DA ANTICORPI

 Si tratta di una delle sostanze più pericolose con cui l’industria abbia contaminato l’ambiente (tra cui gli oceani e i pesci che finiscono sulle tavole di mezzo mondo). Anni or sono fu severamente bandito dai termometri, tuttavia il mercurio continua ad essere sbadatamente scordato nei vaccini antinfluenzali, nelle lampadine a risparmio energetico (il nuovo tipo a led non presenta l’inconveniente) e … udite udite … nelle nostre stesse bocche. 
Il breve documentario proposto di seguito, dal titolo Coraggio, Ditelo Fuori dai Denti. L’Assurdo Veleno, realizzato nel 2011 da Marco Malatesta in collaborazione con il chimico Lorenzo Acerra (che ringraziamo per la segnalazione) denuncia il problema delle ‘amalgame dentarie’, pastelle a base di mercurio con cui molti dentisti usano oggi effettuare le ‘otturazioni.’

L’amalgama è “… una polvere costituita da: 52% di Mercurio e 48% da una lega a base di Argento (16%), Stagno (26%), Rame (5%) e Zinco (1%). Una dose moderna di amalgama contiene circa 440 mg di Mercurio e 400 mg di lega. Una otturazione con amalgama rilascia ogni giorno da 0.5 a 0.10 microgrammi di Mercurio per fenomeni di abrasione, corrosione (ad esempio due o tre energiche spazzolate quotidiane, meglio se con uno spazzolino dalla testina metallica -n.d.A.), disgregazione elettrolitica generati dai diversi metalli in ambiente salino come nella cavità orale, la bocca; anche i sali dei cibi, le acque gassate, gli acidi alimentari, ecc. accentuano la naturale disgregazione delle amalgame. I metalli rilasciati per il 50% si depositano nei tessuti cellulari inibendo processi enzimatici e metabolici del nostro corpo; l’altro 50% viene eliminato attraverso le urine e le feci e va ad inquinare l’ambiente in cui viviamo, il terreno e quindi lo ritroviamo anche nella frutta, i cibi, le verdure, ecc. e nelle falde acquifere.” (Fonte)

Le alternative a questo tipo di materiali esistono. In attesa che il mondo si allinei alle politiche di proibizione già attuate nel nord Europa, il consiglio è di informarsi, e per una eventuale rimozione rivolgersi solo a professionisti dotati delle competenze e degli strumenti appropriati. I vapori sprigionati durante l’intervento di rimozione – infatti – ove non adeguatamente neutralizzati potrebbero creare problemi. In caso contrario, meglio tenersele.

Primum, Non Nocere, raccomandava Ippocrate. Concetto evidentemente poco chiaro a quegli odontoiatri che imbottiscono di mercurio le bocche degli ignari pazienti, e alle istituzioni ‘competenti’ che glielo consentono.

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