autorità bancaria europea, per mettere artatamente in ginocchio il nostro sistema bancario. Cioé le nostre banche, completamente privatizzate, compresi i crediti cooperativi e le banche popolari – contrariamente alla Costituzione che sancisce il principio di cooperazione – devono obbedire alle logiche pirlamidali dei vertici in altri paesi, condotti dalla trilaterale di cui Monti è una delle espressioni più autorevoli.

Inoltre questi trattati sanciscono definitivamente a sovrani i mercati, ad esempio quando si definiscono i criteri di Maastricht, deficit e dapporto debito/PIL secondo i ‘prezzi di mercato’, laddove il mercato è rappresentato in realtà dal cartello delle banche dealer (cfr.http://www.dt.tesoro.it/export/sites/sitodt/modules/documenti_it/debito_pubblico/graduatoria_specialisti/Graduatoria_Specialisti_in_Titoli_di_Stato_Anno_2011.pdf).

Il MES invece arrecherà il colpo finale, chiamato ‘salva-Stati’ sarà un vero e proprio ‘affossa-stati’ poiché come i rientri dei fidi in banca che hanno fatto chiudere migliaia di PMI in Italia, succederà l’obbligato rientro in MES, cioé il pagamento obbligato nel giro di SETTE giorni, di somme ingenti presuntamente per ‘salvare’ uno Stato membro in difficoltà.
Ora sanno anche i bambini che i cosiddetti bail out di cui si occupa e si occuperà l’affossa-Stati sono mirati a salvare le banche creditrici di questi titoli dubbi se non ‘tossici’, è chiaro che si tratta di un trucchetto da mandrake per nascondere il fatto che la banca centrale dovrebbe essere pagatrice di ultima istanza e creare moneta, idem per il fondo affossa stati, e accreditarla alla società. Inoltre l’ufficializzazione della nuova natura dell’UE, che via via ha ssunto negli anni in modo sempre meno ambigua, è persino sancita in questi due nuovi trattati laddove mettono come scopo ultimo la ‘stabilità’, sì, ma dei prezzi e dell’euro. COSTI QUEL CHE COSTI.
Due trattati, Fiscal Compact e Mes che insieme ci precipitano in un ‘fiscal mess’ cioé caos fiscale, che sarà controbilanciato da una dittatura per imporre un ordine falso, dallo scopo principale di controllo dei prezzi e soprattutto stabilità dell’euro – cioé di chi controlla l’emissione monetaria.

I cosiddetti eurobond, emessi dal MES, e chiamati bond di stabilità, saranno dei potentissimi strumenti del debito ‘subprime’ cioé non solvibili poiché di fatto con questo meccanismo diabolico di emissione monetaria gli Stati, e con essi, tutti i cittadini, sono falliti per definizione. Emettendo gli eurobond, il MES sarà di fatto un super Stato che si sostituirà agli Stati nelle loro emissioni di titoli del debito, ed è esso non gli Stati che drenerano tutte le liquidità dei popoli europei, accumulando un potere enorme, senza che nessun cittadino lo abbia voluto.

Come minimo di tratta di violazione del diritto all’autodeterminazione dei popoli. Oltre a violazione della democrazia, e strumento di massacro finanziario di massa. Che precede sempre violenza, agitazioni sociali e guerra.

Del resto sempre come considerare il Parlamento europeo un parlamento democratico se a suo capo vengono paracadutati i ‘kapò’ – Berlusconi aveva ragione – tipo Schulz che taglia la parola a Speroni quando critica Monti, o che va a braccetto con il rockefelliano Cohn Bendit, altro massone infiltrato che ordisce per il nuovo ordine mondiale?

Come stupirsi quindi se al Parlamento europeo si accetta senza remore il sostegno a una Lega Araba nemica del popolo siriano in virtù del sacrosanto diritto a manifestare – per i ‘poveri siriani’ che devono potere manifestare-  mentre si martoriano i greci e non si esita a reprimerli nelle loro proteste contro la troika. ma allora come mai si reprimono i greci?

Non facciamoci illusioni: l’Europa che era nata per evitare guerre tra i popoli il giorno dopo della fine della seconda guerra mondiale, ha cominciato prima a esportarle e poi finirà nella discordia, perché non ha imparato le lezioni, e non ha estirpato il male: lo strapotere del regime strnocratico della moneta usurocratica e debitocratica.

Questo fiscal mess, poi sarebbe l’occasione per portarci all’ordo ab chaos che è il motto deiprofeti del nuovo ordine mondiale. Per il governo ombra che ci dirige, è uno scherzo da bambini strumentalizzare il malcontento che necessariamente nasce dai meccanismi sopra descritti e per imporre un governo mondiale dollaro/euro/sterlina.

Ma significa non contare con l’imprevedibilità della consapevolezza umana. Hanno interesse ad arrendersi poiché noi non ci stancheremo mai.

Nicoletta Forcheri
18 febbraio 2012
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